Cultura

La Roma di Manila Nazzaro

Conduttrice, ex Miss Italia, è originaria di Foggia ma da 22 anni vive a Roma, città che l'ha vista crescere e in cui da subito si è sentita "a casa"

Foto credit Sara Galimberti

Manila Nazzaro è 'diventata grande' a Roma. Nata e cresciuta a Foggia, dopo l'elezione di Miss Italia, nel '99, si è trasferita nella Capitale, "la prima esperienza di vita, da sola, a 21 anni". All'inizio in affitto "in un piano terra a due passi dallo stadio Olimpico, un buco", poi con i primi soldi ha comprato una Micra usata - con cui ha imparato a guidare "perché prendere i mezzi pubblici non era proprio semplicissimo" - e casa a Monte Mario dove vive da oltre vent'anni. Trastevere il posto del cuore, ma per uscire o fare shopping preferisce i quartieri di Roma nord al centro storico. Convertita alla cucina romana, è un asso con la carbonara mentre "i carciofi è impossibile riuscire a farli, si mangiano in trattoria". A Fregene la serata più romantica, quando ha capito di essere innamorata dell'attuale compagno, Lorenzo Amoruso, che "fa ancora la spola tra Roma e Firenze" perché lei questa città non la lascerà mai.

Nel '99 sei stata eletta Miss Italia. Un'esperienza che ti ha cambiato la vita.
"Miss Italia ha fatto da spartiacque tra due vite differenti. Il prima e il dopo. Tutto quello che c'era prima poi non c'è più stato, a parte i miei genitori. Anche i miei amici, quelli dell'infanzia, li ho persi. Nel giro di una notte mi è cambiato tutto, sono passata dal vivere in una campana di vetro, a Foggia con la mia famiglia, al girare in tutta Italia da sola".

Foggia era stretta per i tuoi sogni?
"Sì, fin da subito. Anche l'università infatti la feci a Chieti, mi iscrissi a medicina. Foggia è una città che amo tanto, ho dei bellissimi ricordi d'infanzia, ma sono sempre stata la pecora nera della famiglia. Mio fratello era il secchione, si è laureato al Politecnico di Bari in ingegneria, io per quanto avessi la passione per la medicina, in realtà sentivo la necessità di trovare un'altra strada. Scalpitavo, ho dato da fare parecchio ai miei genitori. Volevo viaggiare, facevo le gare di ginnastica ritmica. Loro erano estremamente protettivi nei miei confronti. La figlia femmina, alta, bella. Io non sono mai uscita di sera fino all'elezione di Miss Italia. E ho vinto a 21 anni".

A Foggia la tua bellezza era nota già da adolescente, quando giocavi nella Svassi, la squadra femminile di basket. So di alcune amichevoli contro la squadra maschile in cui creavi parecchi turbamenti...
"Mi ricordi dei momenti bellissimi, di grande leggerezza. Credimi, io non ero consapevole del mio aspetto fisico. Mi hanno raccontato, negli anni, di uomini a quei tempi impazziti per me e non me ne sono mai resa conto. Che ridere quelle partite, si ammazzavano per marcarmi. C'erano delle scene pazzesche. Mi ricordo anche il palazzetto pieno perché si era sparsa la voce che stavo facendo le selezioni di Miss Italia. Il basket l'ho amato tantissimo e il mio primo amore lo incontrai proprio in una di queste partite di cui parli tu. Giuseppe, era gelosissimo durante quelle amichevoli miste (ride, ndr)".

Dopo Miss Italia per te si sono aperte le porte del teatro e della tv. E quelle di Roma.
"Nel '99, l'anno dell'incoronazione, ho girato tutta Italia e vivevo negli alberghi, ma Roma era la città in cui amavo di più stare. E' un po' del sud, mi ci sono riconosciuta, me ne sono innamorata immediatamente e ho deciso di viverci. A settembre del 2000 ho lasciato la corona e a ottobre mi sono trasferita, dopo essermi iscritta a un corso di recitazione e dizione a Monteverde. E' stata la mia prima esperienza di vita, da sola, a 21 anni".

La prima casa?
"Sono andata in affitto in un piano terra, a due passi dallo stadio Olimpico. Un disastro. Era un buco, piena di umidità. Pagavo un milione e mezzo di lire".

La dividevi con qualcuno?
"Impossibile. Credimi, quella casa era davvero un buco".

