Cultura Centro Storico / Viale della Trinità dei Monti

La Fontana della palla di cannone di Trinità dei Monti

Cosa c’entra la regina Cristina di Svezia con la Fontana di Trinità dei Monti? Hanno in comune delle palle di cannone e una curiosa vicenda.

Grazie alla sua posizione strategica, il Pincio offre un’incantevole veduta della Capitale con le sue maestose e caratteristiche cupole.

Superata la rinascimentale Chiesa della Trinità dei Monti, lungo il viale omonimo e davanti allo splendido Palazzo di Villa Medici, si erge una curiosa fontana realizzata alla fine del Cinquecento da Annibale Lippi su incarico del Cardinale Ferdinando de’ Medici, meglio conosciuta come la Fontana della palla di cannone.

Curioso è anche il segreto che nasconde!

Facciamo un salto nel passato e torniamo alla metà del 1600, periodo in cui viaggiava per l’Europa una donna molto particolare: la regina Cristina di Svezia. Non di certo conosciuta per la bellezza e femminilità (sin da piccola infatti, per volere del padre, era stata educata come un uomo), era ammirata per la sua cultura ed originalità. A seguito della sua abdicazione per abbracciare la fede cattolica, si trasferì a Roma e se ne innamorò perdutamente tanto da stabilirvisi fino alla sua morte, avvenuta nel 1689; è attualmente sepolta nella Basilica di San Pietro in Vaticano.

La regina Cristina è la protagonista di questa stravagante storia che coinvolge anche la nostra fontana. Si narra che una mattina del 1656 si trovasse sulla terrazza di Castel Sant’Angelo – all’epoca vero e proprio castello fortificato – e che solo all’ultimo momento si fosse ricordata di un appuntamento a Villa Medici con il pittore Charles Errand.

Certa che non sarebbe mai riuscita ad arrivare in tempo, decise di “bussare” al portone in un’altra maniera: fece sparare tre cannonate da Castel Sant’Angelo che puntarono dritte verso il portone di Villa Medici, per mezzo dello storico cannone ottagonale chiamato “La Spinosa” rubato più di un secolo prima alle truppe di Carlo di Borbone che da Monte Mario voleva abbattere il Castello.

Nonostante le proteste dei cannonieri, nulla si poté fare contro il desiderio della Regina. Due palle vennero sparate a vuoto, ma la terza riuscì a percorrere l’enorme distanza (circa 1,4 km) e raggiungere il portone bronzeo di Villa Medici. Ancora oggi l’impronta della palla di cannone è visibile su una delle ante.

Sébastien Bourdon, Ritratto di Cristina di Svezia, Nationalmuseum, Stoccolma-2

Un’altra versione della storia narra che la regina Cristina di Svezia, in preda alla noia, decise di indire una battuta di caccia. Non potendo recapitare personalmente gli inviti e non volendo aspettare l’andata e il ritorno di un emissario, pensò bene di sparare una palla di cannone in direzione di Villa Medici così da svegliare il proprietario.

A ricordo di questo straordinario accadimento (qualunque sia la versione reale), la palla venne conservata e posizionata nella fontana di fronte al Palazzo – fatta costruire precedentemente dal Cardinale Alessandro de’ Medici – esattamente al centro della piccola vasca, quasi a volerla far sembrare “la ciliegina sulla torta”. La palla di cannone andò a sostituire un piccolo giglio di marmo, emblema della casata de’ Medici. Ben presto, come accade quasi sempre e quasi per ogni cosa a Roma, perse il suo nome originario (Fontana di Trinità dei Monti) e le venne affibbiato un soprannome.

Oggi è infatti conosciuta da romani e turisti come La Fontana della palla di cannone.

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