Eufrosino Osteria, la cucina popolare italiana a Tor Pignattara

Il nuovo progetto dell'imprenditore Marco Pucciotti è un'osteria popolare che porta in tavola le ricette della tradizione italiana

A Roma, tra quartieri dove la cucina popolare non è mai passata di moda e nei vicoli si respira ancora l'odore degli arrosti, delle lasagne appena sfornate, dei sughi sul fuoco da ore, dalle crostate lasciate a far freddare sui davanzali, in via di Torpignattara 188, apre Eufrosino Osteria. 

Eufrosino, santo patrono dei cuochi, è in origine un umile dalla storia piuttosto singolare che lo vede scopritore delle primizie divine. 

Questa osteria è un nuovo progetto dell’imprenditore Marco Pucciotti costruito come sempre intorno alle persone, il cuciniere a capo di questa avventura è Paolo D'Ercole sostenitore di una cucina tradizionale, concreta e golosa.

“I racconti di agricoltori, pescatori, contadini e macellai che incontro nelle mie visite quotidiane ai mercati rionali dovranno rivivere nei miei piatti". Questa l'aspirazione di Paolo, cuoco autodidatta, che vive la cucina come una romantica emozione. 

Il menu

Il menu di Eufrosino cambierà mensilmente e genererà momenti di conviviale benessere con ricette di impronta territoriale, alleggerite nella struttura e nelle preparazioni, ma piene di storia e sapori. 

Ogni piatto sarà un ricordo, una cucina della memoria. Paolo D'Ercole ha iniziato il recupero delle ricette di un tempo intervistando giovani e meno giovani sulla pietanza che più di tutti suscitasse in loro un'emozione legata all'infanzia, esortando ognuno a chiedere alla cuoca di famiglia ingredienti e procedimenti tradizionali. 

Arredi che rimandano alle sale da pranzo delle case di una volta, alta boiserie in legno con pareti piene di stampe che ritraggono la buona tavola, le scene di caccia, di pesca, la selvaggina e quadri d'epoca saranno il perfetto scenario per accogliere una cucina che attraverserà tutte le regioni: risotti con l'ossobuco, gulash goriziano, fegato alla veneziana, bagna cauda, tagliatelle al ragu', bombette pugliesi, gnumareddi, timballo di anellini siciliano, moscardini alla Luciana e minestre fumanti. 

L’accoglienza e la cantina sarà affidata ad un oste d’eccezione: Paolo Abballe, che con la sua esperienza ventennale creerà un dialogo perfetto tra le etichette scelte, gli sfusi di qualità, la cucina proposta ed una rassicurante ospitalità. La carta dei vini sarà un percorso che darà ampio spazio a tutte le parti d'Italia. 

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Per completare il viaggio nei sapori e nei profumi di un tempo, grande importanza sarà data anche al pane con l’aiuto della promessa della pizza e panificazione romana Sami El Sabawy, che al civico 190, ha da poco aperto A Rota, pizzeria che "parla romano".

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