Cultura

La Roma di Anna Falchi

Conduttrice e attrice, vive nella Capitale da trent'anni. Romana d'adozione, laziale per destino

Vacanze romane per Anna Falchi, che per il secondo anno consecutivo torna al timone di uno dei programmi estivi di punta di Rai 1, 'Uno Weekend' - in onda il sabato e la domenica mattina - al fianco di Beppe Convertini. "Gite fuori porta e un po' di mare a Santa Severa o a Marina di San Nicola" nei giorni liberi, ma anche qualche piccola fuga in Romagna, dove è cresciuta prima di trasferirsi a Roma agli inizi della sua carriera. La prima casa, "da bohémien", a via Margutta, gliela trovò Federico Fellini, da anni invece vive nel quartiere Prati e non si sposta da Roma nord "perché è più vicina allo stadio". "Ufficialmente laziale dal '96", si innamorò della squadra per i colori che le ricordano la sua Finlandia - dove è nata - ma anche per Simone Inzaghi e per "fare un dispetto" al fratello romanista. Amatissima dai tifosi biancocelesti, un certo debole ce l'hanno anche i cugini lupacchiotti che quando la incontrano le rimproverano "solo un difetto".


'Uno Weekend' è partito con ottimi ascolti. Il pubblico apprezza la coppia Falchi-Convertini...
"Siamo molto contenti. Il primo weekend è andato bene, missione compiuta. C'era tanta attesa, adrenalina, era comunque una nuova sfida. Ci fa piacere che stiamo ottenendo dei buoni risultati. Stiamo cercando di coinvolgere tante persone, di puntata in puntata, e sono sempre tutti molto entusiasti di partecipare al nostro programma. Un programma di intrattenimento, che fa compagnia ma dà anche molti consigli utili".

Un'estate di lavoro. Vacanze romane?
"Sì, farò gite fuori porta, un po' di mare, piscina. Di solito vado a Santa Severa o a Marina di San Nicola. Qualche giorno andrò in Romagna, un po' di tempo in mezzo alla settimana riesco a ritagliarmelo. Quando gli altri tornano dal weekend io parto".

Dove vive?
"Quartiere Prati. Me ne sono innamorata anni fa. Ho cambiato diverse case qui, ora sto a Prati-Della Vittoria, è proprio un'altra storia: porto sempre mia figlia a scuola a piedi, faccio una vita tranquilla. Ho i miei negozi di fiducia, Mario il macellaio, Benito dove prendo il vino, tutti posticini dove faccio la spesa. Per me è il massimo la vita di quartiere. Ho molti amici, ci conosciamo tutti, ci si sorride. E' l'ideale trovare una propria dimensione nel quartiere in cui si vive".

La carne da Mario, il vino da Benito, la colazione al bar invece?
"Ne ho diversi. Spesso vado da Pontisso, dove si incontrano molte persone del nostro lavoro, ma a volte è impegnativo perché diventa una 'pierrata' continua. Ti ritrovi a parlare di lavoro magari la mattina quando ancora devi prendere il caffè e scendi in tuta. Non è il massimo".

Da quanto tempo vive a Roma?
"Ci pensavo proprio l'altro giorno, ormai sono più romana che romagnola. Sto qui da trent'anni".

La prima casa?
"Al centro storico. La mia casa da bohémien, dove vivevo quando ero ragazza e che mi ha portato molta fortuna, era al civico 17 di via Margutta. Una casa che mi è rimasta nel cuore e che sono riuscita a trovare grazie al maestro Fellini".

Le trovò casa Federico Fellini?
"Io venivo a Roma solo qualche volta in mezzo alla settimana, a fare i provini. Vivevo con mia mamma, in quel periodo eravamo nelle Marche. Feci lo spot con Fellini, il mio secondo lavoro dopo il film che avevo fatto con Marco Risi, 'Nel continente nero'. Sapeva che cercavo casa e mi diede il numero di telefono di una ragazza che affittava un piccolo appartamento dove abitava lui, in via Margutta appunto. E così è stato. Ho vissuto lì per 14 anni. Lui è venuto a mancare l'anno dopo, fu un enorme dispiacere per me. Sono molto legata a Fellini".

In quegli anni chi era il suo punto di riferimento in città?
"Ho avuto un grande maestro di vita, che era il principe Dado Ruspoli. Era già molto grande quando lo conobbi ed era buffo che una ragazzina, come ero io allora, aveva un amico così adulto. Però lui mi ha affascinato con i racconti della Roma che aveva vissuto, dei bei tempi, attraverso fotografie e storie, quando c'era ancora la Dolce Vita. Lui mi ha insegnato davvero tantissimo. Ogni volta che passo a Palazzo Ruspoli a via del Corso il mio pensiero va a lui".

