Domenica, 13 Giugno 2021
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Le strade dei mestieri

Vi raccontiamo le strade dei mestieri romani: il perchè dei loro nomi attuali e precedenti.

I romani usavano festeggiare a Dicembre i Saturnali. Era il periodo che sanciva l'inizio dell'inverno ma anche quello che con l'allungarsi delle giornate, ne battezzava la rinascita. In questo periodo non c'è niente di meglio che andare in giro per Roma ed oggi vi consigliamo come itinerario le strade dei mestieri.

Via degli Staderari prende il nome dai fabbricanti di stradere, antiche bilance di origine etrusche basate sul principio delle leve. Questa via precedentemente si chiamava Via dell'università in riferimento alla storica università della Sapienza.I liutari erano i fabbricanti dei liuti ed in generale gli strumenti musicali. e quindi sembrerebbe ovvia la denominazione di Via dei Leutari. Forse questa via però si chiama in questo modo per la famiglia dei Leutari e originariamente era un vicolo, molto più stretto quindi di adesso. Via dei Baullari Prende il nome dai bauli o valigie. Anche questa via inizialmente era un vicolo e venne ampliata nel 1517 dal cardinale Alessandro Farnese. Nel frattempo la via divenne Via de' Ferravecchi e Via della Marna, in ricordo della battaglia della prima guerra mondiale. In occasione dei lavori di apertura del Corso Vittorio Emanuele II, la via fu abbassata di quasi un metro e fu proprio a causa di questo sconvolgimento che nel 1904 fu ricostruita la facciata di quel meraviglioso palazzetto che da allora unisce il suo nome a questa via: stiamo parlando della Piccola Farnesina ai Baullari. I fabbricanti di cappelli risiedevano in Via dei Cappellari che ha al suo interno l'Arco di S.Margherita. Per questo motivo venne anche denominata Via dell'arco dei Cappellari . La famiglia Tebaldeschi abitava qui ed al numero 13 c'è ancora il loro vecchio emblema, una rosa.

Gli artigiani di gipponi (tessitori di corpetti), ovvero i gipponari diedero il nome ad una via che poi diventò Giubbonari. Qui è presente palazzo Barberini ai Giubbonari che non è da confondere con quello di Via delle quattro fontane. Precedentemente era denominata Via dei Pelamantelli e Via Mercatoria. Via dei Balestrari  prende il nome dai fabbricanti di balestre. Successivamente presero stanza nella via gli archibugieri ma il nome rimase lo stesso. I fabbricanti di chiavi e serrature si trasferirono invece in Via dei Chiavari prima del 1748. I chiavari facevano parte di una confraternita che doveva essere composta soltanto da 13 corpi d'arti: manescalchi, morsari, armaroli, calderari, artegrossa, ottonari, orologiari, chiodaroli, stagnari, arrotatori, carbonari, prestacavalli e appunto chiavari. 

I chiodaroli (fabbricanti e venditori di chiodi) già citati risiedevano in Via dei Chiodaroli. Via dei Funari prende il nome dai torcitori di funi che si erano stabiliti in questa via utilizzando le botteghe dell'antico Circo Flaminio o della Crypta Balbi. Arriviamo così all'ultima via da raccontare e probabilmente la più interessante: Via delle Botteghe Oscure. Una moltitudine di casupole es esercizi commerciali senza finestre e quindi appunto oscure. Gli archi oscuri del Teatro di Balbo, costruito nel 13 a.C.e che poteva contenere 11500 spettatori. Il teatro fu restaurato da Domiziano nell'anno 80 d.C., dopo un fatale incendio.

Le strade dei mestieri trasudano di storia quindi ed ancora oggi comunicano emozioni e mistero ai romani che le attraversano.

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