Cultura

La Roma di Maria Grazia Cucinotta

Attrice, siciliana, si è trasferita a Roma nell'86. Da allora non se n'è più andata, lasciandosi adottare dalla città

"Eccomi, abbiamo finito adesso". Maria Grazia Cucinotta risponde al telefono dopo la lunga giornata sul set de 'L'ingrediente perfetto', il programma di La7 che quest'anno la vede protagonista, e nel tragitto da Lungotevere a Prati ci racconta la sua Roma, quella che l'ha vista arrivare nell'86 - poco più che diciottenne per debuttare con Renzo Arbore nella storica trasmissione 'Indietro Tutta!' - e l'ha adottata, regalandole "una seconda vita". Siciliana, di Messina, i primi tempi era "intimorita" da questa "città enorme" e per non stare sola, appena finito di lavorare, andava al negozio di scarpe della signora Maria Teresa, "una seconda mamma". Tanti corteggiatori, "ah bona" la frase cult, poi la telefonata di Giulio: "Sei libera? Voglio sposarti". E così è stato. Non si è mai spostata da Prati e da poco ha finalmente imparato a fare la cacio e pepe per sua figlia (prima le veniva "una caciotta con la pasta"), che quando l'ascolta con l'accento romano le dice "che non si può sentire".

E' appena iniziata una nuova avventura televisiva, su La7. Non tutti sapevano di questa sua passione per i fornelli...
"Gli amici sì. Chi mi conosce sa bene quanto amo cucinare. Mi piace viziare le persone che amo, è un modo per coccolare e coccolarsi. Tanti hanno riscoperto la cucina durante il lockdown, stando a casa. Avevamo quasi dimenticato quanto è fondamentale. Riunirsi a tavola è un momento magico, al di là del cibo condividi qualcosa di intimo".

Un momento sacro per i siciliani.
"Per me è fondamentale. Ormai lavoriamo tutti, ma almeno la sera bisogna lasciare fuori il lavoro, i telefonini e tutti i problemi che purtroppo ci portiamo fino a casa. Mettersi a tavola e mangiare bene è un atto d'amore".

Con la cucina romana come se la cava?
"Abbastanza bene. Ho dovuto imparare per amore di mia figlia che è pazza per la cacio e pepe, l'amatriciana, la carbonara. Man mano mi sono specializzata. L'ultima che ho imparato è stata la cacio e pepe, molto difficile da fare".

Quante prove fallimentari?
"Lasciamo stare. Me l'ha insegnata un cuoco romano che lavora in un ristorante di Lisbona. Mi trovavo lì, un annetto fa, gli ho detto che non mi riusciva mai. Ogni volta mi veniva una mappazza unica tra pasta e formaggio. In pratica una caciotta con la pasta. Lui mi ha svelato i segreti per fare una buona cacio e pepe".

E quali sono?
"Dipende sempre tutto dal cacio, da quanto è stagionato. Nessuno te lo dice. Comunque alla fine, dopo vari tentativi, mia figlia finalmente mangia la cacio e pepe a casa".

E il suo piatto preferito invece?
"Ma ci stiamo dando del lei o del tu?".

Del lei?
"No guarda, diamoci assolutamente del tu".

Allora qual è il tuo piatto preferito?
"La carbonara. Anche quella sembra facile da fare ma non lo è, rischi di fare una frittata di pasta. Buona lo stesso eh, ma non è proprio la stessa cosa".

Da quanti anni vivi a Roma?
"Sono arrivata nell'86 per Indietro Tutta. Dalla Sicilia mi ero trasferita a Brescia da mio fratello, perché lavoravo a Milano, poi ho fatto il provino e quando mi hanno presa mi sono trasferita subito".

Chi sogna il cinema sogna Roma, forse trent'anni fa ancora di più...
"Io all'epoca non avevo questo sogno. Per me l'importante era lavorare e già la televisione era molto. Non potendo fare la modella per il mio fisico, non ambivo a così tanto. Quello della recitazione era un sogno distante".

La prima casa dov'era?
"In un residence a Prati, vicino la Rai. I primi tempi ero intimorita da questa città così enorme. Immaginati una ragazzina che veniva da Messina, avevo poco più di 18 anni. Roma però ti accoglie, non ti fa mai sentire straniera. In poco tempo mi sono sentita come adottata".

Hai avuto degli angeli custodi romani?
"A Indietro Tutta feci amicizia con Massimo Santoro, il figlio di Arnaldo Santoro, uno degli autori. Aveva la mia età e altri 6 fratelli. Mi sono ritrovata in una famiglia che mi ha abbracciato. E poi ho avuto la fortuna di conoscere Maria Teresa, che è diventata la mia seconda mamma, con le sue due figlie, più o meno mie coetanee. Loro mi hanno davvero adottata, sono state un punto di riferimento e lo sono tuttora".

