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Edoardo Ferrario, il comico romano nel nuovo programma di Frank Matano: "La comicità a Roma? Un mezzo per sopravvivere"

Lo stand-up comedian romano è tra i protagonisti di "Prova Prova Sa Sa" il nuovo programma di improvvisazione e intrattenimento, dal 2 novembre su Prime Video. L'intervista a RomaToday

Romano, classe 1987, nato e cresciuto alla Balduina, oggi tra gli stand-up comedian più apprezzati dal pubblico. Lui è Edoardo Ferrario, dal 2 novembre su Prime Video con il programma "Prova Prova Sa Sa" prodotto da Endemol Shine Italy. 

RomaToday lo ha intervistato per scoprire meglio il suo mondo fatto di comicità, tanta attualità, romanità al punto giusto condivisa con la gente, che è "il più grande spettacolo del mondo con il biglietto gratis", come afferma lo stesso Ferrario riprendendo una celebre frase di Charles Bukowski.

"Prova Prova Sa Sa" è solo l'ultimo tassello di un anno ricco di soddisfazioni che Edoardo Ferrario ha raccontato a RomaToday:

"Prova Prova Sa Sa" arriva dal 2 novembre su Prime Video e tu sarai tra i protagonisti di tutte e 4 le puntate. Parlaci meglio di questo show d'improvvisazione: cosa dobbiamo aspettarci?

E' un programma che ha una storia particolare: è condotto da Frank Matano che, quando era piccolo, andò in America a trovare i suoi nonni e vide un programma alla tv americana dal quale rimase molto colpito. Il programma si chiamava "Whose line is it anyway?", un format di improvvisazione storico inglese e americano, dove ci sono 4 comici che improvvisano delle scene suggerite da un conduttore. Frank Matano rimase folgorato da questo show tanto da tradurlo, nella speranza, un giorno, di portarlo in Italia e condurlo.

Ora quella speranza si è avverata e in gioco ci sei anche tu...

Esattamente. Sono felicissimo che lui mi abbia chiamato per essere uno dei 4 comici protagonisti. Il programma è uno show di improvvisazione puro. Ci siamo io, Maccio Capatonda, Maria Di Biase e Aurora Leone. Ciascuno di noi si trova a fare dei giochi suggeriti dal conduttore che appunto ci dà dei ruoli. Non è un programma come tutti gli altri perché abbiamo dovuto fare affidamento solo e soltanto sulle nostre doti di improvvisazione.

E com'è andata con i tuoi compagni di viaggio?

Ognuno di noi ha uno stile comico molto preciso e il miracolo è stato che ciascuno si è perfettamente trovato con gli altri, dando vita ad un gruppo - come si vede bene nelle puntate - molto affine. Non era scontato, poiché l'improvvisazione è davvero un campo imprevedibile, bisogna avere molta chimica con le persone con cui giochi, bisogna sempre pensare a far andare avanti l'altro prima di chiudere una battuta, altrimenti il gioco si esaurisce subito.

Edoardo Ferrario in Prova Prova Sa Sa su Prime Video

La tua carriera di comico ha inizio circa 10 anni fa, quando Sabina Guzzanti ti coinvolse nel cast e come collaboratore ai testi di "Un, Due, Tre, Stella!". Che ricordo hai di questa esperienza?

Ricordo che per me fu l'avverarsi di un sogno. Sono cresciuto guardando i programmi di Serena Dandini in cui c'era anche Sabina Guzzanti, per me è stata tra le comiche di riferimento per tantissimi anni. Lei mi chiamò dopo avermi visto in uno spettacolo in un teatro occupato, all'epoca. Mi disse se avessi voglia di partecipare al suo programma in diretta in prima serata e io le dissi che "per caso" avevo molta voglia e l'agenda molto libera (ride, ndr.).

E' stato il tuo trampolino di lancio, quindi?

Assolutamente. All'epoca ero uno studente di Giurisprudenza, non mi sembrava possibile, avevo 24 anni e iniziavo a lavorare con tutti quei comici con cui ero cresciuto: Caterina Guzzanti, Neri Marcorè, Stefano Fresi e tanti altri.

Di strada da allora ne hai fatta tanta. Sono passati 10 anni in cui hai seguito un percorso eterogeneo fatto di spettacoli teatrali, stand-up comedy, programmi tv, podcast e anche un libro di racconti. Tra tutte queste esperienze, qual è l'abito che ti calza meglio?

