Gigi Proietti: "Anziani dimenticati perché non consumano. Politici? Mai visti a teatro"

In un'intervista a I Lunatici, programma su Rai Radio 2, Gigi Proietti racconta la sua fase 2 ed esprime il suo parere su anziani, bambini, politici, teatro e mascherine

"Come è andato il mio inizio di fase 2? Per me non è cambiato nulla". Gigi Proietti ha esordito così ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format "I Lunatici", programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio

La vita dell'attore romano non è cambiata molto lo scorso 4 maggio: "Sono rimasto sempre a casa - ha affermato - ringraziando il cielo ho un po' di giardino, sono stato abbastanza fortunato. Poi con queste cose grazie alle quali ci si vede tramite uno schermo, viene tutto più comodo. Si può andare a trovare i parenti, i congiunti. Ma bisognerebbe andare a cercare anche i congiuntivi oltre che i congiunti. Non amo molto i talk show, sono praticamente assente, non vado mai, onestamente non ho nessun discorso da fare alla Nazione, invidio chi ci va ed è depositario di grandi verità. Io non ho grandi verità, ho dei dubbi, ma andare ad esternare i propri dubbi in televisione mi sembra assurdo". 

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Gigi proietti sugli anziani: "Non consumano e non vengono considerati"

Gigi Proietti ha dedicato alcune parole anche agli anziani: "Questo momento ci ha fatto accorgere che in effetti normalmente gli anziani non vengono trattati bene. Non è una cosa che accade solo in questo momento. Accade da sempre. Il punto - ha sottolineato il maestro Proietti - è che le grandi civiltà mettono al centro gli anziani e i bambini. Devono essere quasi ritenuti sacri. Altrimenti è barbarie. Non è possibile concepire un sostegno soltanto per le persone che producono. E' massacrante, è una cosa assolutamente barbara. Un tempo anche i neonati venivano trascurati, poi ci si è reso conto che potevano esserci business da fare con pannolini, pappette e pomate. Invece gli anziani non consumano e per questo non vengono considerati".

Sempre parlando degli anziani Proietti ha aggiunto a Rai Radio2: "Non ho mai amato quando si dice 'i nostri vecchietti'. Ma vecchietto sarà lei. Credo veramente, da sempre, che nella civiltà contadina, dalla quale noi veniamo, l'anziano era importante, aveva un suo ruolo preciso. Invece adesso no. Il concetto dell'usa e getta non mi piace". 

La crisi del teatro

In un periodo come questo, non semplice per la cultura e per il teatro in particolare, Gigi Proietti ha aggiunto: "Il teatro non è che prima del virus conoscesse chissà quale sostegno. La cultura teatrale italiana aveva il minimo indispensabile. Quando si parla di cultura si arriva al massimo fino al cinema. Il teatro non viene nemmeno nominato. Quando sento politici che parlano di teatro, mi viene da rispondere 'io a te a teatro non ti ho mai visto'. Qualche politico sì, ma pochissimi. Eppure sono quasi 50 anni che faccio questo mestiere. Se non altro approfittiamo di questo periodo per fare in modo che le istituzioni si accorgano di noi. Bisogna discutere con serenità ma anche razionalità e disponibilità. Con la voglia di aiutare. Un po' come il turismo. L'industria del turismo soffrirà tantissimo, però anche gli altri paesi turistici stanno peggio di noi, guardate la Francia o la Spagna. Come si suol dire, mal comune... . Quello che farei è una grossissima, enorme, campagna promozionale per il turismo in Italia. Per gli italiani stessi e anche per gli stranieri. Quando è esplosa la pandemia non abbiamo fatto altro che lamentarci che non saremmo stati capaci di gestirla. E invece alla fine in un modo nell'altro è stata gestita bene. Quindi mi chiedo perché non dovremmo andare sulla Costiera Amalfitana. Ma dobbiamo pubblicizzarci bene". 

Come aveva già ribadito in occasione dei suoi auguri alla Capitale, in occasione del Natale di Roma, l'attore ha detto sul post-Coronavirus: "Se saremo migliori? Dipende da noi. Saremo migliori se vorremo essere migliori. Serve un po' di riflessione e invece qui non si è vista l'ora di uscire, di andare fuori. Come se prima stavamo come scemi ad abbracciare le persone per strada. Sì, l'espressione congiunti è stata poco infelice, ma non è quello che toglie le libertà individuali". 

Proietti: "Non vedo l'ora di avere una classe dirigente di cui fidarmi"

Proietti sulla classe politica ha detto: "Non vedo l'ora di avere una classe dirigente di cui fidarmi. Voglio poter dare la mia fiducia a chi se la merita. Sono consapevole che la perfezione non c'è, ma dovremmo tendere a questo, ad agire un po' più razionalmente. C'è confusione anche nella lettura di questa cosa qui. Sì, la comunità scientifica dice le cose, le studia, ma poi sono i politici che decidono. Ma se decidono sulla base di quello che gli dicono, non se ne può non tenere conto. E' inevitabile che accada questo. Qui sono diventati tutti virologi. Come sempre tutti diventano economisti o allenatori di calcio". 

Sulle fake news, sempre a I Lunatici, l'attore ha detto: "Facendo il nostro mestiere più che altro possiamo essere vittime di qualche pettegolezzo, qualche volta ci fanno morire, si gioca con queste cose che sono cose brutte, non sono cose delle quali poi si possa sorridere. Un tempo però eravamo meno imbocconi. Se girano le fake news è perché un sacco di gente ci crede".

La cosa che gli manca di più è riaprire il suo vecchio laboratorio dopo tanti anni: "Stavo lavorando a un paio di idee che ho dovuto interrompere. Speriamo che prima o poi riesca a riaprirlo, almeno a metà estate. Ci sono molte persone che lo aspettano, credo". 

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Sulle mascherine, infine, Proietti ha detto: "Siamo un Paese d'eccellenza nell'attività tessile, possibile mai che non ci sia stato un accordo tra tutte le varie componenti in campo per fare milioni di mascherine? Boh, magari è facile dirlo e meno farlo. Però io mi ricordo che qualche mese prima che esplodesse la pandemia, le mascherine costavano 10 centesime. Le ho dovute prendere per il teatro. Ora invece le vendono a un euro e cinquanta. E allora inizio a sospettare. Perché il guadagno è sacrosanto, ma la speculazione su una pandemia non va bene". 

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