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Da sinistra Piero Torri, Andrea di Carlo e Federico Nisi conduttori di Tele Radio Stereo

Da sinistra Piero Torri, Andrea di Carlo e Federico Nisi conduttori di Tele Radio Stereo

#RadioRomane - Tele Radio Stereo, la radio dei tifosi giallorossi

La rubrica di RomaToday sulle radio romane svela segreti e curiosità sul programma radiofonico in onda, dalle 17 alle 20, su 92.7 L'intervista al conduttore Andrea Di Carlo

E' la radio dei giallorossi, quella che accompagna i tifosi dell'As Roma dal mattino alla sera, con commenti, approfondimenti, intrattenimento, risate, commenti in diretta degli ascoltatori. Parliamo di Tele Radio Stereo, FM 92.7, ormai una realtà consolidata nella Capitale, un punto di riferimento per tutti coloro che vogliano essere sempre più che aggiornati sulla propria squadra del cuore. 

In particolare RomaToday è andata a scoprire qualche curiosità in più sulla trasmissione in onda, dal lunedì al venerdì, dalle 17 alle 20, sull'emittente radiofonica locale, un appuntamento che tiene compagnia ai romani al rientro a casa dal lavoro e non solo, parlando della Roma a 360 gradi. Ne abbiamo parlato con uno dei conduttori, Andrea Di Carlo, speaker e giornalista che ci ha portato a conoscerne segreti, punti di forza, caratteristiche, aneddoti. 

Dal lunedì al venerdì, nella fascia preserale, siete diventati un appuntamento immancabile per i tifosi della Roma. Quando è iniziato questo viaggio e chi sono i tuoi compagni?

Siamo in tre, un trio abbastanza bilanciato, Piero Torri è una storica firma del giornalismo romano, Federico Nisi è un maestro di scuola che per passione è diventato speaker a tempo pieno da ormai vent'anni, un grande comunicatore con una dialettica poco diffusa in un contenitore radiofonico locale. E poi ci sono io, questa è per me la seconda esperienza radiofonica importante ma ho un passato in quotidiani e come inviato sportivo e dirigo un sito monotematico sulla Roma. Il nostro viaggio insieme è iniziato 5-6 mesi fa.

Nel dettaglio di cosa si occupa Tele Radio Stereo in quella fascia oraria, quali sono le tematiche trattate?

Noi dividiamo la trasmissione in tre blocchi. Nel primo, dalle 17 alle 18, c'è una sorta di analisi della giornata con le nostre opinioni, con le notizie più importanti in chiave sportiva nazionale e, ovviamente, in chiave Roma. Alle 18 abbiamo il collegamento con Mario Sconcerti, firma prestigiosa e opinionista di fama nazionale, con cui spaziamo anche su tematiche che non riguardano prettamente lo sport, abbiamo parlato delle zone gialle, arancioni, dei vaccini, per poi tornare su macrotematiche del calcio italiano. Infine alle 19 abbiamo il collegamento con Filippo Biafora, una delle penne più rampanti ed efficaci del panorama romano, facciamo con lui il punto di giornata specificatamente sul tema Roma: indiscrezioni, notizie dell'allenamento, mercato, tutto quello che gravida intorno alla Roma. 

I vostri ascoltatori, dunque, sono esclusivamente romanisti?

Mi sento di dire che il nostro ascolto è prevalentemente romanista, sì. Poi noi abbiamo la capacità e la possibilità di spaziare, ma tendenzialmente se accendi su Tele Radio Stereo dalle 17 è perché vuoi sentir parlare di Roma, quindi anche noi dobbiamo rispettare quel desiderio lì. A ognuno il suo.

Gli ascoltatori hanno modo di interagire nel corso della trasmissione?

Assolutamente. Li invogliamo ad inviarci delle note vocali che, a livello radiofonico, danno un ritmo diverso alla trasmissione. Sentire il commento del tifoso in diretta è tutta un'altra cosa.

Qual è il rapporto che nel tempo avete instaurato con i tifosi?

Devo dire che siamo molto ascoltati, ogni volta il riscontro è impressionante. Proprio qualche giorno fa abbiamo provato a fare un sondaggio e in 2 minuti di diretta abbiamo preso oltre 300 messaggi vocali. I nostri ascoltatori sono molto presenti e attivi.

Vi seguono anche tifosi che abitano fuori Roma?

Sì, diciamo che la popolarità è andata ben oltre la Capitale, ci seguono tifosi romanisti di tutta Italia e alcuni anche da varie parti del mondo, attraverso app e podcast. Di recente, per fare un esempio, un'esultanza di Federico Nisi è finita ovunque con lui che strillava "Mi mangio il microfono" ad un gol della Roma. Ci aiuta anche il fatto di stare sui social: io personalmente amo il confronto con i tifosi, mi piace mettermi sullo stesso piano, senza barriera tra il mio lavoro e loro. I feedback sono tutti molto positivi.