Come le hai conosciute?
"Hanno un negozio di calzature a Ponte Milvio, ero andata lì a comprare delle scarpe. Io e Maria Teresa abbiamo cominciato a parlare, le ho detto che avevo iniziato questa trasmissione e che ero da sola. E lei mi fa: 'Quando stai da sola vieni qui e stai con noi'. E così facevo. Finivo di lavorare e andavo da loro. Per me era diventata davvero una famiglia, non mi sentivo mai sola. Mi hanno accolta come una terza figlia".

In quegli anni immagino quanti romani ti avranno corteggiato...
"Sì, ma io ero molto impaurita dalle attenzioni. Sfuggivo. Mi mancava tanto casa, quello che cercavo era una famiglia. Facevo una vita molto tranquilla. Poi via via ho conosciuto altre persone fantastiche che sono tuttora parte integrante della mia vita. Roma mi ha dato la possibilità di avere un'altra casa, quella fatta di affetti e amici che ti vogliono bene".

I complimenti per strada però te li ricorderai...
"'Ah bonaaaa' (ride, ndr). Quella era la frase cult. Poi 'anvedi questa', 'da do' sei uscita?'".

Li hai realizzati i tuoi sogni in questa città?
"Ho realizzato tanti sogni. Dalla prima trasmissione importante fino alla pubblicità e tutto quello che è arrivato dopo. Roma mi ha sempre portato fortuna. E' una città che mi ha regalato una seconda vita. E anche mio marito".

Come vi siete conosciuti?
"Me l'ha presentato Massimo Santoro, che oggi purtroppo non c'è più. Giulio era uno dei suoi migliori amici, ci siamo conosciuti a casa sua".

Dove ti ha portato al primo appuntamento?
"Da Venerina, a Borgo Pio. La prima volta che mi ha chiamato mi ha chiesto: 'Sei libera questo giorno?'. Io pensavo fosse qualche proposta di lavoro, invece lui mi disse che voleva sposarmi. Dopo un mese di telefonate mi ha portato in questo ristorante, dove anche oggi andiamo spesso. Mi ha presentato a Venerina, la titolare, dicendo che ero la sua fidanzata. Ma io non mi sarei mai fidanzata con lui, avevamo anche già litigato. Venerina mi disse che lo conosceva da quando era piccolo e che era un bravo ragazzo. 'Ti puoi fidare' mi disse".

E aveva ragione...
"Alla fine m'ha sposato veramente. Ogni volta che torno da Venerina infatti ridiamo ricordando quella sera".

Dove vi siete sposati?
"A San Gemini. Lui ha una casa di famiglia e per tradizione tutti i fratelli si sono sposati lì. Per i 25 anni di matrimonio però ci siamo risposati a Roma".

In che quartiere abiti?
"Sempre a Prati, non mi sono mai spostata. E' una zona bellissima. E se l'ha scelta il Papa puoi star sicura che è un'ottima zona. Giro a piedi, ho la mia routine: colazione da Cantiani, al forno Lintozzi a prendere il pane, la spesa al Mercato dell'Unità. Poi c'è Il Sorpasso, il ristorante sotto casa dove scendo sempre volentieri".

Niente macchina quindi?
"Io non guido, non ho mai preso la patente. Sono andata via prestissimo dalla Sicilia, ho sempre detto 'domani la prendo', sono arrivata a 53 anni e ancora vado a piedi. Questo però a Roma è un dono, perché ho la possibilità di vedere ogni angolo, cosa che non faresti mai in macchina. Sono una grande camminatrice, mi piace fermarmi ad osservare. Fotografo tutto e mi ritrovo il telefono pieno".

Dopo oltre trent'anni ti senti romana?
"Mi sento romana perché la mia seconda vita è romana, ma resto sempre siciliana. Anche se poi ogni tanto mi ritrovo a parlare con l'accento romano e mia figlia dice che non mi si può sentire. Diciamo che Roma è il compromesso perfetto dopo aver lasciato una terra come la Sicilia. E' difficile trovare un posto nel mondo che ti faccia dire 'wow' se vieni dalla Sicilia e vivi a Roma".

Il luogo del cuore?
"Adoro guardare San Pietro dal ponte di Castel Sant'Angelo. Stare su quel ponte, circondata da quegli angeli, e guardare questo castello misterioso. E pensare 'ti rendi conto quante cose belle hanno visto questi posti?'. Ma Roma è tutta meravigliosa, ci sono un sacco di angoli, di musei, di chiese. Non ti stanchi mai. Dovresti vivere cento volte per visitarla tutta e vedere tutta l'arte che c'è. Siamo viziati".

Cioè?
"Roma ti vizia perché se vivi qui, qualsiasi città del mondo, anche bellissima, non ti sbalordisce più".

Da attrice, qual è secondo te il film più bello ambientato a Roma?
"Tutti. Non ce n'è uno".

Da produttrice, invece, che film gireresti qui?
"Roma può essere tutto: un mistery, un thriller, una film d'amore, una commedia. Ha tante di quelle possibilità. Il Codice da Vinci è diventato un capolavoro perché è stato girato qui, come anche altri film internazionali".

Che titolo daresti al tuo?
"L'infinito mondo. Per me Roma è questo: il mondo infinito dell'arte, della cultura, di tutto".

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