Wojtyła santo: la storia di Giovanni Paolo II, il Papa viaggiatori che ha conquistato il mondo

Durante il suo lungo pontificato, Wojtyła ha raggiunto parti del mondo mai toccate dai precendenti Pontefici e ha cercato di portare ovunque dialogo e carità

E' tra i Papi più amati della storia. Con la sua grande capacità di comunicatore, ha saputo conquistare il cuore di migliaia di fedeli avvicinando alla Chiesa un esorbitante numero di giovani. Prima di diventare il 264º vescovo di Roma, Giovanni Paolo II era però Karol Józef Wojtyła.

UN GIOVINEZZA DIFFICILE - Nato il 18 maggio 1920 a Wadowice, città a 50 km da Cracovia, era figlio di Karol Wojtyła, sottoufficiale dell'esercito, e di Emilia Kaczorowska. La sua fu una giovinezza segnata da momenti tristi. Perse madre e padre nel 1929 e nel 1941. Il suo unico fratello, Edmund, morì invece nel 1932. La sorella Olga non la conobbe mai. Durante l'occupazione nazista (1940-1944) fu anche costretto a lavorare in una cava e nella fabbrica chimica Solvay per potersi guadagnare da vivere, evitando la deportazione in Germania.

Ma la guerra non riuscì a fermare la sua vocazione per il sacerdozio. A partire dal 1942, iniziò infatti a seguire i corsi di formazione del seminario maggiore clandestino di Cracovia, diretto dal Cardinale Adam Stefan Sapieha, Arcivescovo di Cracovia.

UN LUNGO PONTIFICATO - Fu questa la prima tappa di un percorso che lo ha portato a diventare Papa il 16 ottobre del 1978. Il primo non italiano dopo 455 anni. Un Papa che, amato dai fedeli, ha governato la Chiesta per 26 anni, 5 mesi, 17 giorni dando vita al terzo pontificato più lungo della storia. Prima di lui ci sono solo San Pietro e Papa Pio IX.

IL VIAGGIATORE - Punto di forza del suo operato è stata la sua capacità di farsi sentire e vedere vicino ai fedeli. Una vicinanza che si è concretizzata in un numero incredibile di viaggi. 250 in giro per il mondo e tanti chilometri (1.247.613) da superare la somma di quelli coperti da tutti i Pontefici precedenti. Nessuno più di lui dunque è riuscito a guadagnarsi il soprannome di 'Papa viaggiatore'.

UN PAPA SPORTIVO - Pur essendo spesso conservatore in ambito dottrinale, non ha avuto timore di mostrarsi in vesti impensabili per un Capo della Chiesa ed è stato un appassionato sportivo tanto da essere chiamato 'atleta di Dio'. Ne sono per esempio testimonianza le famose immagini in giacca a vento e sci in mezzo alla neve.

UN UOMO TRA LA GENTE - Non si è mai tirato indietro all'incontro con i fedeli. Sono infatti milioni i devoti che ha accolto nel corso delle visite pastorali in Italia e nel mondo.

LA VICINANZA AI GIOVANI - Tra tutti sono stati i giovani i suoi interlocutori privilegiati. Tanto che nel 1985 ha introdotto le Giornate Mondiali della Gioventù, andate avanti per 19 edizioni lungo tutto il suo Pontificato. Tantissimi sono stati i ragazzi che vi hanno partecipato in diverse parti del mondo.

La popolarità guadagnata negli anni, non lo ha comunque mai distolto dagli impegni legati al suo ruolo di Capo della Chiesa Cattolica. Linee guida delle sue azioni sono state la carità e il dialogo, in particolare quello con le altre religioni. Tanti sono stati infatti gli incontri di preghiera organizzati con i rappresentanti di differenti culti.

IL PERDONO - Soprattutto si è impegnato per dare e chiedere perdono. L'indulgenza più 'famosa' l'ha concessa a  Mehmet Ali Ağca, l'attentatore turco che il 13 maggio del 1981 gli sparò due colpi di pistola in piazza San Pietro. E poi c'è il grande perdono del Giubileo del 2000. Ma tante sono state anche le richieste di comprensione per i peccati commessi dalla stessa Chiesa Cattolica. Tra queste, la persecuzione di Galileo Galilei nel processo del 1633 e le barbarie compiute con le crociate.

LA SOFFERENZA - Ammettendo le debolezze del Cattolicesimo ha reso la Chiesa più 'umana' agli occhi dei cattolici. Come profondamente umano è stato il suo modo di vivere la sofferenza. Non ha mai voluto nascondere, nemmeno negli ultimi anni, il suo corpo infermo e provato dalla malattia. E questo atteggiamento probabilmente ha avvicinato ancora di più la sua figura al cuore dei credenti che sono rimasti legati al Papa anche dopo la sua morte, avvenuta alla ore 21.37 del 2 aprile 2005.

Proprio le esequie hanno rappresentato la massima espressione del legame che univa e unisce Pontefice e cattolici. Dal momento dell'annuncio della sua morte fino all’8 aprile, giorno dei funerali, più di tre milioni di pellegrini hanno infatti raggiunto Roma per rendere omaggio alla salma del Papa. E tanti hanno atteso in fila fino a 24 ore per poter entrare nella Basilica di San Pietro.

LA BEATIFICAZIONE - Un vero e proprio culto che ha trovato la sua prima ufficializzazione nella beatificazione di Giovanni Paolo II. Il processo è iniziato nello stesso 2005, quando il nuovo Pontefice Benedetto XVI ha concesso la dispensa dal tempo di cinque anni dalla morte. Si è concluso invece il 1 maggio 2011 con una cerimonia in piazza San Pietro presieduta dal nuovo Papa.

LA CANONIZZAZIONE - Da allora sono tanti i miracoli che i fedeli attribuiscono all'intercessione di Karol Józef Wojtyła. Due sono passati al vaglio delle consulte mediche e dei teologi della Congregazione per le Cause dei Santi e sono stati riconosciuti dalla Chiesa. Perciò il 27 aprile 2014 Giovanni Paolo II sarà dichiarato Santo, insieme a Giovanni XXIII, da Papa Francesco.

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