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Cultura

La Roma di Eva Grimaldi

Attrice, nata in un piccolo paese in provincia di Verona, si trasferisce nella Capitale nell'85. Da 11 anni vive a Garbatella, il suo posto del cuore

Da Nogarole Rocca, in provincia di Verona, a Roma sono 480 chilometri, quelli che una giovanissima e semisconosciuta Eva Grimaldi - appena lanciata dal programma 'Drive In' - nel 1985 percorse insieme al sogno del cinema. La prima casa "proprio fuori", i primi passi a Cinecittà, dove arrivò in metropolitana per fare il provino con Fellini, "vestitino bianco attillato e seno imbottito come Anita Ekberg".

L'incontro più bello, però, fu quello con il suo idolo Riccardo Cocciante, "inseguito con la macchina fino a via di Vigna Stelluti", nel cuore invece un Natale in piazza San Pietro con la mamma, quando al ritorno fece l'autostop e "si fermò una Panda con tre preti". Una Roma che l'ha accolta "come una mamma" e nel 2010 le ha fatto incontrare al Gay Village, "un grande posto che oggi manca" Imma Battaglia, a cui è unita civilmente da due anni. Con lei vive a Garbatella, dove dice di aver "trovato l'America".

Tra pochi giorni festeggi due anni di unione civile con Imma. Un anniversario che ha un significato importante, sia d'amore che di conquiste...
"Assolutamente. Il 19 maggio facciamo due anni di unione civile, ma stiamo insieme da dieci. Quel giorno è stato un inno all'amore e lo abbiamo vissuto in modo magico".

Da poco vi siete trasferite in una nuova casa.
"Sì, da pochissimo, a Garbatella. Ce la stiamo curando come fosse la nostra bambina. E' bellissima, piena di piante e di fiori".

Prima abitavate sempre a Garbatella?
"Sì, sono undici anni che siamo qui. E' una zona che non conoscevo, me l'ha fatta scoprire Imma nel 2010. Bellissima, c'è tutto: i negozi, questi piccoli alimentari che hanno qualsiasi cosa, le trattorie. E poi è come un paese, ci si conosce tutti".

Sarai un'esperta di trattorie ormai...
"Trattorie, osterie, andiamo spesso, ma amo anche il ristorante napoletano sotto casa, Friendo".

E la colazione?
"Colazione a casa, rigorosamente con la moka. All'orario dell'aperitivo però mi trovi al bar a Largo delle Sette Chiese, fanno degli spritz pazzeschi".

Dove è nato invece il vostro amore?
"In un grande posto, al Gay Village. Immerso nel verde e nei colori".

Un posto che manca oggi a Roma?
"Un grande posto che manca".

In che anno ti sei trasferita?
"Sono arrivata a Roma nell'85, avevo appena fatto 'Drive In'. Devo dire che questa città mi ha accolto subito. E' una mamma che ti abbraccia sempre, forse un po' anzianotta adesso, ma sempre una mamma. La prima casa era proprio fuori, a Zagarolo, ma ne ho cambiate di zone. Ho vissuto a Prati Fiscali, Cortina d'Ampezzo, anche in centro".

Era la Roma di Cinecittà quella...
"Sì, che bella. Non era più la Dolce Vita, ma era la Roma di Cinecittà, del cinema. Fellini ancora girava. Ho dei ricordi bellissimi di quegli anni. Quando sono arrivata sono entrata subito nel frullatore del lavoro. I miei amici erano Piero Tosi, costumista premio Oscar, Bolognini, Dario Bellezza. Era una Roma fatta di cene, di incontri e ritrovi fra attori, registi, scrittori. Certe mangiate. Andavamo sempre a via del Governo Vecchio, da Cicciabomba, un piccolo ristorante che non c'è più".

Qual è il tuo primo ricordo di Roma?
"Un Natale a piazza San Pietro con mamma. Quello è il mio primo ricordo e anche il più bello, ancora oggi mi commuovo. In quella piazza piena di fedeli mi resi conto per la prima volta che ero in una città straordinaria, importante. E poi la gioia di vedere mia madre lì. Lei era molto cattolica. Ricordo che finita la messa non c'era un taxi per tornare a casa, tutte le macchine che passavano erano guidate da preti. Decisi di fare l'autostop, mamma mi disse 'ma si' tu mata'. Si fermò una Panda con tre preti, ci accompagnarono loro alla fermata dei taxi vicina".

Ci torni mai a San Pietro?
"Ogni volta che posso. Quella piazza ti riempie il cuore, ti dà la forza. Quando sono in crisi con me stessa prendo la macchina, vado a via della Conciliazione, parcheggio un secondo, scendo, mi affaccio a piazza San Pietro e prego. Anche solo per un minuto".

Sei arrivata a Roma a 24 anni, lasciando la tua famiglia. Ne hai trovata un'altra qui?
"Mi sono sempre appoggiata al mio manager, Alberto Tarallo. E' stato il mio agente, il mio tutore, era il mio punto di riferimento. Siamo cresciuti insieme. Si prendeva cura di me, è stato come una grande mamma. Poi a Verona avevo comunque i miei tre fratelli a cui dovevo dire tutto, chi frequentavo, perché lo frequentavo. Non sono mai stata abbandonata a me stessa".