E' stato difficile ambientarsi a Roma?
"I primi tempi sì. Soprattutto capire le strade e come spostarmi. Io ho imparato a guidare qui. Avevo la patente, ma a Foggia non l'ho mai portata la macchina. A Roma sono stata costretta perché prendere i mezzi pubblici non era proprio semplicissimo. Poi ero stata Miss Italia, la gente mi fermava ovunque. Con i primi soldi comprai una Micra usata".

E ti perdevi...
"Ho letto la tua intervista a Marina La Rosa. Mi è accaduta una cosa uguale. I primi mesi girare a Roma era un inferno per me, non esistevano i navigatori. Una volta mi ritrovai all'Eur, alle undici di sera, non riuscivo più ad orientarmi e iniziai a piangere. Passò un taxi e gli chiesi di farmi strada fino a casa mia. Lo pagai per seguirlo. Mi è successo due volte".

Con i romani invece è andata meglio?
"Con i romani alla grande. Dal punto di vista umano non ho mai avuto un problema, mi sono trovata subito molto bene. Non vedo grandissima differenza tra romani e pugliesi".

I primi amici romani?
"In realtà la prima amica che ho avuto qui a Roma è Manuela, che poi è diventata la mia migliore amica. Ma è di Pesaro. Ci siamo conosciute al corso di recitazione, al Teatro Azione. Arrivava sempre prima di me e mi aspettava lì sotto per parcheggiarmi la macchina, perché io non sapevo parcheggiare. Anche lei si era appena trasferita, era una delle ballerine di punta di Rai 1. Abitavamo vicino e abbiamo iniziato a frequentarci. Ci siamo riconosciute".

E visto che a Foggia non uscivi la sera, a Roma movida?
"No, non andavo mai a ballare. Lavoravo tanto, ero sempre in giro. Quando tornavo a Roma, ti dico la verità, mi riposavo. Poi certo si usciva anche, ma per me già andare a cena con le amiche senza che nessuno mi diceva a che ora dovevo tornare era una conquista".

Quando ti sei sentita 'a casa' per la prima volta?
"Quando ho comprato casa. Ho lasciato quella dove ero in affitto, dopo meno di un anno, e ho preso un appartamento a Monte Mario, dove abito ancora adesso. Testa pugliese, non volevo buttare i soldi in affitto. Avevo guadagnato dopo Miss Italia e ho fatto questo investimento".

Il tuo compagno per anni ha fatto la spola tra Roma e Firenze perché tu non ti saresti mai trasferita...
"E ancora adesso fa la spola. Io non me ne andrò mai da qui. Roma è una città che ti dà tutto, specialmente se fai questo tipo di lavoro. Firenze è molto bella, ma per un altro genere di vita. Ho sposato Roma proprio perché la provincia mi andava stretta. Alla fine comunque sono riuscita a convincere anche lui, che continua a fare avanti e indietro ma sta molto di più qui con noi. Abbiamo comprato una casa dove andremo a vivere in autunno".

Sempre a Monte Mario?
"Cortina D'Ampezzo".

Cambi quartiere...
"Sì, infatti un po' mi dispiace perché io amo questo quartiere. Mi conoscono tutti, anche quando vado a buttare l'immondizia mi fermo con la gente a parlare. Ho il mio salumiere, il mio giornalaio, i miei rituali. Prendo il caffè al bar di Torrevecchia, quello di fronte al fontanile, poi vado in palestra, che è lì accanto, esco e faccio la spesa al supermercato di fronte, è tutto lì".

Qual è secondo te il quartiere più bello di Roma?
"Io amo tanto Roma nord perché l'ho sempre vissuta, sono 22 anni che abito qui. Secondo me la zona più bella però è l'Eur, dove mi sarebbe piaciuto andare a vivere. Soprattutto intorno al laghetto".

La zona che conosci meno?
"Tutta la zona della Prenestina. La parte sud-est la conosco meno, anche se ho tante amiche lì e ho aperto un centro estetico sulla Casilina. Si chiama 'Gli occhi di Sophie', sta a Torre Maura. Uno dei miei soci aveva già un negozio di parrucchiere e ho deciso di fare questo investimento nel settore beauty, che amo".  

