Equilibrio Festival porta l'aurora boreale a Roma: i Paesi Nordici protagonisti all'Auditorium

All'Auditorium Parco della Musica dal 10 al 26 febbraio sei spettacoli di danza contemporanea, light & visual art e sound performance. Tutto il programma

Febbraio è il mese della danza contemporanea all’Auditorium Parco della Musica e per il terzo anno Equilibrio Festival si presenta con una formula ambiziosa e sfaccettata, completamente rinnovata sotto il profilo tematico ed estetico con la direzione artistica di Roger Salas e focalizzata quest’anno sui Paesi Nordici (Danimarca, Finlandia, Islanda Norvegia, Svezia).

Equilibrio Festival all'Auditorium Parco della Musica

Dopo le edizioni passate consacrate alla Francia e alla Germania, la Fondazione Musica per Roma presenta un esperimento in grande scala da cui è scaturito un cartellone ampio e vario che non si concentra esclusivamente sull’oggetto principale del festival – la danza – ma anche su ciò che la circonda, la rende popolare e la differenzia dalle altre arti visive e performative in ambito globale. Il pretesto poetico dell’Aurora boreale serve a far accostare il pubblico romano al panorama culturale sempre seducente e stimolante offerto dai Paesi Nordici.

La danza delle luci ricorda l'aurora boreale

Se nel 1859, ben 160 anni fa, il cielo di Roma ospitò lo spettacolo eccezionale di una vera aurora boreale, adesso, nel 2019, la “Danza delle luci” si incarna in un selezionato gruppo di coreografi, ballerini, artisti plastici e compositori di vario orientamento che presenteranno il meglio della loro produzione. Il festival si inaugurerà il 10 febbraio con una serie di eventi, performance, istallazioni aperte al pubblico e a ingresso gratuito. 

Dal 10 al 26 febbraio andranno in scena alcune delle compagnie più importanti dei paesi nordici: MATS EK (Svezia), ZERO VISIBILITY CORP. / Ina Christel Johannessen (Norvegia), PONTUS LIDBERG & DANISH DANCE THEATRE (Svezia/Danimarca), ALPO AALTOKOSKI COMPANY (Finlandia), HALLGRIM HANSEGÅRD (Norvegia), CULLBERGBALETTEN (Svezia). Inoltre è in programma un concerto del PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble diretto da Tonino Battista che eseguirà Maa (1991) di Kaija Saariaho (Finlandia).

La danza come forma artistica si contamina così con la danza di luci e suoni dell’Aurora Boreale per dare vita a un programma ricco e innovativo: oltre agli incontri e alle numerose proiezioni di corti e di film di danza dei Paesi Nordici, la grande novità sono le istallazioni di light design e i light show.

Un festival nel festival

Dal 10 febbraio, giorno dell’inaugurazione ufficiale, il Parco della Musica si accende dei colori dell’Aurora Boreale con “Aurora Borealis Live concert” di Jacob Kirkegaard in Spazio Ascolto, la mostra fotografica Siren e l’istallazione di Irene Sousalo in AuditoriumArte, la mostra fotografica
“On thin ice” in Foyer Petrassi, l’installazione sonora “Eldfjall” di Jacob Kirkegaard nello spazio Sound Corner. E ancora la villa romana dietro il foyer archeologico farà da palcoscenico al light show “Northern Mistery” dell’artista Mads Vegas che inonderà anche tutto il porticato dell’Auditorium  con le sue istallazioni luminose. Evento speciale del festival sarà il live streaming dell’Aurora Boreale che verrà proiettata sulla cupola della sala Sinopoli in diretta dalla Lapponia.

Un festival nel festival dunque realizzato grazie alla collaborazione con le Ambasciate di Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia e con il sostegno del Nordic Council of Ministers e Nordisk Kulturfond e con il supporto di Danish Arts Agency, Visit Finland e Kone. ApeRomeo,
il noto streetfood romano, sarà presente con il suo ApeTizer, un punto ristoro dal sapore nordico firmato dallo Chef stellato Cristina Bowerman.

Equilibrio Festival: il programma

Equilibrio Festival 2019 apre con una serata dedicata al maestro Mats Ek. Il grande coreografo e regista svedese torna alla danza, dopo l’annuncio del suo addio alle scene del 2016.

