La cucina templare di Jeong Kwan a Roma: "Aprite il cuore e mangiate"

La monaca buddista coreana, protagonista del programma tv di Netflix Chef's Table, ha portato a Roma la cucina dei templi in 3 appuntamenti promossi dall'Istituto Culturale Coreano

"Il pasto può unire corpo e mente. Sono convinta che attraverso il cibo si possa arrivare all'illuminazione".

Con queste parole, Jeong Kwan ha presentato a Roma - in un fine settimana speciale di eventi promossi dall'Istituto Culturare Coreano della Capitale - la cucina templare e il cosiddetto "Barugongyang", ossia il modo meditativo tipico dei luoghi monastici.

Direttamente dal suo monastero, immerso in un parco naturale, con ritmi che seguono le stagioni e una cucina che evoca tranquillità, armonia, comunione, gioia, creatività, stagionalità, rispetto della natura, Jeong Kwan, monaca buddista resa nota dal programma tv di Netflix Chef's Table, è arrivata a Roma - passando prima per la Korea Week di Torino - e nella Capitale si è fermata 3 giorni, fermando anche il tempo di chi ha avuto l'opportunità di incontrarla, di sentirla parlare, di provare la sua cucina.

La cucina templare coreana a Roma

Dimentichiamo i ritmi frenetici del nostro mangiare, dimentichiamo anche il tipico percorso verticale al quale siamo spesso abituati nel nostro menù ma, soprattutto, immergiamoci nel "Barugongyang" e in quell'idea templare che mangiare non è solo un atto del corpo, ma anche della mente e, prima ancora del cuore.

La cucina della monaca Jeong Kwan rappresenta, per lei, un modo di riflettere sull'origine del cibo e di essere grati per la natura e le persone che donano i prodotti della terra.

Dal tè alla schisandra, al fritto di funghi e ginseng fresco. Dalla radice di fiori di loto allo stufato di funghi shiitake. Dal Kimchi alla Gelatina di ghiandina condita con olio di sesamo. Fino al dessert: snack di patate e di alghe serviti con tè caldo al fiore di loto che viene ad incontrare il vento.

La cucina di Jeong Kwan

Le differenze con la tipica cucina coreana sono molte, la cucina templare, infatti, è vegana e la religione buddista vieta l'utilizzo di 5 ingredienti: aglio, porro, erba cipollina, cipolla e cipollotto.

Una cucina semplice, estremamente naturale, ispirata al cibo che si consumava con i monaci più anziani quando si entrava nel tempio per la prima volta. Una cucina che lei realizza con le mani e con il cuore, sin dalla ricerca dei prodotti che coglie con le sue mani. Una cucina fatta di gesti lenti, accurati, riflessivi, armonici.

"Aprite il cuore e mangiate", dice Jeong Kwan.

Gli incontri con la monaca buddista Jeong Kwan a Roma, considerata una tra i migliori chef vegani e zen al mondo si sono conclusi confermando l'intento dell’Istituto Culturale Coreano di promuovere la cultura coreana in Italia. Jeong Kwan dovrebbe fare ritorno a Roma il prossimo anno ma, per chi avesse desiderio di conoscerla prima, si può sempre consultare il calendario online dei cosiddetti Templestay e prenotare un soggiorno con la sua comunità monastica nella Corea del Sud.

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