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La Scialuppa da Salvatore, da 60 anni cibo e relax a Fregene

Cucina di pesce creativa, panorama mozzafiato sul litorale laziale, per un'esperienza che fa incontrare spensieratezza, buon cibo e salsedine

A Fregene, lo stabilimento balneare La Scialuppa da Salvatore non ha bisogno di presentazioni così come il suo ristorante di pesce dove “mangiare sul mare” assume tutto un altro significato. Inaugurato nel 1956 da Salvatore Maduli e aperto 365 giorni all’anno, il locale è votato alla cucina creativa di mare e, oltre a offrire un panorama incredibile, sperimenta continuamente in mise en place, gusto e leggerezza.

Dal 2011 fa parte dell’Associazione Villaggio dei Pescatori: La Scialuppa, insieme agli altri partner del gruppo, vuole far diventare questo litorale un modello di legalità e di sviluppo turistico eco compatibile, rispettoso delle persone e dei luoghi, per le località costiere italiane. In un connubio perfetto tra buona cucina e panorama, la storica famiglia di ristoratori ricerca sempre l’eccellenza dell’ospitalità. A poca distanza dalla Capitale, immerso in uno scenario marittimo di altri tempi, tra salsedine, rumore delle onde e piatti a base di pesce, La Scialuppa da Salvatore è una tappa imprescindibile per gli amanti del pesce freschissimo e pescato in giornata.

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Il ristorante

Un totale di 180 coperti in esterna accoglie gli ospiti esaudendo i loro desideri a tavola dal pranzo alla cena. Il bistrot è organizzato in diversi ambienti tra cui un’elegante veranda fronte mare che ricorda un giardino d’inverno e l’immancabile servizio sulla spiaggia dove delle semplici postazioni in legno sono l’ideale per una pausa tra un tuffo e l’altro. In cucina Fabio Di Vilio, giovane e ambizioso chef che apporta modernità alla preparazioni dei classici brodetti, bisque e fondi. Una proposta semplice con qualche guizzo interessante in cui il pesce è protagonista assoluto dei piatti, soprattutto nella tradizionale cottura alla brace. Tra gli antipasti, interessante è la preparazione della triglia, un pesce povero finalmente valorizzato rispetto alla classica frittura di paranza. Sfilettata e spinata, la triglia viene panata con il panko (pangrattato giapponese) e poi fritta, infine servita con una crema di melanzane cotte sulla brace, una maionese di polpo estratta dalla sua acqua di cottura e del pomodorino confit. Tra i primi oltre alla pasta fatta in casa, come per strozzapreti e calamarata, Felicetti e Mancini sono i due pastifici artigianali di riferimento per formati e farine. Uno dei sughi più richiesti è la preparazione della marinara che utilizza il loro peperoncino preparato sotto aceto nel laboratorio, mentre un battuto di bufala, sarde marinate e affumicate finisco il tutto. Tra le novità del menu anche un aglio, olio e peperoncino con bottarga: la crema riempirà il conchiglione Felicetti che sarà stracotto, successivamente essiccato e in ultimo fritto. Un rinfrescante fine pasto pensato per la stagione estiva è la meringa all’italiana con cremoso alla yuzu, mandorle caramellate e passion fruit.

I Vini

In cantina circa 220 referenze e una nota di merito va alla preparazione di tutti i lievitati: dal pane in cassetta a quello a lievitazione naturale, dai panini gourmet alle focacce. L’ora del tramonto fa da sfondo all’aperitivo che nel weekend viene movimentato grazie alla collaborazione con Birra del Borgo.
 

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