Il ritorno di Mats Ek

Affiancato dalla moglie Ana Laguna e dal danzatore Yvan Auzely presenterà sul palco della Sala Petrassi tre coreografie che ben riassumono il senso della sua ricerca. La sua danza è infatti chiara, parla sempre dell’uomo, in essa ogni movimento ha una propria ragion d’essere perché serve a dire qualcosa. Danza come comunicazione per dar voce all’anima attraverso il corpo. Così in Memory un uomo segue il filo dei ricordi e il palcoscenico si trasforma nello spazio che divideva con la sua donna. Il passato diventa presente, ciò che era perduto si fonde in una nuova realtà. Nel film Old and Door un’anziana donna oltrepassa una porta che conduce a ricordi, desideri e timori. Ma che si apre anche verso spazi ignoti, stanze mai visitate prima. Infine in Axe un uomo e una donna si confrontano a partire da un’azione normale, come spaccare legna da ardere, concepita dall’uno come una questione di importanza pratica, dall’altra come un atto di violenza.

Zero Visibility Corp

Ina Christel Johannessen è una delle coreografe più note della Norvegia e una vera pioniera nel campo della danza. Con la sua compagnia Zero Visibility Corp. incanta il pubblico di tutto il mondo. I suoi lavori sono fisici, carichi di dinamismo e poesia.

Frozen Songs si ispira alla Svalbard Global Seed Vault, la Banca mondiale dei semi. Nei recessi freddi e bui della Global Seed Vault, sull’isola di Svalbard, vicino al Polo Nord, è conservata l’origine della vita. Sotto la direzione dell’ONU, qui si custodisce il futuro del mondo. In questo deposito a – 18°C sono custoditi circa 900.000 semi. Questo scenario fa da sfondo a Frozen Songs, “un capolavoro provocatorio e affascinante” realizzato dalla coreografa norvegese in collaborazione con i danzatori del suo ensemble e con i video artisti cinesi Feng Jiangzhou e Zhang Lin e il duo musicale belga Stray Dogs. Una straordinaria performance capace di dar vita a un’esperienza artistica unica incentrata su una questione quanto
mai attuale e importante: la sopravvivenza.

La danza abbraccia il cinema con Pontus Lidberg

Il coreografo, regista e danzatore svedese Pontus Lidberg si è imposto a livello internazionale come artista creativo e visionario capace di unire la danza al cinema. I suoi film The Rain e Labyrinth Within sono straordinari esempi di danza filmata. Isuoi lavori sono un concentrato di estetica nordica e teatralità, di movimento continuo dentro cui i gruppi si trasformano ed esplorano la profondità della psiche. “Un maestro del silenziosamente inquietante” è stato definito dalla critica internazionale. Siren, prende il nome dalle creature mitologiche che attiravano i marinai con il loro canto. Solo Ulisse riuscì a resistere al loro richiamo. Il lavoro evoca il desiderio di Ulisse, impossibile da soddisfare, e il canto delle Sirene come fonte di impulso creativo. Non racconta il mito ma si ispira ai suoi temi: il desiderio, la creatività e, inaspettatamente, la solitudine. Siren comprende proiezioni di film concettuali che dialogano con la danza. La Sonata per pianoforte n. 18 in sol maggiore di Franz Schubert si innesta sulla partitura originale del compositore svedese Stefan Levin.

Alpo Aaltokoski

Alpo Aaltokoski è una delle figure chiave nel panorama della danza finlandese. La compagnia, fondata nel 1995, ha portato le sue produzioni e tenuto workshop in Europa, Africa, Asia e America. Solidarietà e responsabilità condivisa sono temi ricorrenti nei lavori di Aaltokoski e costituiscono il fulcro della filosofia della compagnia, che dal 1994 porta avanti numerosi progetti pedagogici in America Centrale e in America del Sud. Brothers è una coreografia per tre danzatori uomini che prosegue il viaggio di scoperta iniziato con il duetto Together (2010) sul tema del procedere insieme. Affronta il legame tra le persone, l’importanza profonda dello stare insieme e il dolore dell’allontanamento. Nella condivisione e nell’abbandono della dimensione individuale per quella collettiva emerge qualcosa di più grande. La parola “fraternità” significa cameratismo e amicizia. “Qual è il senso della fraternità? Come si percepisce in noi, nei nostri gesti, nei nostri corpi?” si chiede il coreografo Alpo Aaltokoski.

