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Imàgo, l'esclusivo ristorante di Roma apre per la prima volta la sua terrazza mozzafiato

Riapre il 16 giugno dopo l'emergenza Covid e lo fa con una sorpresa per tutti i suoi ospiti. La terrazza panoramica al settimo piano, finora riservata ad una suite, che diverrà location per aperitivi e cene stellate incorniciati da una vista incredibile

Imàgo, il rooftop stellato con vista sulla scalinata di Trinità dei Monti, torna ad accogliere i suoi clienti. Situato al sesto piano dell’Hotel Hassler, l’esclusivo ristorante nel cuore di Roma, riaprirà le sue porte martedì 16 giugno, per tornare a deliziare i palati dei suoi ospiti con le prelibatezze gourmet del talentuoso e giovane chef romano Andrea Antonini. 

Per la ripartenza, il capo brigata della cucina stellata non si fa trovare impreparato e presenta un nuovo menu che vede, come protagonisti, le cotture espresse, i sapori della tradizione italiana e i prodotti locali e di nicchia, sinonimo di qualità ed eccellenza. Nella carta, oltre alle tante ‘new entry’, ritroveremo naturalmente anche i piatti iconici di Imàgo, artefici della riconferma della stella nella Guida Michelin 2020. Tra questi, la Triglia con panzanella e limone – che ha fatto conquistare il Premio Creatività ad Antonini quando lavorava nel tristellato iberico Celler de Can Roca – ma anche la Capasanta all’italiana e, ancora, il Pollo con peperoni in raviolo e il Piccione e camomilla 2.0. 

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L'inaugurazione di una terrazza mozzafiato

In occasione della riapertura arriva anche una novità assoluta, come spiega Roberto Wirth, proprietario e General Manager dell’Hotel Hassler: “Per la bella stagione alle porte i nostri clienti troveranno una nuova location unica ed esclusiva dove cenare. Apriremo, per la prima volta nella nostra storia ultracentenaria, il terrazzo panoramico del settimo piano (fino a ora, destinato a una suite). In questo riservato angolo del palazzo, tempo permettendo, si potrà mangiare in due turni, alle ore 19 e alle ore 21. I tavoli saranno pochi ed esclusivi e la cucina avrà un sapore più che mai italiano, che parla di eccellenza, di ricerca e di immediatezza. 
Ho creato Imàgo 12 anni fa per essere il luogo in cui assaggiare il futuro. E chi meglio di uno chef giovane ed entusiasta, alla guida di una brigata di ragazzi che non superano i trent’anni a testa, può raccontare la cucina che verrà?

Su questa consapevolezza e sulla magnifica e invidiabile vista sulla Città Eterna e sulla Scalinata di piazza di Spagna, si basa la visione straordinaria di Imàgo, ristorante stellato che guarda al domani, con la forza di un luogo che vanta una storia prodigiosa e unica. Infatti, era il 1956 quando Oscar Wirth, padre di Roberto, aprì il primo ristorante gourmet in Europa su una terrazza panoramica, dando il via all’inarrestabile fenomeno internazionale di usare i rooftop come location d’eccezione nella ristorazione.

Lo chef Antonini, oggi 28enne, ha trascorso diversi anni in alcune tra le cucine più importanti del Vecchio Continente - come i tristellati Quique Dacosta e El Celler de Can Roca, facendo sue le tecniche sofisticate e le lunghe cotture sottovuoto, ma dal momento del suo arrivo alla guida di Imàgo le confina nel passato affidandosi esclusivamente a padelle e casseruole, per lavorare e cuocere i prodotti solo sul momento. Il fuoco è infatti il principe della sua cucina: “Il sapore e il gusto – racconta Antonini – che si ottiene con cotture brevi e vivaci sono inarrivabili rispetto a qualsiasi altra tecnica: gli umori sigillati e mantenuti all’interno di carni, pesci, verdure, permette di non perdere idratazione, valori nutritivi e profumi. La mia cucina è concepita per esprimere puro piacere: un piacere forte, sorprendente, equilibrato ma anche terribilmente spinto verso sapori affilati e dalla grande personalità. È una visione originale e potente, con cui spero di colpire al cuore i nostri ospiti: si innamoreranno ancora una volta dei piatti di Imàgo!”.