Cosa hai capito dei romanisti facendo questo lavoro? Quali sono le caratteristiche di un romanista tipo?

Siamo una tifoseria abbastanza particolare, quando tutto va bene arrivano meno messaggi, c'è meno voglia di ascoltare la radio, meno desiderio di stare sui social, tutto va bene e c'è poco da discutere. I romanisti iniziano a fare i loro voli pindarici. E nel momento delle sconfitte, delle batoste che la Roma subisce, delle cessioni di mercato, che la discussione di accende. Il romanista è un tifoso incline alla polemica, al dibattito aspro senza filtri, non è di certo un tifoso che sta lì in maniera passiva. In controtendenza con lo storico motto "La Roma si ama non si discute", il realtà il romanista ama discutere della sua squadra.

Qual è la responsabilità di condurre uno spazio sulla Roma tanto seguito?

La responsabilità di tenere un microfono è sicuramente grande. Noi da parte nostra cerchiamo di offrire una panoramica oggettiva, senza condizionamenti e nel rispetto di tutti, se dobbiamo fare una critica alla società la facciamo senza problemi, se dobbiamo fare un plauso altrettanto. Il tifoso alla fine diventa un utente, ci approcciamo alla trasmissione sperando che il nostro pensiero venga cavalcato che il romanista si senta rappresentato da quello che diciamo in diretta.

E quando questo non avviene?

Ovviamente quando non è così diventi una sorta di bersaglio e nasce il confronto telefonico che, però, è il fulcro della radio, è giusto. Le famose dirette nascono proprio per dare voce all'ascoltatore  che, qualunque mestiere faccia, è convinto di saperne di calcio e vuole dire la sua.

Oggi assistiamo ad un bombardamento mediatico, anche per quel che riguarda il calcio, con trasmissioni televisive e potentissimi social. Qual è l'importanza di continuare a nutrire la tradizione della radio sportiva?

E' un discorso senza dubbio molto legato al territorio. Ad esempio a Milano non c'è questa cultura della radio sportiva locale, perché la città è più piccola e i milanesi passano meno tempo in macchina. Dipende molto dal tessuto cittadino.

Invece la radio sportiva a Roma?

Io dico che la radio a Roma non morirà mai, perché rispetto alla tv, ad altre attività, ti può accompagnare nel corso della giornata, senza impegnarti troppo. Non devi guardarla, è quel chiacchiericcio che sempre accompagnerà la vita del romano e la considero una sorta di patrimonio artistico ed editoriale di questa città. Se fatta bene, in maniera trasparente, rimane uno strumento affascinante. Inoltre le app, i podcast oggi, hanno eliminato il limite di dover essere per forza in auto, o a casa e girare la manopola: la radio si può sentire ovunque.

In questo tempo di Covid, hai riscontrato dei cambiamenti? La vostra trasmissione va in onda in una fascia oraria in cui i romani tornano a casa dal lavoro, il lockdown, lo smartworking hanno interferito negli ascolti?

In realtà ci sono stati dei momenti in cui gli ascolti sono addirittura aumentati, quando tutti erano chiusi in casa, senza lavoro, senza pause da prendersi, per molti la radio è diventata un appuntamento fondamentale. In tanti erano all'ascolto. Ovviamente noi, con i campionati fermi, non potevano più parlare tutto il tempo di Roma, sarebbe stato fuori luogo e surreale, quindi abbiamo fatto uno sforzo editoriale importante, ospitando in diretta tutti i più importanti virologi, direttori di case farmaceutiche, giornalisti che seguivano la cronaca, abbiamo spaziato per cercare di dare voce alla situazione che in quel momento riguardava tutti.

E i romanisti come l'hanno preso questo cambiamento?

Beh, qualcuno ci hanno criticato, ma gli ascolti sono stati tanti e noi abbiamo cercato di fare del nostro meglio e soprattutto la cosa più opportuna. 

La ripresa del campionato dopo il lockdown, invece, come è stata vissuta dai tifosi?

La Roma mancava, a molti mancava questo tratto di normalità: accendere la radio e parlare di calcio. L'entusiasmo è stato tantissimo. Poi, ovviamente, c'è ancora chi ci chiama e ci dice "Mi state tenendo tanta compagnia, ma io sto aspettando ancora la cassa integrazione", il contesto in cui viviamo è sempre presente, ma c'è voglia di leggerezza, di arrabbiarsi sulla Roma, di parlare di calcio. In gergo si dice che la Roma è la cosa più importante delle cose futili.

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