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Ingresso di Sant'Anselmo

Ingresso di Sant'Anselmo

Le Chiese dell'Aventino: Santa Sabina, Santi Bonifacio e Alessio e Sant'Anselmo

Passeggiando sul colle Aventino, alla scoperta delle sue tre chiese

Le Chiese dell'Aventino sono tappa fissa per ogni turista in visita a Roma, nonché luogo di matrimonio per tanti romani. Si trovano, appunto, sul colle Aventino, anticipate dal romantico giardino degli Aranci, in un angolo di paradiso nel cuore della Capitale dove il tempo si ferma e non sembra neanche di essere in una metropoli come Roma.

Le chiese dell'Aventino sono tre: la Basilica di Santa Sabina, la Basilica di Santi Bonifacio e Alessio e la Basilica di Sant'Anselmo proprio al lato del cancello del Gran Priorato di Malta, dove si può ammirare la Cupola di San Pietro dal buco di una serratura. Ma concentriamoci sulle tre chiese dell'Aventino, per scoprirne storia e curiosità.

Basilica di Santa Sabina

La Basilica di Santa Sabina è stata realizzata nel V secolo sulla tomba di Santa Sabina. E' una delle chiese paleocristiane meglio conservate ed è la sede della curia generalizia dell'Ordine dei frati predicatori. Si tratta di una delle basiliche minori di Roma. Precisamente la chiesa venne fondata nel 425 da Pietro, prete di Illiria, su di un antico Titulus Sabinae, sorto probabilmente nella casa della matrona Sabina, identificata con l'omonima santa.

Nel X secolo la basilica per la sua posizione privilegiata, divenne la residenza di famiglie nobili come i Crescenzi e i Savelli. Nel 1219, Papa Onorio III affidò la chiesa e parte del palazzo a S. Domenico di Guzman, fondatore dell'Ordine dei Domenicani. E' in questo periodo che furono realizzati il campanile e il chiostro della chiesa. Fu poi Domenico Fontana, nel 1587, a trasformare completamente la chiesa su incarico di papa Sisto V. Nel primo Novecento, fu riportata all'antico aspetto medioevale da Antonio Muñoz: quest'ultimo eliminò completamente i dettagli barocchi riportandola a perfetto esempio di chiesa cristiana del V secolo.

Curiosità: all'interno di Santa Sabina, alla destra del portale ligneo è situata una colonnina che indica il luogo dove, come racconta la tradizione, San Domenico passava le notti in preghiera; sopra questa colonna si trova una pietra di basalto nero: la leggenda narra che il diavolo, mal tollerando l'intensa pietà con cui S. Domenico pregava sul sepolcro contenente le ossa di alcuni martiri, gli scagliò contro questa pietra, che non colpì il santo ma infranse la lapide che copriva il sepolcro.

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Basilica di Santi Bonifacio e Alessio

La Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio venne costruita tra il III e il IV secolo, inizialmente era dedicata solo a San Bonifacio martire cristiano, solo nel 986 fu intitolata anche a San Alessio.

Nel 1217, la chiesa fu ricostruita e le reliquie di entrambi i santi vennero collocate sotto l’altare maggiore. Nel 1750, su progetto di Giovanni Battista Nolli la basilica subì alcuni lavori. Ulteriori interventi furono effettuati tra il 1852 e il 1860 dai Padri Somaschi. Il chiostro di Santi Bonifacio e Alessio regala una magnifica vedura su San Pietro.

Curiosità: all'interno della chiesa, precisamente nella cripta romanica, sono conservate le reliquie di San Tommaso Becket, arcivescovo di Canterbury e amico di Re Enrico II d’Inghilterra. Nella stessa cripta si trova anche una colonna a chi si racconta sia stato legato San Sebastiano al momento del martirio.

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Basilica di Sant'Anselmo

La Basilica di Sant'Anselmo fu costruita tra il 1892 e il 1900 e fu dedicata al santo arcivescovo di Canterbury. La chiesa è in stile neoromanico. Venne commissionata dall'ordine dei Benedettini che qui istituirono il seminario internazionale benedettino.

Si trova a Sant'Anselmo anche la sede del Pontificio Ateneo S.Anselmo e del Pontificio Istituto Liturgico, del Collegio degli studenti benedettini e della Curia dell'abate Primate. L’entrata della chiesa è preceduta da un quadriportico. L’interno è a tre navate separate da due file di colonne ioniche di granito. La cripta, oggi destinata a biblioteca, presenta cinque navate e venti colonne di marmo rosso e occupa tutta l’area sottostante della chiesa.

Curiosità: la chiesa di Sant'Anselmo è nata sui resti di una ricca "domus", ritenuta quella di "Pactumeia Lucilia", da qui proviene un mosaico bellissimo che raffigura "Scene del mito di Orfeo" e presente nel monastero.

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