De Magna e beve

Un gelato con 6 sedi può essere chiamato "artigianale"? RomaToday in visita alla nota gelateria romana

Fatamorgana apre le porte del suo laboratorio a RomaToday. Siamo andati a testarne naturalezza e artigianalità

foto di Alberto Blasetti

Può una gelateria con tante sedi nella Capitale e due sedi addirittura oltreoceano produrre un gelato al 100% artigianale? Fatamorgana, insegna ben nota a Roma, con 6 negozi a Nemorense, Campo de’ Fiori, Rione Monti, Trastevere, Re di Roma, Corso, lo sostiene e prova a dimostrarlo aprendo le porte del suo laboratorio a RomaToday.

Una giornata trascorsa a Palombara Sabina, dove il laboratorio di Fatamorgana ha sede e da dove il gelato parte su furgoni frigo ad hoc per raggiungere tutte le sedi romane (e anche la nuovissima sede di Monterotondo). Totalmente immerso nel verde, all'interno di una grande azienda agricola. Un luogo dove non ti aspetti possa trovarsi un laboratorio di gelato.

"Da quando ho memoria, il mio alimento è sempre stato il gelato", racconta Maria Agnese Spagnuolo, fondatrice di Fatamorgana e grande maestra del gelato. Al suo fianco c'è Francesco Simon, compagno nella vita e nel lavoro. La coppia è partita dalla Puglia, dove entrambi facevano gli attori di teatro, per trasferirsi a Roma e dare vita ad un sogno.

Come è nato il gelato di Fatamorgana

Notti di studi da autodidatta, davanti ad un libricino sul gelato acquistato a sole mille lire in un mercatino dell'usato (che Maria Agnese si tiene caro), il coraggio di sperimentare, assaggiare, bilanciare e la scoperta di essere celiaca sono stati gli ingredienti magici che hanno portato Maria Agnese Spagnuolo a concepire il suo gelato e Francesco Simon ad abbracciare questo sogno, facendolo diventare impresa. 

Dal 2000 la coppia pugliese si è trasferita a Roma. Nel 2003 ha aperto la prima gelateria in via Lago di Lesina 9, dove ha sede ancora oggi. Da allora Fatamorgana ha iniziato a diffondere la sua filosofia di gelato fantasiosa, creativa, ricca di personalità, nella Capitale, crescendo, aprendo nuove sedi, ma con un obiettivo primario: non abbandonare mai l'artigianalità. 

"Trasformiamo in gelato i segreti della natura e li sveliamo al mondo; formiamo artigiani in grado di realizzare il gelato Fatamorgana, contribuendo alla valorizzazione dei migliori prodotti del territorio", raccontano oggi Maria Agnese e Francesco. Seguendo questo iter per ogni gelateria, il gelato di Fatamorgana resta orgogliosamente naturale. 

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Francesco Simon e Maria Agnese Spagnuolo, Foto di Alberto Blasetti

Un gelato senza additivi

Un gelato ad “etichetta pulita”, che contiene solo materie prime necessarie alla ricetta. Nel laboratorio Fatamorgana - lo abbiamo visto con i nostri occhi e assaggiato personalmente - sono del tutto bandini addensanti, emulsionanti, coloranti, conservanti, fibre, semilavorati e preparati base. Vietato l'ingresso a qualsiasi tipo di additivo, chimico o naturale esso sia. L’assenza di questi elementi rende il gelato di Fatamorgana particolarmente leggero e digeribile. Un gelato vero, dunque, senza segreti, senza magheggi, qui l'unica magia è l'artigianalità.

Le ricette proposte a rotazione sono oltre trecento e nascono dall'unione e dal bilanciamento perfetto di latte, zucchero, spezie, fiori, frutta, cacao, formaggi con un obiettivo comune ad ogni gusto: essere fruibile a chiunque, adulti e bambini, a chi ha intolleranze, a chi sta seguendo una dieta, a chi è celiaco, come Maria Agnese Spagnuolo ad esempio.

Il mese di maggio, inoltre, inaugura la collaborazione tra Fatamorgana e Cristina Bowerman. Da questo incontro nascono due gusti gelato in limited edition realizzati a 4 mani: Bowerman#1 (fiordilatte con miele di acacia con croccante ai semi di sesamo, di zucca e di girasole) e Bowerman#2 (gelato al matcha e wasabi con composta di ciliegie al porto), disponibili nelle gelaterie Fatamorgana per tutta l’estate e presso il ristorante Glass Hostaria (Trastevere, Roma).

La tecnologia a servizio dell'artigianalità

Per fare in modo che tale artigianalità, tale naturalezza possa essere mantenuta anche su larga scala (6 punti vendita solo a Roma) Fatamorgana ha chiesto aiuto alla tecnologia, all'innovazione, senza snaturare il proprio concetto di gelato. L'organizzazione che c’è dietro, dal laboratorio al negozio, è stata ottimizzata da un apposito software messo a servizio dell’artigiano, facilitandolo, velocizzando ed organizzando nel migliore dei modi il suo lavoro. 

Il software riesce infatti a tracciare l'attività di ogni singolo esercizio commerciale, dall’approvvigionamento delle materie prime per la produzione, sino alla vendita al banco. In questo modo si riesce ad avere un controllo puntuale sul prodotto. Non solo: il sistema permette di tracciare quali siano i gusti appena prodotti e messi in vendita. Questo offre l’opportunità, tramite l’uso di social network e di attività di mail marketing, di tenere costantemente informati i clienti sulla presenza in negozio dei loro gusti preferiti.

La riapertura del laboratorio al pubblico

Dopo la chiusura obbligata dalla pandemia, il laboratorio di Fatamorgana si prepara a riaprire le porte ai visitatori, grandi e piccini: una volta al mese sarà possibile prenotarsi per trascorrere mezza giornata alla scoperta l’universo Fatamorgana, imparando a fare il gelato con Maria Agnese, utilizzando sempre prodotti freschi di stagione. E, a concludere la giornata, l'assaggio del proprio lavoro nel verde.

Gelato di Fata Morgana-2

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