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Riaperture ristoranti: si torna a mangiare in piazzetta e sui marciapiedi, ma c'è anche chi non apre

Da lunedì 26 aprile riaprono bar e ristoranti, ma solo all'aperto. Ecco cosa ne pensano i ristoratori, tra entusiasmo, speranza e un po' di amarezza

Esterno della pizzeria Angelo Pezzella - Artista Pizzaiuolo

Il 26 aprile è la data X. Quella in cui ristoranti e bar potranno riaprire, non tutti però. Le condizioni da rispettare per poter riaccogliere i clienti, infatti, sono rigide, limitanti e - in alcuni casi - rappresentano un'ostacolo insormontabile. "Solo con servizio al tavolo e solo all'aperto" dice il governo.

Ove possibile, bar, cocktail bar e ristoranti si sono riorganizzati, allestendo tavoli nelle piazze o installando pedane ad hoc. Si tornerà a mangiare seduti e serviti al tavolo, dunque, in giardino, in terrazza e su tanti marciapiedi, dal centro alla periferia. In altri casi, però, in assenza di spazio antistante la soluzione è una soltanto: restare chiusi e aspettare ancora. 

Alla vigilia delle riaperture RomaToday ha raccolto le voci di chi - seppur titubante - si è organizzato per riaprire con tavoli all'esterno e di chi, purtroppo, sarà costretto a restare chiuso.

Riaprono i ristoranti con tavoli all'aperto

Chi ha ampi spazi all'aperto è pronto a riaccogliere la clientela e dovrà fare i conti solo con le previsioni del tempo, un'incognita imprevedibile. In centro storico si tornerà a mangiare in piazzetta, è il caso - ad esempio - dello storico ristorante Alfredo alla Scrofa, famoso per la sue fettuccine, pronto a riallestire i tavoli all'esterno.

L'Antico Caffè Greco si amplia e incrementa i posti esterni a sedere nel pieno rispetto del distanziamento. Una novità resa possibile dalle nuove norme di emergenza già dalla scorsa estate e che, in vista della imminente ripresa dei servizi di ristorazione al pubblico, proseguirà con un incremento dei posti a sedere nel pieno rispetto del distanziamento. "Il problema vero -  commenta Carlo Pellegrini, amministratore delegato del Caffè - è quello di riaprire al più presto sia i locali interni che nelle ore serali. Tutti i ristoratori hanno investito in sicurezza, noi abbiamo installato un innovativo sistema di ricambio dell’aria che garantisce il massimo della sicurezza.  Ormai non ha più senso continuare nella serrata quando è possibile rispettare i protocolli anti Covid.

L'incognita meteo

C'è chi - godendo di un ampio giardino - riapre proponendo un picnic chic sul prato come Vivi Le Serre, che fornisce anche telo, cestino di vimini, tavolino e un cuscino. Tirano un sospiro di sollievo coloro che possono godere di un giardino o di un dehors esterno, ma anche in questo caso le perplessità non mancano.

A dirlo a RomaToday è Angelo Pezzella, pizzaiolo proprietario della pizzeria napoletana in via Appia Nuova, 1095: "Ieri il meteo metteva pioggia, poi ha retto tutto il giorno. Come si fa ad organizzare il servizio? E se inizia a piovere all'improvviso? Mandi tutti a casa? Come si può fare una turnazione con i ragazzi essendo in balia delle previsioni del tempo". Sono queste alcune delle perplessità espresse da Pezzella che spera che al più presto tutto possa tornare come prima. "La ristorazione non è improvvisazione", conclude. 

Chi non potrà aprire e chi è al lavoro per farlo presto

Sono tanti, tantissimi, coloro che intravedono il 26 aprile come l'ennesima batosta, perché mentre altri potranno riaprire alla clientela, loro saranno costretti ad aspettare ancora. "Lo scorso anno ci è stato concesso uno spazio esterno, ma di cui possiamo usufruire solo quando le scuole saranno chiuse, ossia dopo il 12 giugno - racconta a RomaToday Sabrina del ristorante Il Tettuccio a Frascati - abbiamo chiesto di poter usufruire dei tavoli all'aperto almeno di sera, ma non ce l'hanno concesso". Parla di un'ingiustizia Sabrina e sono in tanti a pensarla come lei.

"Per il momento restiamo chiusi - ci racconta invece Melina di Trattoria Pennestri - ma siamo felici di questa semi-apertura dei ristoranti e siamo al lavoro per attrezzare uno spazio anche all'aperto. Siamo abituati a fare le cose bene e in tranquillità per soddisfare al meglio i nostri clienti. Lo faremo anche questa volta. Apriremo all'aperto, ma al momento non abbiamo una data precisa".

Infine, anche chi, al momento non è particolarmente legato alla data del 26 aprile, si sente solidale e vicino a chi non potrà riaprire. Jacopo Mercuro, di 180 grammi pizzeria romana, che attenderà metà giugno per inaugurare la sua nuova sede a Centocelle si unisce ai suoi colleghi: "Aprire solo fuori è un ostacolo per molti. Mi sento solidale verso quei colleghi che l'esterno non ce l'hanno. La mia paura è che questo possa generare della concorrenza "sleale". Immagina due ristoranti vicini, uno con i tavoli fuori e l'altro no. I clienti torneranno, si affezioneranno a quel locale e magari non torneranno più dall'altro, anche quando potrà riaprire. Questa è la mia paura". (Qui l'intervista completa).

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