Luce, la villa nel Parco Archeologico dell'Appia Antica si trasforma in ristorante-pizzeria

Una location da grandi eventi che riapre, nel post-Covid, con una formula aperitivo-cena aperta a tutti. RomaToday è andata alla scoperta di Villa De Cesari e della sua nuova "Luce"

"Abbiamo voluto accendere una 'Luce' in questo periodo buio che tutti stiamo vivendo". Un nome, un obiettivo, "Luce", che Iolanda Ambrosini ha voluto realizzare e grazie al quale Villa De Cesari ha potuto riaprire le sue eleganti porte con un format diverso, piacevole, poliedrico, ideale per trascorrere un aperitivo e una cena all'aperto in questa particolare estate.

All'interno della dimora storica di Villa dei Cesari, nell'estate 2020, si innesta infatti il nuovo format ristorativo en plein air ispirato alla natura e alla convivialità country chic. Siamo in via Ardeatina, al civico 164, all'altezza delle Catacombe di San Callisto, qui sorge un antica dimora storica di antichissima costruzione,che, solitamente, ospita eventi privati, cerimonie e meeting, con uno dei servizi di alta banquettistica più rinomati e storici della capitale, Ambrosini Banqueting dal 1925.

La nuova vita di Villa De Cesari

Eventi che il Covid ha fermato e che faticano a riprendere. "Non potevamo fermarci, dovevamo farlo soprattutto per i nostri dipendenti", ha sottolineato all'inaugurazione di Luce Iolanda Ambrosini. Un'idea imprenditoriale senza dubbio nuova, una sfida vera e propria, in cui la signora Ambrosini ha investito non solo a livello socio-economico ma anche umano, assumendo più di dieci persone in un momento generale di crisi post-lockdown. 

Ad accogliere gli ospiti un viale alberato illuminato, elegante, romantico. A destra un ampio parcheggio (senz'altro un valore aggiunto a Roma). Lasciato il parcheggio, ancora qualche passo per immergersi in una location incantevole. Un polmone verde a due passi dalla via Appia Antica, un ampio giardino con installazioni aperte di legno a forma di igloo (di grande tendenza in questa estate 2020), arredate con lucine sospese, tappeti di diverse dimensioni, cuscini color ottanio, qualche seduta. Viene voglia di togliere le scarpe e camminare scalzi sul prato, sedersi, rilassarsi, bere un drink. Nel giardino, infatti, è presente la postazione cocktail, supervisionata dal bar manager Edoardo Mattarino e attiva dalle ore 19.00 si può iniziare con un aperitivo a scelta tra drink classici, 6 diversi Gin Tonic e signature, come Luce, cocktail fresco con base Vodka e liquore all'arancia, Blue Curaçao, pompelmo, limone, zucchero e soda, tutto accompagnato da sushi, qualche frittino o una selezione di focacce. 

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Cosa si mangia da Luce

Per la cena ci si sposta ai tavoli bianchi, in sile shabby chic, lasciati completamente al naturale, per agevolarne la sanificazione. Un ambientazione che fa subito estate, libertà, spensieratezza, che ai romani tanto sono mancate e che tanto hanno desiderato. La cucina è coordinata da Mirko Pagani, cuoco romano con un'esperienza ventennale sul curriculum che ha personalizzato questo menu a forte vocazione territoriale con creatività ed equilibrio, riportando in auge i piatti poveri della cucina laziale. I piatti della tradizione romana vengono rinnovati in una chiave estiva, divertente, nuova, come nuovo è il progetto Luce.

La nuova carta dello chef è ispirata all'iconico film "Un americano a Roma" di Sordi con supplì di riso Carnaroli, ossobuco alla romana con zafferano e sentori di timo, il tipico fritto romano al telefono in versione più gourmet con il suo ripieno semiliquido; alla voce antipasti anche il tris di crocchette con patate viola, tartufo e maionese allo zenzero. Immancabile la Carbonara in versione tradiziona con guanciale di Norcia o vegetariana che gioca sulla croccantezza delle verdure dell'orto e sulla sapidità della polvere di cappero. La particolarità sono i tagli di pasta utilizzati, un po' più insoliti rispetto al solito formato, mentre come vezzo Mirko ha voluto marinare il tuorlo e dare ariosità al piatto con una spuma di pecorino, mantenendo inalterati i sapori originari e concentrandosi sull'estetica.

Carne, pizza e pane sono gli altri tre protagonisti di Luce. Nella postazione esterna è stata costruita una brace a vista, a fianco al forno a legna utilizzato per la cottura della pizza e del pane, con esposizioni di vari tagli di carne fresca, dalla Danese all'Argentina oppure il galletto cotto precedentemente a bassa temperatura e rigenerato proprio sul fuoco. Dalla cucina rispondono con un tentacolo polpo caramellato e brasato con una cottura molta lenta nei suoi stessi umori.

La linea della pizzeria si divide tra gusti Tradizionali, quindi Margherita, Napoli con Bufala, Amatriciana, poi Focacce come la Cesari a base di stracchino naturale al miele, mortadella, granella di pistacchio o una ancora più esclusiva con Burrata di Andria, Patanegra e olio al tartufo. Infine, in tutte le Gourmet prevale il lato più gastronomico e tecnico come per Luce, ad esempio, condita con un tuorlo marinato su fondant di pecorino a buccia nera, coriandoli di guanciale di Norcia IGP e zest di lime. La carta del beverage per il vino conta selezionate etichette a prevalenza laziale e comprende anche delle birre artigianali del Birrificio Fiorucci.

Luce è aperto tutti i giorni a cena e nel fine settimana anche a pranzo. Una sfida in tempi bui, una Luce in questa strana estate romane.

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