Martedì, 16 Luglio 2024
De Magna e beve Centro Storico / Piazza di S. Apollinare, 41

Il ristorante 'Gusto riapre, ma cambia piazza e prende il posto de "Il Passetto"

Torna la storica insegna romana, questa volta a due passi da piazza Navona, pronta per scrivere tante nuove pagine di cucina delle tradizione

Era maggio 1998 quando "Gusto" apriva le porte del suo ristorante in piazza Augusto Imperatore a Roma, inaugurando un nuovo concetto di ristorazione, anzi un format. Per la prima volta si proponeva alla città una realtà incentrata sul cibo ma applicata con strumenti diversi. Ristorante, pizzeria, wine bar, cigar club, cantina, pralineria, live music, emporio libreria, eventi: una vera giostra del food dove trascorrere il tempo dalle 9 di mattina alle 2 di notte e oltre. 

Gusto cambia piazza e prende il posto de Il Passetto

Ma le evoluzioni della Capitale – dopo 21 anni – costringono Alessandra Marino, proprietaria di ‘Gusto, a lasciare piazza Augusto Imperatore e iniziare una non facile ricerca. Con la volontà di non interrompere il dialogo con Roma, dopo aver cercato per mesi una location altrettanto interessante, ferma la sua attenzione su Il Passetto, ristorante a due passi da piazza Navona, che ha segnato il panorama ristorativo capitolino già dai primi del ‘900.

“Ho cercato e guardato tanti locali, ma l’idea era di aprire ‘Gusto senza perdere le sue declinazioni, dunque la necessità era sui mq e anche sulla suggestione. Avevo bisogno di altezze importanti, grandi spazi, sia all’interno sia all’esterno, e un dehor importante, magari in una delle tante meravigliose piazze romane. Quando ho visitato il Passetto ho idealmente ripercorso tutta la sua storicità, i personaggi illustri, il ristorante inteso come crocevia di menti, chiacchiere, scambi, risate e mangiate. Ho sentito che era lui, che in queste sale avrei potuto far esistere ‘Gusto”.

Il nuovo progetto 

Il cambio di piazza di 'Gusto ha richiesto un paio di mesi di attente considerazioni: obiettivo principale non snaturare ma “pulire” dalle tante diverse gestioni che avevano, in alcuni casi, reinterpretato in maniera discutibile, e conservare la suggestività del luogo. Alessandra Marino con il suo studio di architettura decide di concentrarsi sui colori facendoli “girare” intorno a vecchi arredi, poveri e nobili in egual misura. Le pareti osano delle tinte inedite e segnano le diverse sale. 

Entrando da piazza S. Apollinare il cliente è accolto dalla sala Corallo, che prende il nome dal colore della boiserie e che si unisce, senza interruzioni architettoniche, alla sala Bella Epoque dove il rosa e l’oro rendono preziose le pareti, e i velluti dei sofà sono giocati sui toni pastello. Si prosegue nella sala Cucchi: il nome è un riconoscimento al quadro di Enzo Cucchi lungo 7 mt e alto 2, e le tonalità dei grigi si alternano al rosa e al mattone. 

Entrando invece da via Zanardelli sarà la sala Picasso ad accogliere i clienti (il nome arriva dal grande manifesto del 1953 sulla mostra dell’artista a Palazzo Reale a Milano), connotata da un gigantesco specchio lungo 7 mt e alto 3 che riflette le grandi finestre, e un antico mosaico dai colori tenui. Un piccolo passaggio porta allo spazio dedicato al forno della pizza, qui le pareti intorno ai tavoli sono divise a metà tra il rosso China e il blu petrolio, fino a diventare rivestite di candida maiolica bianca nello spazio dedicato al forno. In questa sala il cliente sbircia il lavoro del pizzaiolo ma può anche acquistare le specialità alimentari italiane in vendita.