E' stata dura all'inizio?
"I primi tempi sono stati duri, ma ero forte. Venivo, vengo, da una famiglia con tanti valori importanti e mettevo in atto quello che avevo imparato. E' stata dura più che altro non farsi trasportare da cattive compagnie, purtroppo Roma come tutte le grandi città di notte è pericolosa quando sei molto giovane. Era tutta una festa, 'volemose bene, volemose bene', e c'erano sempre dei secondi fini. Dalle esperienze negative però impari".

Ne hai avute tante in quel periodo?
"Diciamo che mi hanno rovinato gli amori romani, quello sì. Galeotta è Roma di notte. Galeotto il Pincio, ma galeotto tutto".

Hai ceduto al fascino del romano.
"E beh, ma come si fa? Il romano è romano. Ti sorride, ti coinvolge, ti fa divertire. Il romano poi ti conquista a tavola, ti fa mangiare, bere, è di compagnia".

Dopo un anno che eri a Roma Federico Fellini ti ha scelta per un suo film.
"Quando ho fatto il provino con Fellini andai in metropolitana. C'è la fermata proprio davanti a Cinecittà. Misi questo vestitino bianco, attillato, non so con quale coraggio. L'incoscienza della gioventù che a volte serve, a me è servita molto. Andai in metro così, mi ero imbottita il seno tipo Anita Ekberg e andai all'appuntamento con Fellini. Lui mi chiese: 'Bellina, hai preso un taxi?'. Gli dissi: 'No maestro, sono venuta con la metropolitana'. 'Vestita così?' mi rispose. Ero molto ingenua. Avevo 25 anni".

L'incontro in città che ti ha lasciato senza parole?
"Ah, bello questo. Ero a via Cortina d'Ampezzo, abitavo a via Vallombrosa a quei tempi. Vedo sbucare da una curva una macchina con dei ricci dentro, non vedevo neanche il viso. Guardo bene nell'auto ed era Riccardo Cocciante. Io impazzita, ero una sua fan. Salgo di corsa in macchina e gli vado dietro tipo stalker. Avevo il cuore a mille. Lo inseguo fino a via di Vigna Stelluti, poi si ferma a un bar. Mi fermo anche io e mi presento. Per fortuna mi conosceva, io pensavo di no. Dissi: 'Guardi, sono una sua fan. Quando facevo la benzinaia venni a un suo concerto, mi feci fare l'autografo sulla mano e non me la lavai per una settimana'. Facendo la benzinaia pensa quanto sporca poteva essere. Lui contentissimo. E' stato meraviglioso quell'incontro".

Oggi si parla di cat calling, ma a Roma il complimento in strada è quasi d'obbligo. Ricordi il più divertente che ti hanno fatto?
"Sì, in effetti mi è capitato tante volte. La più divertente è stata quando mi hanno urlato una parola, in romano, ora neanche me la ricordo, ma mi ricordo che ringraziai tutta contenta, sorridente, poi chiesi il significato e mi dissero che era una parolaccia. Sono rimasta malissimo (ride, ndr)".

Qual è la cosa che più ti piace di Roma?
"Tutto. Mi piacciono gli odori di Roma, i colori, l'architettura, la storia. Adoro Roma di notte, è meravigliosa. Penso che sia la città più bella del mondo, anzi te lo dico con assoluta certezza".

E dei romani?
"I romani so' simpatici, non sono impegnativi. Mi hanno sempre divertito tanto. Devo dire però che è difficile trovare un romano vero, molti hanno origini del sud. Di romani da sette generazioni ne ho conosciuti pochissimi".

Dopo 36 anni ti senti un po' romana anche tu?
"Io, con grande rispetto, mi sento sempre ospite. Sono arrivata a Roma in punta di piedi, chiedendo, e sono ancora così. Il mio cuore batte per Verona".

Il posto del cuore in città?
"Dove vivo, a Garbatella. Mi sono innamorata subito di questo quartiere, è stato un coup de foudre. C'è l'antica Garbatella costruita da Mussolini, i villini meravigliosi, delle piazzette stupende. In qualsiasi angolo della Garbatella sto bene".

Quindi ti senti più di Roma sud, lo possiamo dire?
"Roma sud tutta la vita. Bellissima Cortina d'Ampezzo, anche il centro è meraviglioso, ma Garbatella è funzionale oltre ad essere stupenda. Ho trovato l'America. C'è tutto, anche shopping lo faccio qui. Se invece non trovo qualcosa vado a viale Europa, dove ci sono dei negozi molto belli".

A proposito di posti del cuore, con Imma ne avete uno fuori Roma...
"Labico, dove ci siamo unite civilmente, al resort di Antonello Colonna. Quello è il nostro posto segreto che ormai non è più segreto. Una volta al mese andiamo, ci rigeneriamo e ci facciamo coccolare. E' un posto bellissimo".

Se tornassi indietro risceglieresti questa città?
"Certo, è la città più bella del mondo. Roma mi ama e io vado dove mi amano. E poi mi ha accolto ed è questa secondo me la vera forza di Roma".

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