Metroman a Roma: la 'leggenda metropolitana' alla conquista della Capitale

Nicolò Modica, in arte Metroman, è l'artista idolo di Milano, dove si esibisce nelle metro: ora in trasferta a Roma, ci racconta i retroscena del suo personaggio e le sue impressioni sulla Capitale.

Metroman, alias Nicolò Modica, è sbarcato a Roma lasciando per un po’ la sua Milano. Fenomeno dei trasporti pubblici nonché di Youtube e della sua pagina Facebook, la sua ‘mission’ è alquanto ‘impossible’: far sorridere gli alienati pendolari che sui vagoni metro delle grandi città si accalcano per affrontare una dura giornata di lavoro. Ma, come ogni supereroe che si rispetti (ha anche una M cucita sulla felpa), nulla è impossibile per Metroman e, appena si fionda sul vagone prescelto e comincia a cantare con improbabili acuti e frasi tormentone, l’allegria diventa esplosiva: chi lo riprende non riuscendo a tenere fermo il cellulare per le risate, chi ha il terrore di essere inquadrato nelle sue performance, chi invece lo accompagna esibendosi con lui in scatenate lap dance e cantando a squarciagola.

Ma ecco che arriva la prossima fermata, e Metroman stupisce tutti con il suo fatidico ‘salto mortale’ che lo fa rientrare nel vagone direttamente dalla banchina. La sua esibizione si conclude con un applauso generale e con il pubblico pagante con banconote, monete o congratulazioni. Metroman prende quindi gli arnesi del mestiere (un amplificatore con le basi musicali delle canzoni che canta e il suo microfono) e scende dal mezzo, in attesa di esibirsi di nuovo.

Nicolò è molto famoso nelle metro di Milano, perché ha completamente rivoluzionato il concetto di ‘artista di strada’: non solo perché si esibisce in metro, ma anche perché le sue performance non hanno la pretesa di esibire soavi gorgheggi o grandi abilità musicali, bensì di shakerare letteralmente lo stato d’animo di una routine grigia e condita da noia e musi lunghi.

Per questo abbiamo deciso di seguirlo in questo suo show. Ovviamente l’appuntamento è (manco a dirlo) in metro a Termini, linea B, direzione Rebibbia, dove troviamo questo bel ragazzo di 36 anni dal sorriso dolce, con gli onnipresenti occhiali da sole e una vera e propria ‘divisa’ con tanto di marchio di fabbrica. I romani non lo conoscono ancora, ma il suo exploit è stato altamente gradito, e la sua pagina Facebook sprizza complimenti e like, con tanto di Milanesi che lo rivogliono a casa come l’Italia reclama la Gioconda dai Francesi.

Come vanno queste ‘vacanze romane’?
A Roma mi trovo benissimo! È una bella città, una città romantica, la città dello spettacolo… mi sento motivato a stare qui, oltre a sentirmi molto a mio agio perché avverto i Romani molto calorosi, molto simili a me.

Come nasce Metroman?
Metroman è stato il mio personale metodo per uscire dalla solitudine: con questo personaggio simpatico mi sono reso conto che la gente mi amava. Così, se all’inizio cantavo nei tram della mia città, Torino, prevalentemente per soldi, dopo ho capito che Metroman poteva darmi molto di più: mi divertivo, la gente mi apprezzava, piacevo alle donne e diventavo un esempio positivo per i ragazzi di 15-16 anni in un periodo in cui ci sono tanti esempi negativi e in cui c’è molta sfiducia nel panorama lavorativo. 
Metroman è un uomo nuovo, è un uomo rivoluzionario: un uomo che lavora divertendosi, e che rende protagoniste le persone. Metroman esula dalle solite figure del manager e dell’impiegato. Se ami ciò che fai, hai trovato il segreto della felicità e della libertà.

