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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cultura

La Roma di Diana Del Bufalo

Attrice e conduttrice, romana, è cresciuta fra Trigoria e l'Eur e non lascerebbe mai Roma sud

Se fosse nata a Milano, Diana Del Bufalo sarebbe stata "una fighetta, non così pigra". Invece è orgogliosamente di Roma sud. Cresciuta fra le campagne di Trigoria - "in mezzo alle pecore" - e l'Eur, dove ha trascorso l'adolescenza, Ponte Milvio e dintorni sono "troppo lontani" e alle discoteche più in voga ha sempre preferito il Palacavicchi. "Una roba pazzesca" che "quelli dello Shari Vari se lo sognano". Il bacio più bello "davanti ai fori imperiali", le vasche a viale Europa, le serate con gli amici nella galleria d'arte del fratello, a Lungotevere, "una seconda casa", e i pasticciotti "che te dico fermate" al bar vicino casa sua, scoperto grazie a un australiano in vacanza a Roma con cui adesso si frequenta. In scena al Teatro Brancaccio, fino al 6 febbraio, con 'Sette spose per sette fratelli', nel cast della seconda stagione di Lol, su Amazon Prime, è una delle attrici più poliedriche del panorama cinematografico e televisivo attuale, con la comicità nel sangue. E questo anche grazie alla sua città, perché "la romanità fa ridere".

Al Brancaccio con 'Sette spose per sette fratelli'. Com'è questa prima volta a teatro?
"Un sogno che diventa realtà. Avevo sempre desiderato fare teatro, ho fatto tanti provini per musical ma non mi avevano mai preso. Ad oggi posso dire che forse non ero pronta. Sono felice che la mia prima volta sia con 'Sette spose per sette fratelli' perché al di là del fatto che adoro il film originale, che guardo in continuazione con mia madre, Luciano Cannito e Peppe Vessicchio sono una garanzia. Sono due persone che adoro, ho fatto 'Amici' con loro, nel 2010. Lavorare con chi vibra sulle nostre stesse frequenze è essenziale. Prima di entrare in scena, la sera della prima, ho rischiato di svenire svariate volte, non mi sentivo più il sangue nelle mani".

Il palcoscenico è diverso dal set...
"E' tutta un'altra storia. Quando altri colleghi attori mi dicevano che il teatro è un'altra cosa avevano ragione. E' proprio così".

A febbraio invece ti vedremo tra i protagonisti della seconda stagione di Lol. Non ti viene già da ridere?
"Da piangere, perché è difficilissimo. Quando ho visto la prima stagione pensavo a quanto è complicato stare lì dentro e non ridere. E' proprio un dolore fisico non poter ridere, soprattutto con persone che conosci già. Gli altri li conosco e mi fanno tutti ridere. L'ho voluto fare come esperienza di vita unica".

Sei un'attrice ma la comicità ce l'hai nel dna. In questo quanto è stata ed è importante Roma, la tua città?
"Prima di tutto ho due genitori molto comici, due pazzi, e quindi ridere è sempre stato di casa. Fin da piccola mi piaceva intrattenere ed ero molto comica. Poi ovviamente anche Roma ci ha messo e ci mette del suo. Me ne rendo conto quando le persone ridono molto di più se parlo in romanesco. Non ho un accento marcato, capisci che sono romana solo quando mi sbrodolo un po' di più e quando senti qualcosa in dialetto effettivamente è più comico. La romanità fa ridere".

In quali occasioni ti 'sbrodoli' e parli romano?
"Quando magari sbotto, allora dico la parolaccia in romano, ma non è mai volgare. Il romanesco diventa subito comico e in questo credo siano stati fondamentali i tanti comici romani che abbiamo avuto, straordinari, da Sordi a Proietti. Ormai è nell'idea collettiva che il romano fa ridere".

Qual è la cosa più comica di Roma?
"Il traffico. O meglio, le persone nel traffico. Te mandano a fan*** con un attimo. Quando scatta il verde a Roma non puoi essere distratta, è subito un 'aoh e parti'. La reazione delle persone nel traffico mi fa molto ridere".

Dei romani cosa ti piace?
"Adoro il loro essere piacioni. Ci provano sempre. Bello. La stessa cosa la noto a Napoli, meno invece al nord. Questo essere calorosi, avere la battuta pronta, anche quando entri a prendere un pezzo di pizza o al bar. Al romano la battuta gli piace proprio".

