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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cultura

Case Rosse: si scava per l'acquedotto e spunta la 'Tomba dell'atleta'

Dal raddoppio dell'acquedotto Castell'Arcione – Salone la scoperta di una tomba a camera dell’epoca repubblicana, ribattezzata la "Tomba dell'atleta". E' questo il ritrovamento avvenuto nel quartiere Case Rosse. La scoperta si è dimostrata subito straordinaria, perché la tomba è ancora inviolata. Inoltre nel corso dei secoli vi è penetrata una limitatissima quantità di terra; infine è in ottimo stato di conservazione, praticamente intatta. 

La sepoltura è composta da una camera, scavata a una profondità di circa 2 metri sotto l’attuale piano di campagna e ospita 4 inumazioni, avvenute in momenti differenti. Il vano ipogeo, completamente scavato nel banco tufaceo caratteristico della zona, presenta una larghezza di circa 2,50 metri, una lunghezza di 3,30 metri e una altezza di 1,75 metri.

Alla camera sepolcrale si accedeva attraverso un pozzo lungo 2 metri e largo 1, dotato di gradini appena sbozzati; la chiusura del vano era realizzata con una lastra di calcare bianco e pietrame di tufo. I lati lunghi del vano ipogeo sono caratterizzati dalla presenza di inumazioni di due uomini adulti deposti su banconi realizzati nella nuda pietra -a una prima analisi appaiono morti uno all’età di circa 50 anni e l’altro a circa 30-39 anni.

Insieme ai resti ossei scarsamente conservati a causa dell’elevato grado di acidità del terreno di origine vulcanica, sono stati identificati circa 25 elementi di corredo perlopiù in ceramica, eccezion fatta per due strigili in ferro (con cui all’epoca gli atleti erano soliti detergersi dopo le attività fisiche, di qui il nome di Tomba dell’Atleta o degli strigili) e per una moneta in lega di bronzo, con la raffigurazione della testa elmata di Minerva sul diritto, e una testa equina con la scritta “ROMANO” sul rovescio, databile fra il 335 e il 312 a.C.

Il vasellame appartiene quasi nella sua totalità alla ceramica detta “a vernice nera”, e alcuni pezzi presentano tracce ancora vivide di una decorazione bianca a motivi geometrici e vegetali. All’interno di due piatti (detti “piatti di pesce”) e di due coppe sono stati identificati i resti delle offerte alimentari che furono parte integrante dei riti funerari: è stato possibile riconoscere ossa di un coniglio e di un capretto o agnello.

Sul fondo del vano sono stati identificati i resti ossei di altri due individui: un uomo e una donna, dotati di ulteriori 5 elementi di corredo, tutti in terra cotta –lui presumibilmente morto tra i 35 e i 45 anni, lei di età indefinita. In base a uno studio preliminare dei reperti è possibile collocare la sepoltura tra il IV e il III secolo a.C. Il ritrovamento di sepolture a camera restituisce in genere tombe svuotate dei loro corredi funerari e spesso riutilizzate in vario modo nelle epoche successive. Il caso della Tomba dell’Atleta o degli strigili si rivela eccezionale per l’integrità in cui è stata ritrovata e per l’ottimo stato dei reperti in essa contenuti. Va inoltre sottolineato come una zona lontana dal centro della Capitale ci riservi ancora una volta nuove e sorprendenti scoperte.

Tomba dell'atleta a Case Rosse

Prima della rimozione dei reperti archeologici, è stato effettuato un rilevamento con laser scanner, funzionale a una ricostruzione in tre dimensioni della sepoltura, mentre i materiali e le informazioni raccolte durante lo scavo saranno oggetto di uno studio approfondito da parte della Soprintendenza nei prossimi mesi. I lavori del raddoppio dell’acquedotto sono svolti da Acea Elabori, Direttore dei lavori Fabio Pompei, e per l’archeologia con la direzione scientifica dell’archeologo Stefano Musco della Soprintendenza Speciale di Roma Archeologia Belle Arti e Paesaggio e la collaborazione sul campo dell’archeologo Fabio Turchetta.

“Acea ha l’enorme privilegio di lavorare su un territorio ricco di storia e cultura, e di questo siamo consapevoli” ha detto il Presidente di Acea Luca Lanzalone. “Siamo onorati di contribuire alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico della città – ha continuato il Presidente -, lo abbiamo fatto ad esempio illuminando i grandi monumenti e siti archeologici, come la Piramide Cestia o il Palatino, ma lo facciamo anche tramite la pronta segnalazione di ritrovamenti che possano avere una rilevanza archeologica, come è accaduto nel caso della Casa dell’atleta che viene presentata oggi. È anche per questo spirito di pronta collaborazione che passa la valorizzazione di un patrimonio unico al mondo qual è quello di Roma”.

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