Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Roma scopre la "Scatola archeologica della Domus Aventino"

Sotto i nuovi appartamenti, la Capitale racconta lo scorrere della sua vita antica. I ritrovamenti verranno aperti al pubblico da novembre due volte al mese

 

A quasi vent’anni dall’apertura del Mitreo di Santa Prisca, all’Aventino si inaugura una nuova area archeologica: otto secoli di storia dell’antica Roma, quattro anni di scavi, due di progettazione, un allestimento multimediale.

È La scatola archeologica della Domus Aventino, un progetto della Soprintendenza Speciale di Roma e Bnp-Paribas Real Estate per molti aspetti unico, dove si uniscono archeologia, architettura e tecnologia dando origine al primo sito all’interno di un complesso residenziale privato che si aprirà regolarmente alle visite.

"La scatola archeologica della Domus Aventino è per molti aspetti innovativa e virtuosa –spiega Daniela Porro Soprintendente Speciale di Roma–. Presenta uno scavo come gli archeologi lo hanno indagato, grazie a un complesso progetto architettonico della Soprintendenza Speciale di Roma a cui hanno collaborato splendidamente per la parte multimediale Piero Angela e Paco Lanciano. Grazie alla fruttuosa collaborazione con Bnb-Paribas Real Estate, che ha sposato l’iniziativa finanziando l’intera operazione, oggi non solo possiamo presentarla, ma questo gioiello archeologico sarà aperto ai visitatori".

"Negli ultimi anni abbiamo lavorato in team con la Soprintendenza per arrivare a completare un progetto archeologico unico per la città di Roma: un museo all’interno di un condominio. Una sfida che abbiamo vinto tutti quanti riuscendo a coniugare gli interessi imprenditoriali con il desiderio di restituire al mondo uno scrigno nascosto, testimone millenario del nostro passato. Si è trattato di un caso esemplare di virtuosismo tra pubblico e privato che siamo onorati di poter presentare. Questo angolo segreto di Roma verrà restituito alla collettività e custodito con cura dai condomini di Domus Aventino", ha dichiarato Piero Cocco-Ordini, amministratore delegato di BNP Paribas Real Estate Property Development in Italia.

Dirette dall’archeologo della Soprintendenza Roberto Narducci ed eseguite dalla Land, le indagini che hanno portato agli importantissimi ritrovamenti hanno origine nel consolidamento antisismico iniziato nel  2014. Dallo scavo sono emersi mosaici, strutture e materiali incomparabili, che dall’VIII secolo avanti Cristo arrivano al III dopo Cristo. Dai primi terrazzamenti nel banco di tufo dell’Aventino fino a una sontuosa residenza, che dall’età tardo repubblicana a quella medio imperiale subisce continue trasformazioni.

A raccontare la storia di questo prezioso angolo di Roma l’allestimento multimediale curato da Piero Angela e Paco Lanciano, che si avvale di video mapping e proiezioni. La collaborazione pubblico privato ha permesso di rendere fruibile questo tesoro, grazie alla Scatola archeologica. Promosso da Bnp-Paribas Real Estate, il progetto archeologico e architettonico curato dalla Soprintendenza Speciale di Roma, vuole portare il visitatore all’interno di uno scavo, dove i reperti sono presentati come sono stati ritrovati, all’interno di un contesto straordinario. La proficua cooperazione tra Soprintendenza e Bnp Paribas Real Estate non si è limitata alla sola tutela e conservazione: dal prossimo novembre il sito sarà aperto al pubblico con visite guidate inizialmente programmate due volte al mese e sono in pubblicazione due volumi sugli scavi.

Video Agenzia Dire

Potrebbe Interessarti

Torna su
RomaToday è in caricamento