Cultura Prati / Via Podgora

Fedez doma la Rai nell'ultimo murale di Harry Greb

"Non è la Rai" è l'ultimo murales dell'artista Harry Greb apparso nei pressi di Viale Mazzini che raffigura Fedez sopra un cavallo simbolo della Rai

“Non è la Rai” non è più soltanto il noto programma televisivo andato in onda dal 1991 al 1995, ma è anche il titolo dell’ultima opera dell’artista Harry Greb.

Non è la Rai

Cavalcando, il tema caldo degli ultimi giorni, la censura e lo scontro fra Fedez e la Rai durante il Concerto del Primo maggio, Harry Greb ha realizzato un nuovo murales in Via Podgora a pochi passi dal Viale Mazzini storica sede della Rai dal titolo "Non è la Rai". Il murales ritrae Fedez che doma un cavallo, simbolo della Rai. Sul cavallo si leggono tante scritte: “Censura tv pubblica + bugie pubbliche”, “Provita o profitti?”, “Stop omofobia”, “Diritti dei lavoratori”, “Ddl Zan”, “Riforma lavoratori spettacolo”. Fedez invece è raffigurato con un microfono rosso, il cappellino che lo contraddistingue, delle Nike leopardate e la bandiera arcobaleno, la bandiera della libertà simbolo dell’orgoglio e dei diritti gay. 

Harry Greb 

Harry Greb è un creative designer e le sue opere sono conosciute in tutta Roma. Fra le sue opere più famose ricordiamo le opere omaggio al Maestro Ennio Morricone e a Diego Armando Maradona, oppure il murales dedicato a Nicolò Zaniolo calciatore della Roma e promessa del calcio italiano. Impossibile non citare i murales dedicati a Papa Francesco o quello dedicato a Gigi Proietti al Tufello.

Contattato da Romatoday Harry Greb ha dichiarato di aver realizzato il lavoro riflettendo su ciò che è accaduto. Cercando di fotografare, a suo modo un momento significativo. "Ho ritenuto che la disputa meritasse una riflessione visto i temi toccati e vista la dinamica della contesa. Non si tratta infatti di prendere parte o posizione su tematiche che dovrebbero essere universalmente condivise, battaglie di tutti, indipendentemente dallo schieramento politico" - sottolinea Greb. "Da spettatore ho assistito ad una sorta di scontro generazionale tra chi cerca di preservare un tipo di comunicazione vetusta e un’identità di TV generalista e chi invece usa gli attuali mezzi, social o palco che sia, per esprimere il proprio dissenso" - continua l'artista - "Quindi Fedez cavaliere griffato senza macchia e senza paura che cerca di domare il cavallo Rai sul quale appaiono le scritte inneggianti a temi troppo spesso sottaciuti e sui quali tutti noi vorremmo avere un’ informazione migliore, è secondo me l’emblema di ciò che sta accadendo".

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