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Raffaella Carrà, il murale-omaggio (rainbow) a due passi dal Colosseo: "Meno silenzio, più rumore"

L'opera, firmata Mr. Churro, è comparsa in via San Giovanni in Laterna, la Gay Street romana. Plauso di Fabrizio Marrazzo, candidato sindaco e portavoce nazionale del Partito Gay per i diritti LGBT+ Solidale, Ambientalista e Liberale

L’inconfondibile caschetto, la bandiera Rainbow e un invito: “Meno silenzio, più rumore”. L’omaggio a Raffaella Carrà, icona lgbtq, è un murale comparso nei giorni scorsi in via San Giovanni in Laterano, la Gay Street romana.

Il murale è firmato da Mr. Churro, ed è comparso a pochi passi dal Colosseo una decina di giorni dopo la morte della leggendaria artista. Decine le foto condivise sui social che lo immortalano, con l’invito ad approvare il prima possibile il Ddl Zan, il disegno di legge contro l’omotransfobia, la cui trattazione rischia di slittare a settembre a causa della mole di emendamenti presentati.

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Sulla questione è intervenuto martedì Davide Faraone, presidente dei senatori di Italia Viva, che al termine della Conferenza dei capigruppo a Palazzo Madama ha annunciato l’intenzione di chiedere la trattazione già dalla prossima settimana: “Registriamo che purtroppo immotivatamente si è allentata la tensione per l’approvazione del ddl Zan in Senato - ha detto - Speriamo tutti i gruppi accolgano positivamente la nostra richiesta”.

Il murale ha intanto incassato il plauso di Fabrizio Marrazzo, candidato sindaco di Roma e portavoce nazionale del Partito Gay per i diritti LGBT+ Solidale, Ambientalista e Liberale.

“Come già annunciato da eletto un mio primo impegno sarà quello di dedicare il tratto di strada vicino al Colosseo, da noi ribattezzato Gay Street, a Rafaella Carrà, un idea condivisa da gran parte della nostra comunità LGBT+ - ha detto - Oggi ho scoperto con piacere che dei suoi fan le hanno già fatto un murale con il suo volto e la bandiera arcobaleno del movimento LGBT+ proprio nella Gay Street di Roma vicino al Colosseo. Un segnale importante da parte della nostra comunità, alla quale lei è stata sempre vicina, e della città di Roma dove lei ha vissuto e lavorato, pertanto chiedo al Comune di Roma di non cancellarlo, ma di autorizzarlo”.

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