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Mario Brega: 25 anni fa la Capitale diceva addio ad un simbolo della romanità

Sono passati venticinque anni dalla scomparsa dell'attore che ha fatto della sua romanità un punto di forza. Indimenticabile interprete dei film Cult di Carlo Verdone, l'attore viene ricordato anche per divertenti episodi avvenuti al di fuori del set

Il 23 luglio del 1994, all’età di settantun anni, si spegnava nella sua casa di Marconi Mario Brega. Un attore che  ha saputo conquistare i cuori di più generazioni per la sua proverbiale anima popolare. Gli indimenticabili personaggi portati sul set da Carlo Verdone hanno indubbiamente contribuito a rendere immortali alcune sue battute.

Il camionista “Principe”, in Bianco Rosso e Verdone, fermatosi a fare un’iniezione alla Sora Lella “con pizzico o senza pizzico?”. Il padre "comunistà così" dell'hippy Ruggero nel mitico Un sacco bello. Ma anche il rude droghiere nel film Borotalco, fiero delle olive greche del suo negozio “rifornito della mejo roba”. Ma soprattutto legatissimo alla figlia, per difendere l’onore della quale non aveva esitato di prendere a pugni “due di passaggio”.

Brega nell'immaginario popolare

Il merito di Carlo Verdone è stato sicuramente quello di aver fatto conoscere al grande pubblico un personaggio che, anche fuori dal set, ha saputo offrire spunti di vera romanità. L’episodio del pestaggio narrato in Borotalco, è ad esempio ispirato ad  un fatto realmente accaduto, raccontato dallo stesso Brega in un video molto apprezzato su youtube. Si tratta dello scontro con l’attore Gordon Scott, protagonista del film Buffalo Bill.

L'americano, aveva l'abitudine di portare a segno i colpi che, nella finzione cinematrografica, dovevano essere soltanto accennati. "Quando tornavo a casa mi ritrovavo pieno di lividi" raccontava Brega che, deciso a vendicarsi, ha sfidato Gordon Scott atterrandolo “con un gancio sinistro in bocca” . Finito Ko, l'americano è stato insultato con gli stessi epiteti che, anni dopo, Verdone ha riportato in Borotalco.  

Una carriera di tutto rispetto

La carriera cinematrografica di Mario Brega, è in verità stata molto più longeva di quanto non si creda. I primi ruoli risalgono addirittura alla metà degli anni cinquanta. Ha lavorato con Nanni Loy, Duccio Tessari, Dino Risi, Ettore Scola. Ma il regista a cui si è più legato, è stato indubbiamente Sergio Leone, con cui negli anni ha mantenuto un rapporto di schietta amicizia e grazie al quale, a fine carriera, ha potuto conoscere Carlo Verdone. Con Sergio Leone Brega ha avuto modo di girare il mondo, nonostante la dichiarata capacità di parlare solo il romanesco. I personaggi recitati, quasi sempre in ruoli di secondo piano, erano spesso burberi, violenti. Come il pessimo maresciallo nordista nel Buono il Brutto ed il Cattivo o lo spietato messicano braccio destro di Gianmaria Volontè nel film “per qualche dollaro in più”. Ha avuto una parte anche nel film C'era una volta in America dove, quasi irriconoscibile senza barba, ha vestito i panni di un gangster.

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