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Enjoy: quando l'Arte diventa Divertimento. La recensione della mostra

Un'esposizione che nasce con l'intento di coinvolgere lo spettatore e le sue percezioni sensoriali, una sorta di Viaggio in stile Alice nel Paese delle Meraviglie

enjoy mostra

Entrare in un Chiostro rinascimentale e trovarsi immersi in un tappeto di fiori orientaleggiante, varcare soglie e trovarsi faccia a faccia con grandi occhi dagli sguardi indiscreti, perdersi in labirinti di specchi e ritrovarsi catapultati in stanze piene di palloncini, è un’esperienza alquanto inusuale.

Una sorta di viaggio in stile Alice nel paese delle Meraviglie, che sembra non avere molta attinenza con quella che canonicamente definiamo ‘arte’.

Eppure a renderlo possibile è proprio una mostra dall’allestimento curioso ed insolito, intitolata ‘Enjoy. L’Arte incontra il divertimento’, attualmente in corso a Roma presso il Chiostro del Bramante.

Una mostra che sperimenta e coinvolge

A cura di Danilo Eccher, si tratta di una mostra che nasce con l’intento di coinvolgere lo spettatore, facendolo diventare parte integrante delle opere. Vuole mostrare una diversa modalità di vivere l’arte e mette in mostra i linguaggi e le poetiche di alcuni dei più importanti e provocatori protagonisti dell’arte contemporanea.

Alexander Calder, Mat Collishaw, Jean Tinguely, Leandro Erlich, Tony Oursler, Ernesto Neto, Piero Fogliati, Michael Lin, Gino De Dominicis, Erwin Wurm, Hans Op de Beeck, Studio 65, Martin Creed, Ryan Gander, teamLab,  sono gli autori delle opere esposte, accomunate da un filo sotteso, il divertimento.

“La dimensione del piacere, del gioco, del divertimento, dell’eccesso, sono sempre state componenti centrali dell’Arte”

(Danilo Eccher)

Perché Arte come forma di Divertimento?

Dalle parole di Eccher si evince il senso che il curatore ha voluto dare al tema della mostra. L’Arte come forma di divertimento, come forma di complessa e giocosa interazione, nel senso più profondo ed etimologico del termine: ‘divertire’ infatti, dal latino ‘divertere’, significa letteralmente ‘volgere, portare altrove’.

Quella in corso al Chiostro del Bramante è dunque una mostra che vuole trasportare il visitatore in un mondo giocoso ma pieno di ispirazione, che vuole suscitare emozioni e riflessioni abbattendo le barriere che generalmente si frappongono tra il pubblico e i luoghi di cultura, che vuole arrivare alla mente del visitatore e giocare con la sue percezioni sensoriali. Ma che soprattutto vuole dimostrare che una mostra non deve per forza avere toni seri per poter trasmettere qualcosa allo spettatore.

Il percorso si articola in 14 stanze, tra forme colorate, strane macchine, postazioni da selfie ed opere multimediali. Lo spettatore è invitato a procedere in un allestimento curioso, che rompe le regole, ma comunque coinvolto, grazie anche alle curate audioguide, in un percorso che nella sua leggerezza vuole stimolare pensieri e considerazioni.

Enjoy mostra 3-2

Restare spiazzati di fronte al prisma meccanico di Fogliati è un effetto ricercato, voluto, che materializza davanti agli occhi di chi guarda l’idea che i colori siano solo fantasmi, che la retina scompone. Una semplicità quasi religiosa, quella dell’artista: è solo luce quella che inganna, che cattura, una magia semplice, immediata, spirituale.

Altrettanto semplice è la profondità delle installazioni ludico-concettuali di Martin Creed, con la sua stanza piena di palloncini, la quale materializza l’aria circostante e l’idea che modifichiamo continuamente il mondo in cui siamo immersi, il mondo che ci circonda.

Bizzarri e pieni di senso sono gli occhi giganti di Tony Oursler, divertenti ma inquietanti, ognuno con una storia diversa da raccontare, o i raffinati giochi di luci illusorie del TeamLab, che prendono forma e mutano a contatto col pubblico.

Si resta attoniti anche di fronte alla stanza con l’opera di Ryan Gander, in cui una ballerina, appoggiata al muro, è circondata da forme colorate, alcune strette tra le sue mani. Un insolito accostamento, dissonante per niente immediato. Eppure siamo costretti a chiederci perché una ballerina danzi tra questi pezzi solidi di dura realtà.

Dopo il successo dell’originale mostra Love. L’Arte incontra l’Amore, che aveva registrato in sei mesi l’afflusso di 150mila spettatori, il Chiostro del Bramante coglie di nuovo nel segno e si conferma nel panorama capitolino come museo all’avanguardia con il suo innovativo percorso programmatico a cura di DART.

Non resta dunque che farne esperienza. Perché Enjoy non è altro che un viaggio all’interno della propria immaginazione, nell’assurdità, un viaggio in una consapevole e giocosa dimensione del Divertimento.

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