Da 'Un Sacco bello' a 'Il sorpasso': quanti film sul Ferragosto romano

Da "La Famiglia Passaguai" a "Caro Diario": quando la protagonista è la capitale assolata

Dopo aver raccontato la genesi e l'evoluzione del Ferragosto dall'Impero Romano ai "giorni nostri", scopriamo quant'è stata d'ispirazione questa festività per il cinema. Il 15 agosto ha dato modo, direttamente o indirettamente, a diverse pellicole di entrare nella storia, almeno in quella della cultura popolare.

Abbiamo selezionato solo i film ambientati a Roma e dintorni: ritroverete battute familiari, citazione che riportano ad immagini ancora vivide nella mente o magari scoprirete qualche film da vedere. Procediamo in ordine cronologico.

La famiglia passaguai (1951)

Nel primo film della trilogia, Aldo Fabrizi dirige se stesso ispirandosi alla novella "La Cabina 124" di Anton Germano Rossi. Impossibile non pensare al Ferragosto in cui tutti ci siamo imbattuti almeno una volta guardando le comiche vicende della famiglia che tra ombrelloni, fettine, fritture, cocomeri, palloni, litigi e folla sudaticcia ne combina di ogni dalla città al litorale di Fiumicino, rimpiangendo Anzio. Riportiamo il monologo finale di Fabrizi:

"Ecco com'è finita, su una barca parodia d'un triremi de Bisanzio, ridotti peggio de Noè nell'Arca, quant'era meglio che andavamo ad Anzio. Comunque questo serva da lezione a chi vo' fa 'na gitarella al mare; pe sta tranquilli s'ha da fa attenzione a tante cose, ai pacchi del mangiare, a non portarsi appresso l'ombrellone, a non sbaglià cabine, nè palloni e n'altra cosa, poi, principalmente: non rompe li cocommeri alla gente!"

Ferragosto in bikini (1960)

In questo film diretto da Marino Girolami la protagonista è la spiaggia di Fregene, teatro dalla vigilia di Ferragosto di una serie di avventure di bizzarri personaggi, tra amori, tradimenti e incomprensioni. Oltre a Walter Chiari troviamo anche Raimondo Vianello, protagonista del dialogo iniziale del film. Mentre è chiuso in ufficio a sudare, arriva il suo "capo":

"- Ragionier Piccoli! Come mai ancora qui?
- Eh devo ancora quadrare queste cifre, dottore.
- Ma potrebbe togliersi la giacca almeno, con questo caldo!
- Ah no grazie dottore a me in ufficio piace stare in ordine.
- Senta domani è Ferragosto: ma perché non se ne va a Fregene a raggiungere sua moglie?
- Non posso andare, c'è il consuntivo del bimestre. Anzi stasera me lo porto a casa così domani lo finisco.
(...)
- Se avessi una mogliettina come la sua, me ne infischierei del consuntivo. Osteria, se me ne infischierei... Lei è geloso?
- Io geloso? Ma per carità...
- Meglio così. Certo, la signora Paola è una donna superiore ad ogni sospetto, ma domani è Ferragosto: tutti quei bruti che vanno al mare..."

Il sorpasso (1962)

Il capolavoro di Dino Risi costituisce uno degli affreschi meglio riusciti e più conosciuti del tema che trattiamo e non solo. Pensate che il soggetto del film era stato scritto per Alberto Sordi, poi sostituito da Vittorio Gassman. In questa avventura "on the road" all'italiana, Gassman si rivolge al compagno di viaggio:

"-Senti che t'ho pensato: è quasi l'una, tu dove mangi?
- A casa.
-Uscendo dal bagno ho dato una sbirciata al frigorifero: c'hai due uova e un limone. Invece mangiamo un boccone insieme e poi ti riaccompagno. Eh? Qui vicino a San Pietro c'è una trattoria...
(Passano davanti alla trattoria ma...)
- Ma che fate avete chiuso?
- Nun se magna (avverte la signora, risentita, mentre mangia e parla con la bocca piena)
- E perché?
- Pure noi ch'avemo diritto a fa vacanza un giorno, che ve credete?
-Ma quale diritto?
- Er diritto de li mortacci tua! E de tu nonno!"