Le manca il centro?
"Il centro che ho vissuto io era ancora bello e romantico, ora è diverso e non lo rimpiango. Quelli erano anni davvero speciali. Mi ricordo che anche lì andavo alla bottega sotto casa a comprare le cose, giravo a piedi, compravo i fiori, facevo colazione da Canova la mattina, incontravo i grandi artisti, da Fellini in giù, perché non si può dire in su. E' stato un periodo molto romantico".

Dal centro a Roma nord?
"Sì, poi ho sempre vissuto a Roma nord, anche perché sta vicino allo stadio (ride, ndr)".

Sa di essere una delle donne più amate e desiderate dai romani?
"Dai laziali magari. I romani non romanisti sicuramente. Quella fetta di pubblico penso che mi voglia bene, c'è sempre una grande dimostrazione per strada quando mi incontrano. 'Sempre forza Lazio' mi dicono e io rispondo 'Sempre', facendo il pollice in su. Ormai è un saluto classico".

Credo che piaccia anche ai romanisti...
"Loro quando mi incontrano mi fanno i complimenti e mi dicono 'Peccato che c'hai solo un difetto'. Allora capisco che sono romanisti".

Il complimento più divertente?
"Una volta mi ha fatto divertire molto un ragazzo che mi ha detto: 'Aoh, stai come Cenerentola'. Gli ho chiesto il perché e mi fa: 'Na favola'. Quella fu una delle prime battute che mi fecero per strada, ancora non le capivo. Poi ho iniziato a entrare nel vortice dei romani".

Che rapporto ha con i romani?
"Un ottimo rapporto, anche se è difficile trovare i romani da sette generazioni. C'è sempre qualche piccola contaminazione".

Invece con Roma?
"Sono molto legata a questa città, mi ha adottata. Mi ha portato tanta fortuna e gliene sarò sempre riconoscente. E poi è la città più bella del mondo. Io mi sveglio molto presto la mattina e quando posso prendo la macchina a quell'ora, con mia madre, e facciamo le turiste. Andiamo in giro quando ancora si deve svegliare, quando è tutta mia la città, come dice la canzone. E' straordinaria, ti lascia sempre sognante".

Il luogo del cuore?
"Via Margutta sicuramente. E poi mi piace molto anche Monte Mario".

Com'è nato l'amore per la Lazio?
"E' nato perché ho un fratello romanista, quindi per dispetto. Dopo un po' che vivi a Roma devi prendere una decisione: o sei della Roma o della Lazio. Mi riconoscevo di più nei colori, nell'aquila. La bandiera è biancoceleste come la mia Finlandia. Poi c'è la curva nord, io rappresento le curve nord. E' nato così e poi perché ero una grande tifosa di Simone Inzaghi e di Eriksson, svedese. Tutte cose che coincidevano un po' con la mia vita. Dal '96 sono diventata ufficialmente laziale".

E' diventata anche una bandiera della squadra. Dopo Olimpia c'è lei...
"Così dicono. Ora non voglio prendermi tutti questi meriti, ma sono sempre molto fiera di sostenere la mia squadra".

Si spogliò prima lei di Sabrina Ferilli per lo scudetto.
"Lei lanciò l'idea ma quell'anno fu sfortunato per la Roma, vincemmo noi. Improvvisai quella cosa ma era più uno sfottò, una cosa tanto per ridere. Niente di premeditato, è venuto lì per lì".

Cos'è per lei la romanità?
"E' amare questa città e non riuscire a farne a meno. A me Roma manca sempre tantissimo appena vado via qualche giorno. Non potrei vivere in nessun altro posto. Nemmeno la Romagna, a cui sono molto legata e dove ho casa, ma ormai mi sento romana a tutti gli effetti. Mia figlia poi è nata a Roma, le mie nipoti, ho tanti legami qui anche affettivi".

Come se la cava con la cucina romana?
"Molto bene, sono una brava cuoca".

Piatto forte?
"L'amatriciana e la carbonara. La carbonara a casa nostra è molto competitiva. Mia mamma, che è finlandese, ha la sua ricetta che io copio spudoratamente e devo dirti che è sempre un grande successo. Questo a detta dei romani che sono molto esigenti a riguardo. Me la richiedono proprio".

Trattoria preferita?
"Trattoria Trilussa a Trastevere. Lì ci vado per mangiare la gricia, perché non la so fare bene. Me la faccio nel padellino classico, un bel peccato di gola".

Una parola per descrivere Roma?
"Ce ne sono tante, difficile sceglierne una. Direi eterna, oppure magica. Però poi 'magica Roma', no. Diciamo allora romantica. Sì, Roma è romantica. Quando cala il sole vengono fuori dei colori che ti lasciano ogni volta così, esterrefatta".

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