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Cultura

"Io, squillo per un viaggio a Ponza": Marianna racconta lo scandalo delle baby prostitute dei Parioli

Protagonista, per la prima volta in tv, una delle due ragazzine allora minorenni finite in un giro di prostituzione che ha sconvolto la Capitale: "Siamo finite su un sito che prometteva soldi facili"

Ragazzine minorenni, al massimo quindicenni, membri integrati della "Roma bene" che frequentano i licei più famosi e i locali più glamour tra Corso Trieste, via Giulia e i Parioli, finite in un giro di prostituzione che nel 2014 ha portato alla sbarra 8 persone (inclusa la madre di una delle baby-squillo) accusate a vario titolo di aver gestito e alimentato l'attività criminale. E' questa la storia al centro dello speciale di Crima+Investigation, due puntate che andranno in onda martedì 23 e mercoledì 24 novembre sul canale 119 di Sky. 

Il punto di vista di Marianna

Ma a differenza di altri prodotti andati in onda in questi anni sulle varie piattaforme streaming, "La ragazza dei Parioli" ha come protagonista proprio una delle due testimoni chiave della vicenda, Marianna, che racconta in prima persona per la prima volta com'è potuto succede che una studentessa, apparentemente di buona famiglia, sia stata fagocitata da una rete di sfruttatori senza scrupoli, guidata dal factotum Mirko Ieni (condannato a 10 anni) arrivati ad affittare uno scantinato nel più borghese dei quartieri di Roma per far consumare i rapporti a clienti di ogni età, per lo più imprenditori e professionisti. 

Una famiglia distrutta

Nello speciale, diretto da Simone Manetti e prodotto da Rosa Chiara Scaglione ed Event Horizon per A+E Networks Italia, vengono narrati i fatti, le indagini e i processi dal suo punto di vista, ma anche della madre Sabrina - condannata e incarcerata per sfruttamento, libera dallo scorso giugno - e della nonna Sandra. Lo spettatore avrà modo di capire cosa porti una famiglia inizialmente unita a sgretolarsi nel giro di pochi mesi, mesi caratterizzati da shopping compulsivo, corse in taxi, smartphone costosi, serate a base di alcol e montagne di cocaina portata anche in vacanza con gli amici. 

Il viaggio a Ponza

"E' iniziato tutto così, volevamo solo andare a Ponza - racconta Marianna - ci servivano soldi, volevamo fare le babysistter ma navigando in internet abbiamo trovato un sito che spiegava come fare soldi facili". E da lì al baratro è stato un attimo, con la madre di Marianna che chiedendo conto di tutta quella disponibilità economica si sentiva rispondere: "Stai tranquilla mamma, spaccio cocaina".

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