Sabato, 24 Luglio 2021
De Magna e beve

Camillo: "drinketto" da passeggio e veste informale per far tornare Piazza Navona "a parlare romanesco"

A Piazza Navona dal 1890, il ristorante Camillo della famiglia De Sanctis sta cambiando pelle per andare incontro alle esigenze dei clienti e riportare i romani in piazza

La famiglia De Sanctis vive e lavora a Piazza Navona da quattro generazioni. Ha vissuto differenti epoche storiche, cicli economici e fatti storici di portata Mondiale dall’osservatorio privilegiato di una delle piazze più belle e conosciute al mondo. Con sfondo la Chiesa di Sant’Agnese in Agone sono infinite le storie che possono raccontare. L’inizio del secolo è rappresentato dal colorato mercato rionale che si ergeva al centro della piazza, polo commerciale fondamentale per tutto il centro storico, che ha reso Piazza Navona “la piazza dei romani”, almeno fino agli inizi degli anni sessanta. Fino a quegli anni si veniva in Piazza per stare in connessione con la propria città, per viverla con i propri occhi, per sentirne la voce, o per, semplicemente, scendere di casa per goderne la bellezza o per tirare due calci al pallone. 

Tante le differenti “epoche” che da Piazza Navona si sono potute vivere appieno: quella delle speculazioni edilizie del centro storico romano, delle prime automobili parcheggiate, dei giovani mano nella mano per amore o per politica, delle chiusure stradali, delle manifestazioni di piazza, dei mercatini durante i giorni di Natale, della passeggiata dei turisti con il naso all’insù. Il minimo comun denominatore di questo rapido e superficiale excursus storico è lo svuotamento graduale del centro storico di Roma dai romani. Sia degli abitanti che degli imprenditori. Oggi il centro storico, e specialmente le grandi piazze come Navona, Trevi e Spagna, vengono “non godute” dai cittadini, e lasciate completamente alla disponibilità dei turisti: quello che infatti i locali propongono, come qualità e prezzi, omologa l’offerta a ribasso per colpire un pubblico di massa, allontanando ulteriormente il romano dai suoi luoghi storici. 
Questa forzata pausa dal lavoro e dalla normalità ci ha dato modo di riflettere e cercare di fare un passo in avanti rispetto al passato.

L’assenza di turismo ha fatto sì che alcune immagini iconiche, come il chitarrista sui tetti di Piazza Navona o il ragazzo con il drink in mano a prendere il sole in una piazza insolitamente deserta, abbiano avvicinato nuovamente i romani a questa piazza.

Camillo - a Piazza Navona dal 1890 è l’ultima evoluzione del ristorante della famiglia De Sanctis: un ristorante “di transizione” che sta cambiando pelle andando incontro alle esigenze del pubblico romano per creare nuovamente un polo di aggregazione urbano in piazza. 
Il tentativo di far nascere questa creatura in questo momento è per noi un gesto dovuto e ad oggi il risultato è assolutamente incoraggiante: il nostro pubblico è oggi nella sua interezza romano ed eterogeneo, lo stesso che fino a qualche mese fa vedeva la Piazza come “proprietà” squisitamente turistica. Fortunatamente oggi la logica sta cambiando e ci stiamo mettendo tutto il nostro impegno per rendere Piazza Navona nuovamente la piazza dei romani, anche quando torneranno nuovamente persone da tutto il mondo. 

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L’obiettivo aziendale era quello di sviluppare un ristorante completamente nuovo che, grazie all’attenzione del padre Enrico e alla nuova linfa apportata dai figli Tommaso e Filippo, avrebbe virato verso una cucina gourmet nella primavera del 2021. L’occasione di questo forzato blocco, e gli effetti di una piazza semi deserta con solo pochi romani a distanza di sicurezza, hanno spinto la famiglia De Sanctis ad iniziare una graduale mutazione di linea nell’immediato. E fin da subito la risposta è stata importante ed incoraggiante.
Tommaso ha raccolto per anni esperienze in alcune delle cucine più importanti di Roma. Dopo un passaggio nelle cucine di Angelo Troiani, Alessandro Narducci e Daniele Lippi, ha trovato continuità nella brigata di Pierluigi, storica insegna del centro di Roma. Grazie ai suoi numerosi viaggi all’estero ha appreso in seguito tecniche asiatiche ed indiane, che si vanno ad aggiungere ad un bagaglio tecnico figlio degli insegnamenti dei suoi maestri. Sarà lui la mente dietro ogni singola preparazione di Camillo: ogni ingrediente infatti sarà prodotto in casa, dal pane alle salse, per cercare di creare un’offerta di alta qualità a basso costo per il cliente.

Filippo è responsabile del progetto Camillo da un punto di vista logistico ed organizzativo. Grazie alla sua laurea in Finanza Aziendale e il suo lavoro nel settore dell’arte contemporanea e street art è anche il responsabile dello sviluppo della struttura da un punto di vista di immagine e marketing. 

Oggi, grazie all’idea di un menu agile e street di Tommaso, sono molte le persone che stanno passando per la piazza per acquistare un “Drinketto”, aperitivo in bottiglia sigillata da asporto, così da rendere le proprie camminate in centro, occasione di sperimentare qualcosa di nuovo. La cucina ha iniziato a produrre dunque sfiziosità figlie delle tradizioni italiane, americane, asiatiche ed indiane. Troviamo il panino con le costine di maiale cotte a bassa temperatura con salse americane appositamente realizzate, i panini al vapore con sughi classici, molte varianti di burger veg e non in continua rotazione e le nostre rivisitazioni dei Mazemen, il celeberrimo ramen brothless. Il menu è destinato a continue modifiche e a sperimentazioni costanti. L’attitudine di Filippo e Tommaso è quella di proporre drink e food di respiro internazionale, figlio dei loro molteplici viaggi per mangiare tipicità locali di tutto il mondo oltre che per degustare menu nei più celebrati ristoranti stellati. 

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L’idea è semplice: Camillo è un esperimento, in costante evoluzione, che con una veste informale e cittadina, vorrà gradualmente far tornare i romani nella splendida Piazza Navona per farli godere di un locale contemporaneo, eclettico, con un’offerta che mischierà piatti tecnicamente complessi, a grandi classici italiani, oltre a rielaborazioni di piatti provenienti da tradizioni di tutto il mondo. Un locale in cui poter restare in modo informale, così da non subire la soggezione di una delle più spettacolari piazze del mondo. Una trasformazione che Camillo vuole fare a poco a poco, prima nei contenuti e poi nell’estetica, cercando fin da subito di creare un nuovo polo di riferimento per tutti coloro che vogliono vivere nuovamente un’esperienza di “quartiere” in pieno centro storico. Il ristorante è in fase di progettazione costante e verrà sviluppato a poco a poco, nei concetti e nella sostanza.

Uno dei primi tentativi di portare di nuovo i romani nelle piazze storiche, viste oggi come prive di identità e riservate ad un mercato “turistico”: Camillo proverà con la forza della qualità e dell’informalità a far parlare Piazza Navona in romanesco, sperando di vedere presto, quando si potrà, qualche bambino correre lungo la piazza a perdifiato, controllato dai genitori e circondato dagli amici. Vedere comitive di ragazzi passare l’orario dell’aperitivo seduti dinanzi le bellezze del Bernini. Proprio come succedeva a tanti fino agli anni ‘60. Perché non vogliamo che nessuna zona o tradizione di Roma “sparisca” definitivamente.

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