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Schietto, "cucina alla mano" nella nuova osteria in zona San Giovanni

Una piccola e familiare osteria ha aperto a due passi da piazza Re di Roma. RomaToday l'ha provata per voi

Un posticino intimo, a due passi da piazza Re di Roma. Un'osteria dove non mancano i sapori della tradizione romana, con quel pizzico di innovazione e brio che sono un piacere per il palato. Siamo entrati da "Schietto, cucina alla mano", una nuova apertura in via Vercelli 6, laddove un tempo c'era Alchimia Food Lab.

Un progetto nuovo, ambizioso, desideroso di crescere nel tempo, il cui obiettivo principale è quello di "far stare bene il cliente", proponendo un menù "schietto" appunto, semplice ma di qualità, tradizionale ma innovativo, con un'occhio sempre attento alla scelta dei prodotti, prevalentemente laziali.

E' Giulia Marulli, socio del ristorante - insieme a Francesco Ilacqua - ad aprirci le porte di Schietto, per portarci a conoscere la cucina e il format di questa piccola e accogliente osteria romana.

Pochi tavoli all'interno, alcuni  coperti anche su strada, tutti ben distanziati nel rispetto delle normative anti-Covid. Una cucina a vista e un angolo caffetteria in cui spiccano i caffè Izzo, i dolci home made e distillati di "Distillerie Capitoline". Arredamento semplice ma piacevole, tavoli in legno, tovagliette e tovaglioli con simpatiche espressioni romane da "Stacce!" a "Mettet'a sede!", da "Aripijate!" a "E' un tajo!".

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In cucina c'è chef Emiliano Valenti, circa 20 anni di esperienza, alla scuola di grandi maestri tra cui Igles Corelli, Bruno Barbieri, Luigi Nastri, Angelo Troiani, Cristina Bowerman. Dopo il lockdown per lui ha avuto inizio questa nuova esperienza da Schietto, un'osteria in cui chef Valenti porta la tradizione romana, nei grandi classici (carbonara, amatriciana, trippa alla romana) e in proposte più innovative, i cui sapori però hanno nel cuore sempre Roma. 

Da Schietto gli antipasti sono sfiziosi, c'è "Lo Stoccafisso", una versione del baccalà mantecato, con insalata di puntarelle su polenta croccante, "L'Ovetto", uovo pochè con crema di patate, guanciale croccante e olio verde. "La Tartare", tartare di filetto di manzo, con olive, capperi, pomodorini, timo e salsa tartara, "La Panzanella" di alici e burrata.

Nei primi si spazia tra tradizione e innovazione, andando dalla classica carbonara all'innovativa "Pasta al tonno": tagliolini fatti a mano dallo chef, con pomodorini freschi e semisecchi e tartare di tonno rosso marinato al lime e basilico. Non manca l'amatriciana, la Ajo e Olio, il tonnarello Polpo e menta, il pacchero fresco ricotta salata, rucola e mandorle tostate. 

Tradizione in primo piano nei secondi. Abbacchio e pollo ai peperoni spiccano in menù, insieme a filetto e baccalà. Il menù si conclude, poi, con i dolci, fatti anche questi dallo chef: Crème Brulée, Spuma di tiramisù al bicchiere, Mousse al cioccolato, Crostatina con ricotta mantecata e frutta fresca. 

Oltre al menù in carta, una grande lavagna all'interno del locale mostra tanti altri piatti del giorno. Spiccano anche i taglieri da poter gustare all'ora dell'aperitivo. 

Schietto, infatti, apre al mattino per le colazioni e resta aperto fino a cena. "Vogliamo essere punto di riferimento per il quartiere - racconta a RomaToday Giulia Marulli - un'osteria familiare, dove il cliente entra e sta bene".

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