Quelle strane occasioni - L'ascensore (1976)

Nel film ad episodi diretto dai registi Luigi Comencini, Nanni Loy e Luigi Magni, c'è la famosa scena dell'ascensore con protagonisti il "monsignore" Alberto Sordi ed una provocante Stefania Sandrelli. Quando restano chiusi dentro la cabina Sordi inizia a suonare l'allarme, ma la Sandrelli:

"- Ma che si suona che il portiere non c'è!
- Beh non c'è il portiere. Un inquilino, un passante, qualcuno sentirà il campanello.
- E invece non ci sente proprio nessuno, gli inquilini sono andati tutti in vacanza. Non l'ha visto il garage?
- Oh che bellezza. Tenga presente che siamo sotto Ferragosto: oggi è 14, il 15 l'Assunta, il 16 è sempre festa... prima del 17 non potremo uscire..."

Casotto (1977)

Troviamo Ugo Tognazzi, Gigi Proietti, Michele Placido, Carlo Croccolo, Ninetto Davoli, Franco Citti e una giovanissima Jodie Foster nel film diretto dall'allievo di Pier Paolo Pasolini, Sergio Citti. Nell'intimità che non c'è di una cabina collettiva presso una spiaggia di Ostia, si alternano tutti i personaggi: cercano di risolvere i propri problemi o di raggiungere i propri scopi, mentre si spogliano e si rivestono, illudendosi di piegare la realtà alla propria personale visione delle cose, mentre sono lontano dalla vita di tutti i giorni, nella breve parentesi festiva.

Il giorno dell'Assunta (1977)

Meno nota la pellicola di Nino Russo, che racconta un viaggio onirico. Prima "la proiezione nella proiezione" di un filmato che illustra il comportamento religioso e sociale dei suoi compaesani in occasione della ricorrenza. Poi due uomini che vagano per una Roma deserta, ascoltando nastri e citando brani di scrittori fino a quando, di sera, la città riprende ad animarsi e i due tornano alle rispettive vite.

Un sacco bello (1980)

Ed eccoci al film forse più citato (anche da noi) durante questo periodo. Carlo Verdone esordisce alla regia, si dirige ed interpreta tre personaggi indimenticabili alle prese, in maniera diversa, con la "Roma ferragostana": Enzo, Leo e Ruggero.
Enzo ha un solo obiettivo per Ferragosto: andare a Cracovia! Ma il suo compagno di viaggio ha una "crisi":

"-Senti Enzo, io mi sento proprio scarico per questo viaggio.
- È perché sei nervoso...
-Ma no è che per andare dove scusa? A Cracovia... Io non ci ho dormito tutta la notte.
- È perché sei troppo nervoso: tiè, fumate na sigaretta a' milanè...
- No sei tu che non capisci che quelli lì sono un altro popolo, sono un'altra razza. E poi la lingua scusa: che cos'è che andiamo a dirgli noi a quelli lì?
- Mica te ce facevo così regazzino eh...
- Ma non è vero, è che proprio io non sono più un ragazzino, non ho più l'età, ecco. Scusa ma perché non ci vai da solo?
-  Vabbè allora a sto punto mannamo tutto quanto a monte, io me vado a rispoglià e vorrà dì che er Ferragosto m'o' passo da solo a letto..."

Caro Diario (1993)

Nanni Moretti per la Roma di Ferragosto ci gira con la sua Vespa, "guardando le case" e riflettendo sulla propria vita. Durante una di queste improvvise riflessioni, ad un semaforo, scende dalla Vespa, si avvicina ad un signore in macchina in attesa del verde e:

"- No, sa cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste: cioè che io, anche in una società più decente di questa, mi ritroverò sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso di quei film dove c'è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un'isola deserta perché il regista non crede nelle persone. Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre a mio agio e d'accordo con una minoranza...
-Vabbè, auguri".

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Pranzo di Ferragosto (2008)

Dalle strade all'interno di un appartamento di Roma, a Trastevere, dove ha luogo il film d'esordio alla regia per Gianni Di Gregorio. Un uomo di mezz'età vive con la madre vedova, una nobildonna decaduta e capricciosa. Per questioni di denaro si trova a dover accogliere in casa per Ferragosto tre anziane signore, con tutto ciò che ne consegue.

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