menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Il Civico Giusto, una mattonella ricorda chi non si voltò dall'altra parte durante guerra e Shoa

Qr Code e la voce narrante di Elio Germano raccontano la storia di chi con coraggio si ribellò all'ingiustizia salvando ebrei, perseguitati e partigiani. Masini: "Memoria per Roma che verrà"

La prima mattonella che "segna e riconosce" le case di chi non si voltò dall'altra parte, è stata incastonata a viale Giotto 24 proprio ieri, 6 marzo, in occasione della Giornata Europea dei Giusti. Così "Il civico Giusto", progetto di respiro europeo lanciato dal Roma Best Practices Award – Mamma Roma e i suoi Figli Migliori, omaggia i "Giusti": chi nel periodo della guerra non si è voltato dall'altra parte, facendo una cosa diversa con coraggio. 

Il civico Giusto a viale Giotto 24

Nell'ambiuto di questa iniziativa un civico artistico verrà apposto sui muri delle case che hanno ospitato ebrei, partigiani, perseguitati politici braccati dai nazifascisti. L'opera, realizzata dall'artista Dante Mortet, delle dimensioni di un consueto numero civico, rappresenta un carrubo, simbolo di fertilità e solidarietà iscritto all'interno di una casa stilizzata con incisa la città di riferimento. Per mezzo di un QR code inciso nell'opera, il civico di viale Giotto 24 racconta la sua storia attraverso la voce narrante di Elio Germano, le immagini d’epoca dell’Istituto Luce e quelle fornite dalle famiglie Fantera e Moscati. Un brillante prodotto audiovisivo, sottotitolato in lingua inglese, che ha coinvolto tanti giovani guidati dal regista Paolo Bianchini. 

Le storie dei “Giusti tra le Nazioni”

Non è casuale la scelta della strada, spiega Fabrizio Fantera, figlio di uno dei “Giusti tra le Nazioni” ricordato a Yad Vashem: “Sul viale Giotto, a Porta S. Paolo, tre pietre d’inciampo al civico 3 ricordano la famiglia Veneziani che venne rastrellata, probabilmente per una spiata, e inviata a morire ad Auschwitz. Al civico 24 nessun segno. Eppure proprio lì Bruno Fantera e sua madre Esifile, mio padre e mia nonna, ascosero e salvarono un’intera famiglia di ebrei romani, ospitandoli fino alla liberazione: stessa strada, stessa città, stesso periodo storico eppure una grande differenza. C’è chi ha deciso in un senso e chi in un altro, ma finora si è potuto inciampare solo sul male e non sul bene. Occorre invertire la narrazione e raccontare anche la storia dei Giusti perché, come ci ricorda la vicenda Covid, ancora oggi nessuno si salva da solo”.

La memoria per la Roma che verrà

"Il Civico Giusto vuole rendere visibile e tangibile il ruolo di chi ebbe il coraggio di non restare inerme ma che, in un momento così difficile, rischiò la propria vita per proteggere altri uomini. Un grande lavoro corale che non a caso coinvolge scuole e istituti di ricerca storica. Un vero e proprio data base della città messo a
disposizione di tutti, soprattutto della Roma che verrà. Ci auguriamo che le istituzioni e le imprese più  sensibili possano sostenere insieme a noi questo grande operazione che, leggendo il passato, parla al futuro con un approccio completamente nuovo. Qui e nelle altre città d'Europa" - 
 dichiara Paolo Masini, presidente del Romabpa Mamma Roma e i suoi figli migliori, ideatore delì progetto, con Fabrizio Fantera, e che da anni lavora per riconoscere, sostenere e mettere in rete la parte migliore di Roma.

La voce narrante di Elio Germano racconta i Giusti

La voce narrante, coem detto, è quella di Elio Germano che spiega così la sua adesione al progetto: “La Storia (con la esse maiuscola) altro non è che la somma di tante incredibili storie personali. Nel bene e nel male è sempre fatta dalle scelte, giorno per giorno, di ogni singolo individuo. Questa iniziativa ci aiuta a ricordare che abbiamo tutti un grande potere di cambiare nel bene e o nel male la vita degli altri. E volendo o non volendo, di fatto, lo facciamo ogni giorno. È così che, tutti insieme, scriviamo la Storia. Dovremmo esserne più consapevoli”.

"Da diversi anni insieme alle famiglie Fantera e Moscati, Roma BPA e Fondazione Museo della Shoah ci ritroviamo per il premio dedicato a nonno Bruno Fantera G'iusto tra i Giusti', con i lavori delle nostre scuole. Pensiamo che la memoria sia costituita da tanti tasselli e che tutti noi dobbiamo coltivarla ogni giorno, raccontandola anche attraverso i luoghi, perché ciò che è stato non accada mai più" - così la Presidente del Municipio Roma I Centro, Sabrina Alfonsi.

Il civico Giusto: video, ricerca e suoni ricostruiscono la storia

“Il Civico Giusto” vede una stretta e concreta collaborazione con l’Istituto Luce che consentirà, attraverso l’uso delle immagini d’epoca, di raccontare cosa succedeva fuori da quelle finestre; con L’Alveare Cinema, con l’agenzia di Comunicazione e Marketing Artsmedia, e ha ricevuto il patrocinio e il sostegno della Film Commission Roma e Lazio. Inoltre il progetto ha il patrocinio della Rappresentanza Italiana della Comunità europea che ne ha riconosciuto la valenza internazionale. Un lavoro corale che coinvolge tante realtà in un lavoro accurato di indagine e ricerca storica. Tra queste la rete di scuole romane "Memorie. Roma: una città, mille storie", di cui è capofila il Liceo “Orazio”, l’Università Roma Tre, il Dipartimento Scienze umanistiche, l’Archivio di Stato di Roma, l’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi, il Museo Storico della Liberazione e il contributo diretto di Alessandro Portelli. Stessa attenzione e coralità verrà perseguita nelle prossime tappe de “Il Civico Giusto” che sarà “narrato” di volta in volta dalle voci di personaggi di particolarmente rappresentativi. "Il Civico Giusto" sarà un lavoro step by step, e verrà raccolto sia sul sito ufficiale dell'associazione, che sul sito del progetto stesso dove si potrà anche "adottare" un civico giusto e proporre storie finora sconosciute agli studiosi. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RomaToday è in caricamento