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Cultura

La Roma di Monica Vitti

Romana da sette generazioni, amava follemente la sua città. Il legame dell'icona del cinema italiano con la Capitale

Voce roca, capelli biondi, sorriso perfetto. Maria Luisa Ceciarelli, in arte Monica Vitti, romana da sette generazioni e icona indiscussa del cinema italiano se ne va, tre mesi dopo aver compiuto 90 anni, lasciando un vuoto nel mondo del cinema e non solo.

"Straordinaria, emozionante", l'aveva descritta Nicola Zingaretti lo scorso 3 novembre, in occasione del novantesimo compleanno dell'attrice. Roma l'aveva omaggiata con vari eventi, mentre il ministro Franceschini aveva aggiunto: "Monica Vitti con la sua verve ci ha fatto sorridere, e con la sua intensità ci ha fatto commuovere, dimostrando l’eclettismo del suo talento. Icona femminile e regina della migliore stagione della commedia italiana accanto ai più grandi: Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Ugo Tognazzi e Alberto Sordi. A lei gli auguri di tutto il mondo del cinema e della cultura italiana".

Dopo neanche tre mesi, il 2 febbraio, l'annuncio della sua morte arriva con un tweet da Walter Veltroni, su richiesta dello storico compagno dell'attrice Roberto Russo.

Monica Vitti, romana da sette generazioni

Monica Vitti è nata a Roma il 3 novembre 1931, nella Roma umbertina (via Francesco Crispi), da padre romano (da sette generazioni) e madre bolognese. Roma non è stata sempre la casa dell'attrice che, seguendo il padre, ispettore del commercio estero, trascorse la sua infanzia tra Messina e Napoli, fino a tornare nella Capitale, nel 1940 per non lasciarla più. 

"Io sono un’innamorata pazza di Roma, per i colori, per l’ironia della gente. Poi a Roma c’è una specie di incanto, di magia. Il fatto che i romani non si stupiscono più di niente è perché loro lo possono fare. Hanno visto tutto, sanno tutto, perché vivono in una città che ha talmente tanta storia da far invidia a tutto il resto del mondo", disse la Vitti in un'intervista a Gianfranco Gramola.

Roma è stata anche la città che ha introdotto Monica Vitti nel mondo del cinema. Qui, nell'anno accademico 1950-1951, ha frequentato l’Accademia d’arte drammatica Silvio d’Amico per diplomarsi nel 1953 e iniziare una carriera incredibile. Dal debutto nel 1958 con il film "Le dritte" di Mario Amendola, accanto a Sandra Mondaini, alla tetralogia di Michelangelo Antonioni "L'avventura" (1960), "La notte" (1961), "L'eclisse" (1962), "Deserto Rosso" (1964); proprio con "L'avventura" ricevette la nomination come migliore attrice straniera al British Academy Awards nel 1961.

In un bar della Capitale, precisamente in viale di Villa Massimo, l'allora giovanissima attrice sceglieva di cambiare nome: da Maria Luisa Ceciarelli a Monica Vitti. Monica, come la protagonista del romanzo che stava leggendo. Vitti come la metà del cognome della sua mamma (Vittiglia). 

La carriera e i film con Alberto Sordi

Dopo il cinema impegnato arrivano le commedie, un vestito che calza perfettamente all'attrice romana. Nel 1967 recita in "Ti ho sposata per allegria" del 1967 di Luciano Salce, nel 1968 in "Ragazza con la pistola" di Mario Monicelli, film con cui Monica Vitti vince il Premio Conchiglia d’Argento. Nel 1970 è la volta de "Il dramma della gelosia" di Ettore Scola accanto a Marcello Mastroianni. Ha recitato con Vittorio Gassman in "Camera d'albergo" e ad Alberto Sordi in "Polvere di stelle".Nella sua carriera è stata ospite fissa all'edizione 1972 di "Canzonissima" con Vittorio Gassman negli studi Rai del Teatro delle Vittorie. Ha condotto e ideato una serie di appuntamenti sul cinema dal titolo "Passione mia", nel 1985. Dal ruolo di attrice è passata a quello di regista nel 1990 con "Scandalo segreto", vincendo anche il Globo d'oro come attrice e come regista, mentre nel 1995 vince il Leone d'Oro alla carriera, al Festival del Cinema di Venezia.

Diversi i film che hanno visto Monica Vitti accanto ad Alberto Sordi, tra questi Il disco volante (1964), Amore mio aiutami (1969), Le coppie (1970), Polvere di stelle (1973) e Io so che tu sai che io so (1982).

Nel corso della sua carriera Monica Vitti ha incontrato anche una giovanissima Fiorella Mannoia che, per pagarsi gli studi, faceva la stunt girl e che tante volte è stata la controfigura dell'attrice romana.

L'amore grande per Roberto Russo

Nei primi anni '80, Monica Vitti incontrò l'amore della sua vita sul set del film Flirt: Roberto Russo (arrivato dopo gli amori finiti con il regista Michelangelo Antonioni e l'operatore cinematografico Carlo Di Palma). La coppia tentò di prendere in affidamento una bambina orfana, ma non ci riuscì. Era settembre 2000 quando l'attrice si recò in Campidoglio come raccontato da lei stessa: "Andai dal giudice a chiedere cosa dovessi fare per tenere con me una bimba orfana cui ero molto affezionata. Ricordo ancora la sua risposta: 'Pensa che potrei affidare una bambina a una donna come lei, che fa l’attrice ed è così bionda?'".

Le ultime apparizioni

Da anni, ormai, Monica Vitti non compariva pubblicamente a causa della sua malattia: il morbo d'Alzheimer. Una battaglia durata vent'anni, vent'anni in cui gli italiani non hanno mai dimenticato il suo genio, il suo talento, il suo sorriso inconfondibile.

L'ultima apparizione in pubblico risale al 2002, quando prese parte alla prima del musical Notre-Dame de Paris a Roma. Negli anni successivi solo qualche foto scattata a Sabaudia in compagnia di Roberto Russo e nient'altro. Fino a quando iniziarono a girare voci non vere sul conto dell'attrice, tanto che lo stesso Russo - recentemente - dovette intervenire per chiarire: "Ora da quasi 20 anni le sto accanto e voglio smentire che Monica si trovi in una clinica svizzera, come si diceva: lei è sempre stata qui a casa a Roma con una badante e con me ed è la mia presenza che fa la differenza per il dialogo che riesco a stabilire con i suoi occhi, non è vero che Monica viva isolata, fuori dalla realtà". 

Con Roberto Russo l'attrice viveva in un appartamento in via Brunetti, poco distante da piazza del Popolo.

L'amore per la sua Roma

Vivere a Roma è stato per Monica Vitti sempre un privilegio. Sempre a Gianfranco Gramola l'attrice  ha detto: "Roma è una città che può anche non stupirti, perché in fondo è pigra. E’ talmente sicura di sé, Roma, che non ha paura di niente. E’ lei che è eterna, mica noi".  Per lei "Roma città aperta" è stata tra le più belle frasi dedicate alla Capitale. In diverse occasioni l'attrice ha dichiarato di non poter vivere senza Roma: "Io amo Roma e i romani, perché lasciano vivere, non prevaricano. Ripeto, io amo questa città e i suoi colori e senza di lei, Monica Vitti sarebbe molto più triste".

E anche Roma sarà più triste senza la sua incredibile ed unica Monica Vitti.

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