La Quercia Osteria Monteforte chiama tutti in "piazzetta": restyling e riapertura nel segno della tradizione

Da giovedì 25 giugno, l'osteria è tornata in una nuova veste, su una delle piazzette più pittoresche del centro di Roma. RomaToday l'ha provata per voi

Una piazzetta incastonata tra i vicoli del centro storico, il Tevere da una parte, piazza Campo de' Fiori dall'altra. Estate, Roma e pochi turisti. Sembra di stare in un film e, invece, stiamo per entrare in una rinnovata "La Quercia Osteria Monteforte".

In una calda sera estiva RomaToday è andata a provare il ristorante che da giovedì 25 giugno è tornato in una nuova veste su una delle piazze più caretteristiche di Roma. 

Qualche tavolo all'aperto, disposto sul suolo pubblico che il Comune ha concesso, in una piccola, accogliente, calda (in tutti i sensi) piazza della Quercia. Peccato per qualche scooter e qualche macchina ancora parcheggiati che, si spera, prima o poi andranno via per regalare a La Quercia Osteria Monteforte la cornice che merita.

I padroni di casa

Ad accoglierci ci sono Andrea Monteforte, il giovane proprietario che oltre 10 anni fa ha aperto il locale su piazza della Quercia (a cui si deve anche il famoso Forno Monteforte), ultimati i lavori di restyling ha deciso di non rimandare e trasformare le incognite del particolare momento, in slanci positivi, i dubbi in volontà d’azione. 

Al suo fianco c'è l'executive chef, Marco Gallotta, professionista del settore, figura di spicco della ristorazione romana, che mancava da un po' dalla Capitale (precisamente dalla chiusura di Primo al Pigneto nel 2017), la cui presenza è stata determinante per sostenere e moltiplicare le energie di questa apertura. 

In un momento fortemente connotato dalla distanza fisica obbligatoria, la vicinanza di intenti diventa ancora più forte. È per questo che l’osteria La Quercia è stata immaginata e realizzata come una piazza, dove appassionati artigiani, agricoltori e allevatori si ritrovano per mettere nei piatti i loro prodotti. Il menu diventa una vetrina, dove sfilano i piatti ma anche il lavoro di operatori del settore chiamati a raccolta da Gallotta, per assicurare genuinità a 360 gradi.

La cucina e il focus sui piccoli produttori

Marco Gallotta si avvale della collaborazione dello chef Paolo Sirianni (sous chef di Baccano, Enoteca Provincia Romana, Macro, Capofaro), per declinare tradizione e ricerca a completo servizio del sapore. Grandi classici preparati con grandi prodotti. Tra gli antipasti la Frittata di erbe (le uova sono di galline allevate allo stato brado, alimentate con semi di canapa: Azienda Agricola L’uovo e la Canapa) e la Ricotta laccata (Azienda Agricola D’Ascenzo di Rieti) con carote arrosto con timo e rosmarino. Le mezze maniche alla Carbonara sono preparate con il guanciale dell’Azienda Collemaggiore di Greccio (Rieti) e i Cannelloni ricotta e orto cambiano il ripieno a seconda delle verdure fresche assicurate da l’Orto di Clapi – micro fattoria permaculturale di Campagnano. Tra i secondi Seppie in zuppa di cannellini, Pollo con i peperoni, Polpette alla maniera dei Saltimbocca. La carne arriva ogni mese da una macelleria romana diversa che proporrà un particolare “taglio” allo chef: a luglio Macelleria da Simone di Campo de’ Fiori, seguita dalla macelleria Bombelli. Le crostate e i biscotti, come il pane, sono di Forno Monteforte. 
La lavagna cambia settimanalmente seguendo la stagione e il mercato. 

“La mia prima passione, la cucina, la seconda andare per allevamenti, campi, parlare e scambiare esperienze con agricoltori e artigiani. Da qualche anno - racconta chef Gallotta - unire le due cose è diventato indispensabile. Da quando mi sono allontanato dalla ristorazione ho esplorato centinaia di stupefacenti occasioni di sapori italiani. Mi sento una specie di contacuoco e poter mettere in pentola i tanti prodotti assaggiati in questi anni, sarà un vero piacere per me e, spero, per chi mangerà alla Quercia”.