Tu sei torinese ma hai sfondato a Milano…
Sì, 10 anni fa mi esibivo nei tram a Torino, però all’epoca stavo con una ragazza che non voleva che io facessi questo lavoro. Così mi sono spostato nella città più vicina dove non mi conosceva nessuno, Milano. Ma i video delle mie esibizioni nelle metro milanesi hanno cominciato a girare su Youtube, e così ho dovuto fare una scelta: lasciare Torino e la mia ex ragazza e trasferirmi a Milano, dove Metroman ha dato vita a questa ‘rivoluzione artistica’.

Come mai hai deciso di venire qui a Roma?
Sono 8 anni che canto in metro a Milano. Però Roma mi ha sempre incuriosito perché a Roma si ama molto l’arte. Non a caso tutti i cantautori che preferisco sono romani: Baglioni, Venditti, Renato Zero. E qui a Roma penso di cantare prevalentemente i loro pezzi.

C’è qualche differenza che avverti tra il pubblico romano e quello milanese?
In realtà non c’è molta differenza tra i pendolari romani e quelli milanesi. Forse i Romani sono più abituati alla musica e agli artisti, ma per il resto trovo calore in entrambe le città.

Metroman è sulla cresta dell’onda da 10 anni, e non stanca mai: qual è il segreto del tuo successo?
Credo che il mio segreto sia proprio la mia normalità: chiunque può essere Metroman, basta avere un microfono e un amplificatore e scendere in metro a cantare. Io sono un artista emergente che non emerge mai, e in questa normalità la gente si immedesima. Il mio successo avviene grazie al consenso popolare, e le persone così diventano protagoniste. Inoltre alle persone piace divertirsi, e io riesco a divertire. Per tutti questi motivi, dopo 10 anni Metroman ha ancora tanto successo.

Metroman è bello e simpatico, quindi piace alle donne: riesci a conciliare il tuo lavoro con l’amore?
Non è semplice conciliare il personaggio di Metroman con l’amore, anche perché chi riesce a stare da solo riesce a dare il meglio di sé in ciò che fa. Di sicuro è molto più facile gestire il personaggio di Metroman che trovare l’amore: oggi come oggi, all’amore pare non ci creda più nessuno, e io invece vivo l’amore come un adolescente, visto che amo soprattutto la forza dell’inizio, dell’innamoramento. 

In metro ti ‘lanci’ al pubblico. Hai mai timore nel farlo?
Non ho mai avuto paura sinceramente. Anzi, faccio questo lavoro proprio perché mi piace rischiare: amo l’adrenalina, e nei vagoni delle metro non sai mai chi può esserci e come può reagire. A me piace il rischio: ho cantato anche in America nel Bronx e in varie città

Progetti per il futuro? Metroman cosa sogna?
Il futuro è solo un’illusione. Citando Baglioni, “la vita è adesso”. Per il resto voglio solo continuare come ho iniziato.

Passiamo a domande strettamente ‘Atac’! Metro A o metro B?
Entrambe, anche se forse sono un po’ più a mio agio nella linea B, perché ci sono più studenti e persone comuni con cui mi posso divertire di più, mentre la linea A è piena di turisti che qui si fermano solo qualche giorno.

Un consiglio per migliorare i trasporti a Roma (oltre alle tue esibizioni)?
Sinceramente a me non interessa il mezzo, quanto le persone che vi trovo. Potrei anche cantare in ascensore, ma è il pubblico che mi dà energia! E finora il pubblico romano è stato speciale, e quindi io continuerò a fare di tutto per essere speciale come i Romani.

Quanto ti fermerai qui a Roma?
Non lo so: mi auguro il più a lungo possibile. Da Torino a Milano, da Milano a Roma: unisco l’Italia come Garibaldi… solo che lì erano in mille e io sono uno! Ma Metroman da solo ne fa più di mille con la sua simpatia irresistibile! Ringrazio Nicolò per l’intervista, e lui ringrazia Roma Today con il suo sorriso sornione. Di sicuro, finché ci sarà lui, i ritardi e gli scioperi Atac saranno meno penosi. Altro giro e altra corsa, ma da oggi con Metroman a Roma!

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