menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Foto da Facebook @tourismrome

Foto da Facebook @tourismrome

Mostruose fauci aperte nel cuore di Roma: il palazzo spaventoso ispirato a Bomarzo

Nel cuore di Roma si trova Palazzo Zuccari, ancora oggi tra le strutture più insolite e spaventose della Capitale

C'è un palazzo a Roma che ai più attenti ricorderà il famoso parco dei mostri di Bomarzo. Un palazzo le cui porte e finestre sono mostruose fauci spalancate, ma di cui pochi conoscono la storia.

Il fantasma di Monteverde: la storia tetra del marchese De Marchettis

Si tratta di Palazzo Zuccari, sicuramente tra le attrazioni più insolite di Roma. La struttura si trova in via Gregoriana al civico 30, a pochi passi dalla chiesa di Trinità dei Monti e a Roma è anche conosciuta come la Casa dei mostri o il Palazzo dei mostri. 

Il palazzo fu fatto costruire da Federico Zuccari, pittore e critico d'arte, che qui venne a risiedere alla fine del 1500. Ispirandosi proprio al Parco dei mostri di Bomarzo che lo aveva particolarmente affascinato, Zuccari volle realizzare delle bocche spalancate e spaventose sulle porte e sulle finestre della sua residenza.

Una scelta insolita, davvero stravagante, che ha reso il suo palazzo unico anche negli anni a venire. Il portone è, senza dubbio, quello che inquieta di più: una bocca enorme, naso arricciato, occhi spalancati, sopracciglia aggrottate. Chi vi entra ha l'impressione di oltrepassare la porta dell'inferno, tra stupore e spavento. 

Le fauci aperte, gli occhi spalancati si ritrovano anche sulle finestre di Palazzo Zuccari.

Del palazzo parla anche Gabriele D'Annunzio nella sua opera Il piacere e scrive: "Su la Piazza Barberini, su la Piazza di Spagna una moltitudine di vetture passava in corsa traversando; e dalle due piazze il romorìo confuso e continuo, salendo alla Trinità de’ Monti, alla via Sistina, giungeva fin nelle stanze del palazzo Zuccari, Annurcaattenuato. Le stanze andavansi empiendo a poco a poco del profumo ch’esalavan ne’ vasi i fiori freschi. Le rose folte e larghe stavano immerse in certe coppe di cristallo che si levavan sottili da una specie di stelo dorato slargandosi in guisa d’un giglio adamantino, a similitudine di quelle che sorgon dietro la Vergine nel tondo di Sandro Botticelli alla galleria Borghese".

Con il passare del tempo, dopo la morte di Federico Zuccari, la struttura passò sotto diversi proprietari, subendo varie modifiche. Fu alzato di due piani, sotto la Regina di Polonia venne costruito un portico a 6 colonne lungo la facciata, ma per anni continuò ad essere un punto di riferimento per artisti. Fino al 1756, quando il Palazzo venne ceduto alle suore cristane che qui fecero una scuola. Nel 1904 Palazzo Zuccari venne acquistato da Henriette Hertz che al posto del giardino fece costruire un edifico a tre piani, all'interno del quale, anni dopo la sua morte, sarebbe nata la biblioteca che porta il suo nome: Bibliotea Hertziana.

Oggi, a distanza di secoli, resta uno dei luoghi insoliti più attraenti di Roma.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RomaToday è in caricamento