Giovedì, 29 Luglio 2021
Cultura

Chef Rubio e Fassi insieme: "Il cibo è messaggero di integrazione"

Andrea Fassi a RomaToday spiega il senso dell'iniziativa: "Odio gli schemi rigidi in cui spesso vengono racchiusi il mondo della cucina e del gelato e l’approccio non convenzionale di Chef Rubio mi è sempre piaciuto"

Foto Giampaolo Demma

Giovedì 25 maggio il Palazzo del Freddo di Giovanni Fassi sarà teatro di un progetto di integrazione sociale che coinvolgerà le scuole e il rione Esquilino. L’iniziativa è stata curata dalla storica gelateria, la più antica della Capitale, gestita da Andrea Fassi, appartenente alla quinta generazione di maestri gelatieri romani, che per l’occasione ha scelto un testimonial d’eccezione, Chef Rubio.  Abbiamo intervistato Andrea Fassi che ci ha spiegato il senso dell'iniziativa.

Andrea Fassi, perché questo connubio?
Entrambi consideriamo il cibo un messaggero di integrazione. Un’esperienza da condividere, senza discriminazioni. Odio gli schemi rigidi in cui spesso vengono racchiusi il mondo della cucina e del gelato e l’approccio non convenzionale di Chef Rubio mi è sempre piaciuto.
 

Dunque il gelato sarà uno strumento educativo per sensibilizzare i giovani ad accettare le differenze culturali?
Esattamente. Il progetto #OneTasteEsquilino è legato alla creazione di un’edizione limitata di Sanpietrini – i semifreddi Fassi glassati – realizzati con ingredienti diversi dal solito, entrati ormai a far parte della cultura gastronomica italiana, tanto che oggi li sentiamo come nostri, anche se all’inizio possiamo non riconoscerli. Ecco, questa differenza che in cucina e gelateria accettiamo, facciamo difficoltà ad apprezzarla dal punto di vista umano. La sfida è dare una connotazione positiva al termine diverso, differente, collegato a esseri umani provenienti da paesi differenti. Quando in natura si parla di bio-diversità ci si riferisce a una ricchezza che ritengo non dobbiamo perdere anche dal punto di vista umano. Siamo diversi ma abbiamo un unico sapore. Per me è importante lanciare questo messaggio dall’Esquilino, rione multietnico di Roma, città aperta per eccellenza, coinvolgendo i giovani.  

Come sarà strutturato l’evento?
La mattinata sarà dedicata alle scuole con una lezione esperienziale in cui gli studenti entreranno in contatto con gli ingredienti con i quali abbiamo creato i sanpietrini e avranno modo di assistere al processo produttivo artigianale, potendo assaggiare il prodotto. Format molto simile, ma aperto al pubblico, nel corso del pomeriggio. Si entrerà a gruppi di 15-20 persone nel laboratorio Fassi, con me e Chef Rubio, previa prenotazione sul posto. I sanpietrini saranno in vendita per 3 settimane e i proventi saranno donati in beneficenza a MaTeMù, il Centro di Aggregazione Giovanile del CIES aperto nella zona dell’Esquilino, per il progetto di gastronomia interculturale  “Altrove”, il ristorante dove lavorano i ragazzi del centro.   

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