L'Osteria rispettata in tutti i suoi elementi

E, in questo quadro fatto di tradizione, passione, genuinità, protagonista anche colui che ha impugnato il pennello. Il restyling de La Quercia è stato progettato dall’architetto Roberto Liorni, il quale non allontanandosi dalle scelte stilistiche legate alle classiche osterie, ha privilegiato atmosfere pacate, familiari, colori tenui e creato un’osteria cosmopolita, dal taglio raffinato ma informale, capace di strizzare l’occhio ai clienti più giovani, sedurre chi preferisce un luogo più “riservato” e anche far sentire a proprio agio l’ospite avvezzo a ristoranti più classici, palati curiosi e cacciatori di sapori. 

Gli elementi dell’osteria ci sono tutti: pavimento in legno invecchiato dal tempo, alle pareti boiserie di legno verde scuro, marmo e maioliche per il piccolo banco mescita. I tavoli sono in legno e marmo, come nella migliore tradizione delle vecchie trattorie, addolciti dalle luci con paralume in stoffa che scendono dal soffitto. Le sedie vintage sono le Milano originali color miele. 

La Confraternita dei Macellai di Roma e il Serratore Panciuto "a tre scrocchi"

Pochi tavoli per il silenzioso esterno per godere di uno scorcio di Roma davvero straordinario: tra Palazzo Spada e la chiesa di S. Maria della Quercia. Due sale interne, più un comodo spazio con il tavolo comune, per un totale di 54 coperti interni e 16 in piazzetta (al momento, visto le particolari normative, i coperti complessivi sono 40 e garantiscono un perfetto distanziamento).

“Ho sempre messo al primo posto l’ospitalità riservata e discreta, per questo - racconta Andrea Monteforte - dopo più di 10 anni di vita del locale, ho sentito il bisogno di offrire ai clienti un ambiente rigenerato ma non stravolto. Ho tanti clienti fidelizzati e non volevo togliere loro l’ambiente familiare cui tenevano tanto. L’architetto ha tradotto il mio pensiero realizzando interni raffinati senza perdere di vista l’autenticità dell’osteria. L’incontro con Gallotta ha fatto il resto: siamo in una casa dove la ricerca e la passione del cuoco mette in tavola la bontà dei sapori più semplici”.

Cosa abbiamo mangiato da La Quercia e cosa propone il menù

RomaToday ha avuto modo di assaggiare alcuni piatti protagonisti del menù di La Quercia Osteria Monteforte. Un antipasto sfizioso, con mini polpette alla maniera dei saltimbocca, crocchette di baccalà e frittata alle erbe. La panzanella alla puttanesca è stata una ventata fresca e saporita che ha stuzzicato l'appetito portandoci a provare anche il cannellone ricotta, bieta e spinaci selvatici, i tonnarelli alici, pecorino e finocchietto. Per secondo baccalà e orto; come dolce Zabaione al marsala Vigna La Miccia. I piatti sono stati accompagnati da Dubl Brut (Feudi San Gregorio), Narciso Bellone (Federici) e Yamada Pecorino (Zaccagnini).

Il menù strizza l'occhio alla tradizione e chiama a raccolta piccoli produttori anche con carbonara, gricia, amatriciana, pollo coi peperoni, arzilla fritta. E si può concludere con la spuma di ricotta e la coppa del nonno "De Noantri". 

I prezzi degli antipasti oscillano tra i 5 e i 20 euro (antipasto per 2 persone). Quelli dei primi tra i 10 e i 14. I secondi in menù vanno dai 12 della Steccata di Morolo ai 28 della Tagliata di manzo della macelleria 'Da Simone' a Campo de' Fiori. Il pane è, ovviamente, del Forno Monteforte. Curata la mescita di bollicine, bianchi e rossi.

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