Teatro dell'Opera di Roma: presentata stamattina la ricca stagione 2018/2019

Elogi da parte del ministro dei Beni Culturali Bonisoli: "Complimenti per il programma e per il lavoro svolto". La Raggi: "Si dice che con la cultura non si mangia, ma qui si dimostra il contrario"

È stata presentata oggi dalle ore 12:00 la stagione 2018/19 del Teatro dell’Opera di Roma, alla presenza di Alberto Bonisoli, ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo; Virginia Raggi, sindaca di Roma, nonché presidente della Fondazione; Carlo Fuortes, sovrintendente del Teatro; Alessio Vlad, direttore artistico; Eleonora Abbagnato, direttrice del corpo di ballo; Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma e Albino Ruberti, capo di Gabinetto della Regione Lazio, in sostituzione di Zingaretti. Questa nuova stagione si svolgerà tra il Teatro Costanzi, suggestiva sede della conferenza stampa e le Terme di Caracalla.

Le aperture di Opera e Balletto

Il ricco calendario prevede 13 produzioni d’opera (di cui 9 nuovi allestimenti) e 6 spettacoli di balletto (tra cui i nuovi sono 3). Dopo i recenti successi, le linee guida restano invariate: confermare la disponibilità del Teatro a relazionarsi con grandi coproduzioni e novità contemporanee.

Il titolo di apertura della stagione operistica sarà il “Rigoletto” di Verdi, affidato alla lettura nuova e approfondita di Daniele Gatti, con la regia di Daniele Abbado. Gatti definisce quest’opera come “Il capolavoro assoluto di Verdi”, mentre Abbado commenta: “Il mistero di Rigoletto nasce dalla contraddizione di un uomo che coltiva disprezzo e aggressività verso il mondo esterno, mentre esercita una protezione morbosa verso i propri affetti privati. Questa la deformità di Rigoletto, anzitutto interiore. Questa la sua maledizione”.

Ad inaugurare la stagione di balletto un grande classico come “Il Lago dei Cigni” di Benjamin Pech, una fiaba romantica percorsa dall’eterno conflitto tra Bene e Male che non smette mai di affascinare. Il 28 e il 29 dicembre ci saranno anche gli ospiti d’eccezione Olga Smirnova e Semyion Chudin, entrambi “principal dancer” del Teatro Bol’soj di Mosca.

La lirica estiva 2019 alle Terme di Caracalla riproporrà sia "La Traviata” che “Romeo e Giulietta”, entrambi in scena anche tra pochi giorni per l’edizione 2018. Ma la novità è rappresentata dal ritorno presso le antiche Terme dell’Aida verdiana.

Il Teatro dell’Opera ha nel cartellone anche altri titoli di rilievo che per vari motivi si collocano al di fuori della stagione del Costanzi intesa in senso stretto. Del tutto inedita e anche difficile da definire è, ad esempio, la proposta dei William Kentridge: “Waiting for Sybil”. Si presenta come “seconda parte” del lavoro “Work in progress” che ideò nel 1968 l’artista americano Alexander Calder.

Tra le attività a corredo della stagione 2018/19 tornerà anche l’ormai famoso progetto OperaCamion, che raggiungerà gratuitamente un grandissimo numero di spettatori. Il titolo previsto per quest’anno è Tosca, l’opera romana per eccellenza.

Fuortes: “Assoluta continuità con il progetto che tanto successo sta riscuotendo”

Il sovrintendente del Teatro Fuortes ha sottolineato, nel corso del suo intervento, alcuni importanti dati: “La nuova stagione sarà in assoluta continuità con il progetto che stiamo portando avanti da anni. Abbiamo ottenuto più 30% di pubblico rispetto allo scorso anno. Chiuderemo penso a poco meno di 14 milioni di incassi. Se considerate che fino al 2013 questo Teatro non aveva mai incassato più di 7 milioni, credo sia un risultato importante. L’allargamento del pubblico è un chiodo fisso, non solo per i risvolti sul bilancio. Il nostro Teatro a Roma è la seconda azienda culturale dopo la Rai per dimensioni: abbiamo poco meno di 700 dipendenti e fatturiamo poco meno di 60 milioni di euro. Si tratta quindi di una grande realtà anche economica, con all’interno del know-how che ci viene invidiato da tutto il mondo: maestranze, tecnici, falegnami, scenografi, attrezzisti, sono tutti di grandissimo valore”.

Tagliavanti e Ruberti: “Puntiamo sulla cultura per produrre ricchezza”

Ne è certamente consapevole il presidente della Camera di Commercio di Roma, Tagliavanti: “Abbiamo sempre visto nella cultura un grande investimento per la città. Non ce lo dicono i buoni sentimenti, ma i numeri. Siamo fortunati perché quando uno pensa a Roma, pensa alla cultura. È importante dire questo in un periodo di sofferenza economica. Da cosa saremo in grado di produrre ricchezza nei prossimi anni? Proprio dalla cultura, in tutte le sua grandi possibilità. La Camera di Commercio si è trovata nelle condizioni di poter aumentare, su invito del sindaco, il contributo culturale e lo ha fatto. Per noi è un vanto stanziare il 5% del bilancio complessivo in questo settore”.

Sulla stessa linea Ruberti: “Qui si sta svolgendo un lavoro sraordinario e in linea con le linee guida regionali per quanto riguarda il settore Cultura. Il sostegno diventa quindi una scelta di campo, un dovere, un impegno. Abbiamo stanziato 1 milione e 800mila euro, come l’anno scorso, ma siamo disponibili anche a trovare ulteriori forme di collaborazione”.

Bonisoli e Raggi: "Grazie per lo straordinario lavoro"

Anche il ministro Bonisoli non ha lesinato gli elogi: “Inizio facendo i complimenti per quest’offerta appena presentata e per il lavoro svolto tra mille fatiche. Roma ha bisogno di una istituzione culturale all’altezza di una capitale. Parliamo di fondazioni lirico-sinfoniche: sono uno degli assi portanti della cultura italiana. Per funzionare hanno bisogno di qualità e sostegno economico e le co-produzioni possono essere molto utili. Su questo tema sarà alta l’attenzione del Ministero che presiedo”.

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Infine la sindaca Raggi: “Se il Teatro dell’Opera di Roma sta avendo un buon risultato è perché c’è tantissimo impegno, tantissima determinazione, tantissima passione. L’opera non è qualcosa di diverso dal battito della città, ma molte persone non sono mai entrate in un teatro. Per avvicinare i cittadini al Teatro bisogna quindi che esso si apra alla città: tramite OperaCamion o altre iniziative ci stiamo riuscendo. Mi sembra che si stia andando nella giusta direzione. Ringrazio tutti voi e il ministro, che ha mostrato da subito una sensibilità spiccata. Questo ci fa sperare che si possa avere un respiro in più. Si dice che con la cultura non si mangia, invece no: si vive, si mangia e si sogna”.

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