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Officina Pasolini chiude il primo biennio, Silvestri: "La politica deve investire sui propri figli"

Un bilancio importante per il progetto culturale e formativo portato avanti dalla Regione Lazio e che vede tra coordinatori ed insegnanti nomi importanti, come Nicolò Fabi e Tosca.

 

Mille e 400 ore di didattica, 600 di lavoro individuale, una piena programmazione culturale aperta gratuitamente a tutti con 14 spettacoli e 13 incontri con grandi artisti. Chiude con grandi tragiardi raggiunti, e molti altri a venire, il primo biennio di Officina delle Arti Pasolini, all'interno dei locali “recuperati” dell'ex stidentato Civs, in via del Ministero degli Affari Esteri, e lo fa con gli spettacoli finali delle sezioni “teatro”, “canzone” e “multimediale,”.

“Una nuova realtà che nel campo delle arti sta dando un’opportunità a tante ragazze e ragazzi – spiega il govertore della Reagione Lazio, Nicola Zngaretti, durante l'incontro di stamattina, mercoledì 14 giugno, con la stampa e gli allievi -. Un bel modo di investire risorse europee nei confronti di una nuova generazione". Il vicepresidente alla Pisana con delega alla Formazione, Massimiliano Smeriglio, aggiunge: “C’è bisogno di un ulteriore anno fatto di esperienze professionali, stage. Quindi anche le risorse a disposizione aumenteranno e saranno circa 3 milioni per il prossimo triennio”. “Sono orgogliosa di quello che è diventato Officina Pasolini – dice invece Tosca, coordinatrice sezione “canzone”, che questo laboratorio lo ha visto nascere – un posto nato dal desiderio di dare delle alternative ai giovani che oggi vogliono lavorare nel settore artistico”.

Gli ultimi appuntamenti della prima stagione dell’hub culturale di Officina Pasolini, “Pigmalione” da George Bernard Shaw, a cura di Massimo Venturiello in scena il 10 e l'11 giugno, “MultimediAll - (That’s All Folks!)” a cura di Simona Banchi, Maurizio Cartolano, Alessio Saglio il 23 giugno e “Off Radio Show” a cura di Piero Fabrizi il 28 giugno.

Chiuso il primo biennio sarà presto pubblicato il nuovo bando di selezione per far parte delle classi del prossimo triennio. La novità, infatti, è che la formazione di Officina Pasolini passerà da due a tre anni. “Posti come questo li abbiamo sempre sognati noi, della mia generazione – sottolinea Daniele Silvestri – credo sia importante dare ai ragazzi questa opportunità, ovvero quella di potersi esprimere condividendo gli stessi spazi e le stesse passioni”.

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