Nella struttura di circa 400 mq pochi interventi radicali rispetto al vecchio ristorante, come il cocktail bar che nel nuovo progetto si affaccia sul dehor di piazza S. Apollinare, e serve contemporaneamente interno ed esterno. Rispettati, ma restaurati, gli infissi in ferro e legno che entrano nel locale creando delle bussole, così come le vecchie palladiane e le boiserie, che oggi dialogano con i velluti pastello dei divani nel cocktail bar, i tavoli in ferro neri, le sedie francesi intrecciate, i vasi dai colori tenui e poi l’arte contemporanea: fotografie d’autore, quadri antichi e tanti oggetti importanti e non, raccolti negli anni dalla proprietaria.
L’illuminazione ha un tratto contemporaneo, spariscono i lampadari di cristallo a goccia per lasciare spazio alle Akari Light Sculptures progettate dal designer Isamu Noguchi nel 1951 e alle Potence Pivotante dì Charlotte Perriand.

Ristorante, pizzeria, wine e cocktail bar

La formula gastronomica del nuovo ‘Gusto rispetta e rafforza le scelte fatte nel 1998. Specialità italiane per quanto riguarda il ristorante, con attenzione alle cotture, alla selezione della materia prima, agli abbinamenti con i vini, per i circa 300 coperti tra l’interno e il dehor. 

Mantenuti nei nuovi spazi anche la brigata di cucina e il personale di sala che da sempre collaborano con ‘Gusto, un insieme di figure professionali di venti persone che trova casa nella nuova location di piazza S. Apollinare.

In menu, le paste della tradizione: Amatriciana, Carbonara, Gricia e poi la Lasagna alla Bolognese, i Tortellini in brodo e le Fettuccine ai frutti di mare. Tra i secondi tanti i piatti di carne (Tagliata, Fiorentina, Straccetti, Saltimbocca, Polpette al vino, Galletto) e i classici di pesce (Frittura, Grigliata e pescato del giorno). Non mancano i fritti (vegetali, baccalà e mozzarella) e un’attenta selezione di salumi e formaggi che avranno il loro piccolo corner.

Anche altre due anime di ‘Gusto ritrovano il loro posto, la Rotisserie e l’Hamburgeria: con le carni arrostite e i burger and chips (‘Gusto burger, ‘Gusto smoke, Fish burger, Vegan burger). In lista anche il menu uova con Frittata provola e patate, Frittata zucchine e menta, Uova tartufo e parmigiano 36 mesi. Per quanto riguarda l’olio la scelta è stata a km zero con l’olio evo laziale di Alessandro Musco.
Tra i dolci, tutti fatti in casa, il Tortino mela, cannella e zenzero, le Mousse, il Tiramisù, Gelati e Sorbetti.

Ma non sarebbe ‘Gusto se non si sentisse anche il profumo della pizza romana, che arriva da una sala tutta dedicata al piatto preferito da italiani e stranieri. Dal forno tutti gli intramontabili: Napoli, Margherita, Capricciosa, Bufala, Diavola, Vegetariana, Tartufo, Quattro formaggi e tante ancora. Anche il sabato e la domenica sono un omaggio alle vecchie abitudini di ‘Gusto con il famoso brunch; così come gli spuntini disponibili tutto il giorno o la sala da tè del pomeriggio.

La cantina conta circa 350 etichette che spaziano dalle grandi referenze italiane ai piccoli produttori di vini naturali e biologici. Anche qui si è voluta dare attenzione alla tradizione italiana, con un occhio particolare al Barolo, al Barbaresco, alle bollicine metodo classico, al Lambrusco. In programma, eventi dedicati con degustazioni e abbinamenti con i piatti. 
La ricca drink list del wine cocktail bar di ‘Gusto si distingue per i twist on classic come il ‘Gusto Fizz a base gin alla lavanda, bergamotto e soda al pompelmo o il ‘Gusto Mule a base vodka, bergamotto, zenzero, Lager beer. Mini menu di Cocktail & Cicchetti tra cui il Vesper Martini abbinato a un fiore di zucca ricotta e alici o l’Old Negroni abbinato al cicchetto di lasagna.

Aperto tutti i giorni, tutto l’anno, dalle ore 08.00 alle 02.00
(Natale / Capodanno aperto)
 ‘Gusto
Piazza S. Apollinare 41
Via Zanardelli 14
Roma
Tel. 06. 62286019
www.gusto.it
 

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