Kaija Saariaho

Kaija Saariaho è un elemento di spicco di un gruppo di compositori e interpreti finnici che stanno avendo un’influenza a livello mondiale.
MAA è una composizione della compositrice finlandese coreografata da Carolyn Carlson in seguito a una commissione della Finnish
National Opera. La prima performance del lavoro ha avuto luogo il 31 Ottobre 1991 ad Helsinki. Il titolo significa “terra” e la partitura
fonda sull’idea di metamorfosi e di transizioni da un’idea all’altra. L’approccio lavorativo non è stato all’insegna della cooperazione tra
le due artiste, esse piuttosto hanno lasciato che le due personalità creatrici si incontrassero per innescare tensioni e sintesi. La danza di
Carolyn Carlson non ha un plot, è caratterizzata da lucidità e minimalismo. La musica di Kaija Saariaho è ammantata da deliberato
mistero. Il simbolismo numerico gioca un suo ruolo nel conferire significato alla musica di MAA: il numero sette del gruppo dei musicisti
in scena, i sette brani di cui è composta la partitura (che nella versione da concerto si riducono a cinque) ciascuno diviso in sette
sezioni al suo interno. Nella sua prima rappresentazione negli Stati Uniti, le coreografie sono state realizzate da Luca Veggetti. La partitura di MAA viene eseguita anche nella versione da concerto, senza la danza. Equilibrio Festival ha scelto questa formula eleggendola a paradigma per testimoniare il ruolo fondamentale della musica nelle coreografie, tale che uno degli eventi in cartellone nel Festival sia dedicato alla performance musicale assoluta.

Il fenomeno Frikar con GotoGuta

Il fenomeno Frikar è una delle cose migliori emerse nel panorama della danza contemporanea norvegese. Hallgrim Hansegård e il
suo ensemble sono capaci di creare ogni volta nuovi spazi emozionanti basati sulla musica e la danza folk. Con GotoGuta, il danzatore e
coreografo norvegese interroga le aspettative o gli stereotipi di un pubblico rispetto al contatto corporeo tra danzatori. Hallgrim sviluppa
una coreografia in cui le dinamiche di gruppo e l’espressione individuale sono in equilibrio dinamico, lasciando spazio a tutti i ballerini.
Tutto questo in un dialogo con un giovane musicista, virtuoso quanto i performer e parte integrale della drammaturgia, che suona violini
classici e tradizionali. Hansegård, considerato un pioniere nella costruzione coreografica basata sulle danze folcloristiche, qui osa qualcosa di totalmente inedito: l’utilizzo del tradizionale halling, in genere una danza di coppia uomo/donna o individuale, con un gruppo di giovani uomini. Il risultato è una performance tenera, potente e acrobatica. I tre danzatori lanciano una sfida sul tema dell’intimità e la distanza, il desiderio e la liberazione e sul modo in cui gli uomini possonomostrare affetto senza che la loro virilità ne sia minacciata.

Protagonist di Jefta van Dinther

Il coreografo e danzatore Jefta van Dinther, nato a Utrecht e cresciuto in Svezia, lavora fra Stoccolma e Berlino. Il suo lavoro è aratterizzato da un vigoroso approccio fisico. Il corpo in movimentoè al centro delle sue coreografie ma interagisce con un insieme di
luci, suoni e materiali che costituisce un ambiente di percezioni e sensazioni. Le sue creazioni affrontano i concetti di illusione, visibile
e invisibile, oscurità, sinestesia, mistero, fatica, attaccamento, voce e immagine. Protagonist, la sua seconda grande produzione per
il Cullbergbaletten, la storica e straordinaria compagnia di danza svedese, è una riflessione sull’umanità. Canzoni di rivoluzione e danze
di evoluzione raccontano come la gente si aggrega, accetta e dà ruoli. Istinto, resistenza e compulsione testimoniano continuamente
la battaglia che ogni singolo individuo combatte. Lottando per sentirsi parte di qualcosa, alla ricerca di un significato o una credenza
comune, una comunità prende forma. Una magnifica parabola sulla cura, l’affinità e l’alleanza ma anche sull’isolamento, il controllo e lo
straniamento. “Van Dinther dimostra grande sensibilità per gli umori della società occidentale di oggi e riesce a esprimerli brillantemente
attraverso il Cullbergbaletten”. Der Standard

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L'aurora boreale a Roma

Tutti i giorni dal tramonto in poi Equilibrio Festival 2019 aprirà una finestra sulla Lapponia finlandese. Sulla cupola della sala Sinopoli sarà proiettata in diretta l’aurora boreale. Qui tutte le info sull'aurora boreale a Roma.

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