Roma, oltre che comica, è anche romantica. Il bacio più bello dove?
"Davanti ai fori imperiali. Avevo 18 anni. Stavo con un ragazzo che avevo conosciuto in discoteca, allo Shari Vari. Ci scambiammo il numero, qualche messaggio, e la nostra prima uscita fu lì. Che bello quel bacio, sotto le stelle, romantico, ancora me lo ricordo".

Si rimorchiava in discoteca invece che su Tinder...
"La discoteca non mi è mai piaciuta, ma quando ero pischella le mie amiche ci volevano tanto andare e per uscire con loro ci andavo anch'io. Non mi piaceva quella musica, preferivo andare al Palacavicchi e ballare la salsa, il merengue, cose molto più orecchiabili. Bello lo Shari Vari eh, per carità, poi conoscevo tutti, c'era tutta gente dell'Eur, mio fratello con gli amici, però quel 'tunz tunz' lo odio. Al Palacavicchi invece mi divertivo da morire, c'erano questi brasileri che ti facevano ballare. Una roba oltre. Quelli dello Shari Vari se lo sognano".

Sei cresciuta all'Eur quindi?
"Sono cresciuta fra Trigoria e il Divino Amore, in aperta campagna. Abito lì da sempre, nella stessa casa. I miei si sono trasferiti e io sono rimasta. Ho fatto le elementari al Britannia International School of Rome, una scuola inglese che sta proprio dove abito io, in mezzo alle pecore, le medie alla Montezemolo, il liceo invece al San Giuseppe del Caburlotto, a Quarto Miglio, dalle suore. All'Eur ci ho trascorso l'adolescenza, quando si usciva si andava lì, da Palombini, per i negozi di viale Europa, oppure ci mettevamo davanti alla basilica dei Santi Pietro e Paolo".

Ti facevo più da Roma nord...
"Io Roma nord non la conosco minimamente. Così come quelli di Roma nord non conoscono Roma sud, ma è normale. Siamo quasi due paesi opposti. Non ci vado mai, è pure lontana".

Al Palacavicchi ci sei più tornata?
"No e mi piacerebbe tanto tornarci. Ultimamente ho preso lezioni di salsa e bachata con Oscar, un maestro brasiliano".

Colazione a Roma sud. Dove?
"Vicino casa mia c'è un bar che adoro, Pandolce. Fanno dei pasticciotti pugliesi che te dico fermate. Una roba pazzesca. E pensa che non lo conoscevo, me l'ha fatto scoprire il ragazzo con cui mi sto frequentando, che è australiano e vive a Los Angeles. Il bar vicino casa mia, a Roma sud, me l'ha fatto conoscere uno che viene dall'altra parte del mondo".

Questa è una notizia. Chi è il fortunato?
"Si chiama Benjamin. Ci siamo conosciuti mesi fa durante una sua vacanza a Roma".

Pensa che ti volevo chiedere se avessi mai perso la testa per un turista...
"Eh sì (ride, ndr). Abita a Los Angeles, lavora lì, ma ci vediamo spesso. Adora l'Italia e quando può torna".

Vai pazza per i pasticciotti, ma passiamo al salato. A cena dove vai?
"Vado sempre in un ristorante vegano nel quartiere Ostiense, Romeow Cat Bistrot. Amo Valentina, la proprietaria, e poi si mangia davvero bene".

Sei vegana?
"Vegetariana, da 9 anni".

Allora della cucina romana neanche te lo chiedo...
"Cucina romana no, ma per la cacio e pepe faccio uno strappo. L'ho amata tanto eh, e non sono neanche fiscale, però preferisco evitare la carne. Ma il debole per la cacio e pepe resta".

Luogo del cuore?
"La galleria d'arte di mio fratello, a Lungotevere. Sta vicino Teo, a piazza dei Ponziani. E' bellissima, per noi è come una seconda casa. Spesso siamo lì con gli amici, c'è il pianoforte, suoniamo, cantiamo. E' il nostro ritrovo".

Sei tifosa?
"No, però se dovessi tifare tiferei per la Roma".

Come mai?
"Per le leggende che ci hanno giocato. Totti. E poi ho sempre avuto amici che tifano Roma, quindi alla fine mi sento un po' romanista anch'io".

Se fossi nata a Milano che Diana Del Bufalo saresti stata?
"Una fighetta, molto più firmata, molto dinamica. Milano è sveglia, veloce, sicuramente non sarei stata così pigra. Milano mi piace, ma chiaramente tutta la vita Roma".
 

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