Il tuo posto preferito invece qual è?
"Trastevere è uno dei posti che amo di più. E' viva e vera. E poi c'è 'La piazzetta di Trastevere', il ristorante di alcuni amici in cui ho trascorso i momenti più belli. Era il punto in cui ci incontravamo a ridere. Sono molto affascinata dal centro, ma non sono una patita della passeggiata in via Condotti o a piazza di Spagna. Lo frequento poco il centro storico. Anche per andare a mangiare o fare shopping, è difficile. Preferisco posti in cui si può arrivare con la macchina, parcheggiare. Sono una comodona".

Trattoria o ristorante?
"Trattoria, fissa. E una bella carbonara. La cucina pugliese è buonissima, ma amo anche quella romana che ormai è diventata di casa anche da me".

Come te la cavi?
"Non sono mai riuscita a fare i carciofi alla romana. E' impossibile. Vale la pena andare al ristorante solo per mangiare quelli. Con la carbonara invece mi diletto, anche il mio compagno è molto bravo a prepararla".

A casa parli romano o foggiano?
"Il foggiano non lo parlo quasi più, l'ho perso. Solo quando vengono a trovarmi i miei genitori riprendo un po' l'inflessione, me lo fanno notare i miei amici. Cerco di parlare sempre bene l'italiano, in questo sono molto esigente anche con i miei figli. Ecco, del romano non amo questa maniera sboccata di parlare a volte. Il romano sboccato non mi piace, non lo trovo elegante".

E quando ti arrabbi?
"Se mi arrabbio senti proprio la calata romana".

Sul mare non ti chiedo niente in quanto pugliese...
"Il mare della Puglia non si batte. Amo Fregene per andare a fare una bella mangiata, vado spesso alla Scialuppa o al Pescatore, ma non mi parlare di mare".

Sul tifo invece sei stata contagiata dagli aquilotti...
"Sono molto laziale, ma questo prima di arrivare a Roma. Una fede inculcata da mio fratello, che tifava Lazio a Foggia senza alcun motivo. Sono nata e cresciuta col culto della Lazio, nonostante fossero gli anni del Foggia in Serie A di Zeman, che ha fatto sognare una città intera. Noi a casa eravamo tutti laziali. Sono laziale proprio per scelta di cuore".

Sarai andata anche a vederla all'Olimpico quindi...
"La prima volta che sono andata all'Olimpico c'era Lazio-Reggina e giocava il mio fidanzato di allora, poi diventato mio marito, Francesco Cozza. Era l'anno dopo Miss italia, andai come inviata per 'Quelli che il calcio' insieme a Tania Zamparo, laziale. Dovevo sostenere la Reggina, che vinse con un goal del mio ex marito, pensa un po', ed era un problema perché io tifavo per questa Lazio bellissima".

Poi hai recuperato? Sei tornata in Curva Nord?
"Avoja se ho recuperato, però in Curva non ci sono mai andata. Una volta sono stata sotto là sotto, nel 2018, quando con Pino Insegno ho condotto 'Di padre in figlio', una delle manifestazioni più belle per la Lazio ed è stata un'emozione pazzesca quando la Curva Nord mi ha dedicato un coro".

La serata più magica vissuta in città?
"Ne ho avute tante. Anche con vari fidanzati, devo essere sincera. Però una delle più belle e romantiche è stata a Fregene. Avevo organizzato una cena per il compleanno di Lorenzo, il 28 giugno, proprio sulla spiaggia, a due passi dall'acqua. Stavamo insieme da poco e uscendo da una separazione ero ancora un pochino incerta. Quella però fu una serata magica. Lì ho avuto l'illuminazione che mi fece innamorare di Lorenzo".

Se dovessi risposarti, il 'sì' lo diresti a Roma?
"Da una parte mi piacerebbe farlo a Roma. Se dovesse mai accadere, però, potrebbe essere anche nella tenuta di Lorenzo a Firenze. E' molto bella. Se ci dovesse essere un matrimonio lo immagino in modo completamente diverso dal primo. Lo immagino molto semplice, su un prato, con gli amici più veri. Lorenzo ha questa casa bellissima sulle colline di Impruneta, ci sono dei colori e delle atmosfere che si sposerebbero perfettamente con il matrimonio che desidererei. A Roma sarebbe più mondano, invece non vorrei, lo è già stato il primo. Questo è un altro tipo di amore. L'amore della consapevolezza, della maturità, per me l'amore della verità".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

RomaToday è in caricamento