L’estate e il valore immaginario del cinema

L’estate, non è solo la stagione che ospita eventi cinematografici ma è stata ed è anche fonte d’ispirazione per registi che nelle ambientazioni estive hanno raccontato le loro storie

Il cinema non è presente solo nelle programmazioni estive, ma spesso l’estate diventa anche contesto di espressione del linguaggio cinematografico.“ Nuovo cinema paradiso ” di Giuseppe Tornatore ancora oggi tra i film più visti ,  il “Caro Diario” di Nanni Moretti, il sempre attuale “Travolti da un insolito destino in un mare di agosto” di Lina Wertmuller , il romantico “Mediterraneo” di  Gabriele Salvatores. Sono solo alcune delle tante pellicole in cui a partecipare alla bellezza del film vi sono anche le ambientazioni, i luoghi, i panorami estivi che consegnano allo spettatore delle suggestioni concrete, in grado di metterlo in contatto emotivo più profondo con le storie che assistono.

Vedere tra le stelle

Il linguaggio cinematografico ha avuto sempre bisogno di riferimenti simbolici, che riportassero l’individuo ad una riflessione basata sul rapporto tra lui e cosa lo circonda, anche nel senso più esteso del discorso. L’immagine considerata come rappresentazione di una forma corrispondente alla realtà, include un processo creativo da parte di chi vi assiste, che tenta di attribbuire un significato a ciò che si vede. In questo processo creativo che ognuno di noi innesca, si attua quell’ istinto dell’uomo di rapportarsi con l’ignoto. Il cinema attraverso il valore rappresentato dal suo linguaggio, diventa nei confronti dello spettatore che sviluppa la sua fantasia, il codice capace di tradurre questo bisogno di conoscenza dell'ignoto. 

“Nuovo Cinema Paradiso”

Esempio lampante che spiega il valore del linguaggio meta-cinematografico è rappresentato della pellicola di Giuseppe Tornatore datata 1988. Quello che è stato considerato come il quarto film più bello che parla di cinema secondo la rivista multimediale la scimmia pensa, è un riferimento che chiarisce il concetto. Quando ci troviamo davanti ad un linguaggio meta cinematografico, dove il cinema è parte del film che guardiamo, lo spettatore si sente maggiormente coinvolto nei confronti di ciò che assiste, in quanto si rende partecipe dello stesso momento di aggregazione che gli attori vivono all’interno del film. Nella scena del film di Tornatore, Alfredo, uno dei protagonisti che nel film è interpretato da Philippe Noiret, per accontentare i cittadinidel paese siciliano dove è ambientata la pellicola, anziché proiettare il film all’interno della sala che risulta essere poco capiente, proietta il film all’esterno, su un edificio della città. Nel momento in cui ciò avviene, tutti i cittadini si spostano ad occupare la piazza, così che venga evidenziata la capacità di aggregazione che riesce a creare il cinema.  

Il contatto con l’ambiente, “Caro Diario”

Altro aspetto che si coglie dal linguaggio meta-cinematografico è la possibilità, attraverso il racconto di mettere lo spettatore in un rapporto più diretto con l’ambiente che nella vita di tutti i giorni vive. Con il termine ambiente non si considera l’aspetto del luogo, ma è considerato soprattutto l'aspetto sociale e culturale. Il viaggio che compie la telecamera non è solo una finestra sui luoghi in cui il film è ambientato, in grado di metterci in un contatto immaginario ma tangibile con l’ambiente in questione, ma rappresenta la possibilità di farci sentire più in contatto anche con il luogo reale in cui viviamo. L’esperienza che ne fa la persona e lo spettatore assume un valore conoscitivo. Il film di Nanni Moretti, “Caro Diario” del 1993, per il linguaggio che adopera dimostra di rendere chiara questa esperienza. Lo stesso regista romano raccontando il suo film dice "In vespa: Roma. Vado in giro d'estate in Vespa. Vedo un film italiano. Vado alla Garbatella. Guardo gli attici. Poi ascolto un gruppo che suona il merengue. Vado a Spinaceto. Vado a Casalpalocco. Incontro Jennifer Beals. Vedo il film "Henry". Vado dal critico cinematografico. Vado dove è stato ammazzato Pasolini”. La possibilità di entrare sensibilmente a contatto con quanto raccontato dal film fa parte di quelle ambientazioni che scelgono le qualità del racconto attraverso la rappresentazione dallo spazio esterno.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Neve a Roma in settimana? Cosa dicono le previsioni meteo

  • Zona arancione, cosa si può fare e cosa no a Roma e nel Lazio dal 17 gennaio

  • Roma e Lazio in zona arancione: l'annuncio dell'assessore D'Amato

  • Coronavirus, Roma e il Lazio verso la zona arancione: indice Rt e ricoveri oltre la soglia. Cosa cambia

  • Sabato zona gialla a Roma e nel Lazio: il 16 gennaio giornata limbo prima della stretta

  • Chi è Manolo Gambini il detenuto evaso da Rebibbia dopo aver scavalcato la recinzione

Torna su
RomaToday è in caricamento