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Foto dal sito www.unsic.it/

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Ristoranti piemontesi a Roma, censimento fa conoscere le "bandiere dei sapori" nella Capitale

Il sindacato Unsic ha compiuto un censimento delle "insegne" regionali nella Capitale

I ristoranti piemontesi a Roma sono stati protagonisti di un censimento. A volerlo il sindacato datoriale Unsic, con l' iniziativa “I territori nel piatto”.

I punti di riferimento della cultura enogastronomica pienomentese nella Capitale non solo molti, ma si contraddistinguono per qualità e prestigio. Non a caso sono ubicati in zone esclusive, dal centro storico all’Aurelio fino al Ghetto.

Ristoranti piemontesi a Roma

Proprio nel quartiere ebraico, in via Santa Maria del Pianto, è ubicato “Beppe e i suoi formaggi”, specializzato in salumi e formaggi piemontesi, provenienti in particolare dall’Alta Val di Susa. Tra le eccellenze, la Giallina e la Robiola. È inoltre possibile degustare piatti della cucina piemontese che seguono rigorosamente la stagionalità della loro produzione..

Altro riferimento della cucina piemontese e soprattutto dei vini regionali è “Fafiuche”, presente dal 2007 in via della Madonna dei Monti, nel rione Monti.

“La Piemontese” è invece in via Baldo degli Ubaldi, al quartiere Aurelio. Infine il prestigioso “L’Uliveto” del Rome Cavalieri in via Alberto Cadlolo al Trionfale, che ogni tanto inserisce menù di cucina tipica piemontese.

L'iniziativa di Unsic

L’iniziativa “I territori nel piatto”, lanciata dal sindacato datoriale Unsic a sostegno delle imprese del settore ristorazione, è caratterizzata proprio da un “censimento” della cucina tipica regionale a Roma, città simbolo di incontri e contaminazioni. In un periodo difficilissimo, il sindacato ha voluto valorizzare l’identità e la storia dei tanti ristoranti, offrendo una vetrina gratuita on-line a beneficio degli utenti e degli oltre tremila uffici – soprattutto Caf, Patronati e Caa – dello stesso sindacato sparsi per il territorio. Una cinquantina i ristoranti con proprietari abruzzesi inclusi nell’iniziativa. Ma l’elenco è in costante evoluzione.

“La difficile situazione del settore, specie in una città come Roma caratterizzata dal turismo internazionale, ci ha spinto a lanciare l’iniziativa ‘I territori nel piatto’ per valorizzare l’aspetto della cucina regionale dei circa 350 ristoranti censiti – ha spiegato Domenico Mamone, presidente dell’Unsic. “Si tratta di un piccolo strumento di promozione gratuita che potrà essere utile soprattutto nella fase di ripresa. Come ricorda la Fipe, nel 2020 il settore ha perso 38 miliardi complessivi a causa di una chiusura media di 160 giorni, con un saldo negativo tra aperture e chiusure di 9.232 unità. I ristori hanno coperto molto parzialmente gli incassi perduti, più efficace è stato il credito d’imposta del 60 per cento per i canoni di locazione e del 30 per cento per l’affitto ramo di azienda. Ma occorrerà moltiplicare iniziative e sforzi, lavorando soprattutto d’ingegno, per rilanciare tutto il settore turistico”.

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