La verità è che amo tutte queste esperienze perché amo la comicità in generale e amo poterla declinare su tutti i mezzi possibili. Ho una grande passione per il live, sicuramente; il riscontro del pubblico immediato di fronte a te è una soddisfazione enorme. Ma devo dire che il programma "Prova Prova Sa Sa" è stata una delle esperienze più divertenti della mia vita.

Nel 2022 hai avuto molto successo con lo spettacolo “Il dittatore sanitario” in cui hai unito stand-up comedy e critica pungente su temi d'attualità, il Covid e non solo. E' questa la comicità che più ti rappresenta?

Beh, io traggo molto spunto dall'attualità, per me è fondamentale. L'assurda attualità in cui viviamo è un serbatoio inesauribile. Credo sia un dovere dei comici raccontare l'attualità. Anche la satira sociale è per me molto importante. Mi diverto a parlare delle persone e ad interpretare personaggi, penso che alla fine le persone siano sempre lo spettacolo migliore esistente al mondo e il biglietto è gratis. Questo è anche il motivo per cui alla satira politica preferisco la satira sugli elettori.  

Ora qualche curiosità su di te... Sei romano, qual è la zona di Roma dove sei cresciuto? Quella che è per te casa?

Io sono nato e cresciuto alla Balduina, è stato il mio quartiere di riferimento fino agli anni del liceo. Ma è un quartiere dove sono sempre mancati centri di aggregazione, non c'è un cinema, non c'è un liceo, ha pochi spazi per incontrarsi. Per questo alle superiori mi sono iscritto al Mamiani, a Prati e questo quartiere è divenuto molto più il mio riferimento. Ho conosciuto quella "borghesia pratina" che ho inserito in molti dei miei sketch. Anche "Pips", lo studente di storia dell'arte della web serie "Esami" è nato in quegli anni.

Oggi dove abiti a Roma?

Da diversi anni mi sono trasferito a Montesacro ed è qui che abito tutt'ora e me ne sono innamorato. Adesso il quadrante nord est della Capitale è quello che frequento di più. Però, ecco, io sono nato a cresciuto a Roma Nord e questo quadrante è per me un serbatoio inesauribile di esperienze e racconti. A volte basta mettersi a piazza Euclide e vedere i passanti per avere ispirazione e per scrivere.

A questo proposito, Roma che ruolo ha avuto e ha tutt'oggi, nella tua crescita professionale?

Roma è stata ed è fondamentale, è una città teatro. Io dico che il miglior comico è sempre il tuo barista. Roma è una città in cui la comicità è un'esigenza, un mezzo per sopravvivere. Una città che ti mette tanto sotto pressione, per questo la sbruffonaggine, la comicità diventa un modo per sopravvivere ad essa. Io sono innamorato di Roma: farei molta fatica ad allontanarmi, sono sincero. Abitando a Roma credo sia quasi impossibile smettere di scrivere. La comicità nasce dallo stress e dal dolore e sono cose che Roma garantisce ogni giorno copiosamente. 

E la romanità, tanto ricca, come si dosa, come la misuri nella tua comicità?

Non mi piace la comicità autoreferenziale, che parla ad una ristretta cerchia di persone che conoscono quel determinato mondo, non parlerei mai di Roma per parlare ai romani, ma sono convinto che in Roma e nelle sue peculiarità più locali ci siano delle verità universali. Roma è una città che è quasi un universo, ogni quartiere è diverso dall'altro, Roma Nord è diversissima da Roma Sud. Credo che in ogni quartiere di Roma ci sia una verità locale che è anche universale. Quando racconti con amore quei personaggi romani, se li racconti bene, diventano amati anche fuori. Questo cerco di fare con la mia comicità e con tutti i personaggi che scrivo.

Progetti futuri? Prossimi appuntamenti?

Oltre a "Prova Prova Sa Sa", il 18 novembre riparte "Cachemire", il podcast che conduco insieme a Luca Ravenna, arrivato alla terza stagione su Youtube e Spotify, ci saranno delle puntate dal vivo con il pubblico e non vediamo l'ora di cominciare. E poi sto scrivendo un film, una commedia con Nicola Guaglianone che uscirà nel 2023. 
 

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