Nella sua offerta gastronomica, infatti, il cuoco prodigio capitolino poco concede alle contaminazioni esterofile. I suoi piatti parlano italiano, nonostante si rivolgano a una clientela per lo più internazionale, e lo fanno usando il linguaggio rassicurante dei sapori della cucina mediterranea, riproposti con piglio creativo e un guizzo contemporaneo. Leggendo i menu firmati Antonini, si ha la sensazione di una tavola patriottica e radicale, fatta di eccellenza e di artigianalità. Come spiega lo chef: “Il cliente che viene all’Imàgo arriva da tutto il mondo, osserva la bellezza di Roma e vuole mangiare l’Italia, vuole la pasta, vuole le nostre cotture, vuole il crudo. La mia filosofia culinaria è quella classica del Belpaese. La tecnica non ci mancalo dimostrano il percorso fatto da me e dalla mia brigata, tornato ai gesti della cucina italiana, togliendo il sottovuoto, il roner, le basse temperature – ma resto italiano. Preferisco usare le padelle e lavorare una materia prima eccellente che reperisco facendo un grande lavoro di ricerca tra i piccoli produttori. Con Roberto Wirth ci siamo trovati subito in accordo: vogliamo tutto il meglio solo per noi!”. Così, Antonini, dopo tre mesi, torna al timone del team di giovani e talentuosi professionisti della cucina dell’Imàgo onorando per la tavola i piccoli gesti, che vanno dal pane preparato e poi tagliato in sala per ogni tavolo alla pasta impastata e stesa a mano, dai fondi di cottura preparati quattro volte alla settimana alla scelta rigorosa di pesce e crostacei per taglia, dimensione e colore. 

“I ragazzi fanno la linea da capo tutti i giorni. Il ristorante ha una stella ma la cucina pensa come se ne avesse tre”, racconta Andrea, che, con i suoi piatti, narra l’Italia e Roma con parole appassionate. Perché la Città eterna è casa sua ed è il posto più bello del mondo. Tanto che è fiero di aver raggiunto un traguardo proprio in questa città, in questo paese: “mi sono sempre ripetuto che se un giorno avessi ottenuto un risultato, avrei voluto fosse a Roma, non a New York, non a Singapore, a Londra o a Dubai. Aver ricevuto da Roberto Wirth la responsabilità di guidare Imàgo è stata la più bella conquista: sono qui per vincere a casa mia!”, racconta Antonini, che ora lavora con il collega e amico Matteo Taccini, suo sous-chef, e con Marco Amato, alla guida della grande brigata di sala e vero hassleriano, in hotel da oltre 20 anni.

Il giovane chef dell’Imàgo, non ancora trentenne – a dimostrazione che il talento in cucina non ha età – tra le ragioni del suo successo annovera la presenza costante al suo fianco di Roberto Wirth: “Assaggia i miei piatti, ogni mia nuova proposta. Abbiamo disegnato e scelto insieme il servizio di ceramiche per la ‘mise en place’, mi chiama e mi chiede come sto, si informa se qualcosa non va”, confida lo chef che porterà sempre nel cuore un aneddoto dello scorso Capodanno: “Fu un evento incredibile all’Imàgo, il servizio impeccabile. Dopo la mezzanotte, Wirth mi viene a fare gli auguri in cucina e mi dice: ‘Bravo, sono proprio contento di lei, lei è contento di me? Questo mi ha fatto comprendere come fossi, dopo un lungo peregrinare, finalmente, a casa.”

Un incontro unico tra un grande imprenditore e albergatore, Roberto Wirth, e uno chef di talento, Andrea Antonini che, oggi più che mai, dà vita e continuità al ristorante più incredibile di Roma, proseguendo a inventare la ristorazione italiana del presente e del futuro. 
 

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