È estate al '1978': Valerio Braschi presenta il menù estivo

Valerio Braschi, vincitore della settima edizione di Masterchef, è il giovane chef emiliano che a Roma ha trovato la sua casa e il suo laboratorio dove è appena nato il suo Menù estivo

Una piccola strada adiacente alla grande arteria romana di via Nomentana porta dritti al '1978'. Non un tuffo nel passato ma anzi già nel futuro. La porta rossa di questo piccolo ristorante apre direttamente su un crocevia di ambizioni e classicità culinarie. La cucina a vista mostra tutte le idee che il giovanissimo chef Valerio ha in serbo per ogni ospite che vuole stupirsi. E Roma Today queste idee le è andate a sbirciare: piantine, aromi, strumenti, pentole e padelle fanno da cornice a tutta la squadra di cui “a capo -ci confessa il giovane chef- c’è il lavapiatti, è lui -continua- il vero motore di tutto, il vero Maestro, senza di lui non potremmo farcela”. Il ristorante ha rivisto la luce post Covid il 3 giugno e anche se è ancora presto per fare bilanci, si può dire che sta ben affrontando la ripresa, forse anche per il grande rapporto qualità prezzo che offre. 

È estate al '1978'

Distanza e sicurezza vengono ben vigilate dalla Direttrice del ristorante che con un occhio attento e l’altro gentile accompagna gli ospiti vegliando attentamente che il servizio resti impeccabile. Attenzione questa che si sente anche nell’atmosfera elegante eppure conviviale della sala. Una convivialità ripresa dal Sommelier che senza imporre alcuna distanza (tranne quella di sicurezza) racconta i vini in modo allegro e divertente accompagnandoci nella scoperta del menù.

È estate al '1978'-6

È un menù ricco di creatività e di attenzioni, una montagna russa che, dai confini nazionali, porta a orizzonti internazionali, una strattonata in cui la freschezza di alcuni ingredienti lontani strizza l’occhio alla tradizione italiana in una costante ricerca di stagionalità e tecniche insite nell’animo dello chef.

È estate al '1978'-5
 A Priscilla (bottone ripieno con liquido di parmigiano e tartufo, fondo di manzo, caviale di the Bancha, mousse di patate dolci e carote) è il piatto delle emozioni di un giovane chef innamorato della sua donna, ma è anche il piatto che non si smetterebbe di mangiare. Ragù della nonna invece ci riporta alla più bella tradizione emiliana, un ragù di salsicce che può raccontare per ore quanto il giovane chef sia ben saldo nella tradizione culinaria italiana. È però il suo Curry di gamberi e il suo Pho-men: (soba -spaghetto di grano saraceno-, uovo di quaglia al miso, carpaccio di anatra marinata, brodo Umami di anatra arrosto) a portarci lontano eppure così vicino alle sue ambizioni. Una ricerca che porta chef Valerio alla creazione di altri piatti che riescono a stare in perfetto equilibrio tra di loro: mare e terra vengono presentati in sfumature delicate ma possenti: lumache e alici possono, nei suo Luma-ci, danzare insieme seguendo lo stesso ritmo, così come la zuppa di gelato al pepe sansho, bergamotto e caviale affumicato lascia una intensa freschezza e studiati contrasti. 

È estate al '1978'-4

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Possiamo ben dire che nell’infinito panorama gastronomico di Roma c’è una scelta in più da dover fare almeno una sera, almeno questa estate. 
 

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