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Giovedì, 25 Aprile 2024
Cultura

Alvito, il borgo ciociaro sospeso tra contrade fantasma e tradizioni enogastronomiche

Cosa vedere ad Alvito. Dove mangiare, dove dormire e come raggiungere da Roma. La guida completa

Un piccolo borgo adagiato su una collina, inizialmente nota come “mons Albetum”, dove perdersi tra itinerari storici, naturalisti ed enogastronomici. Il borgo di Alvito si presenta così, adagiato con le sue case sulle pendici del Monte Morrone e situato nella Valle di Comino all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. È una città fortezza, protetta da antiche mura circondate da ulivi, che si arrampica sulla collina verso i resti dell’antico maniero. Il centro storico di Alvito è punto di partenza di tante escursioni con percorsi adatti a tour in mountain bike, a cavallo, a piedi, e in inverno a escursioni con le ciaspole. Tra i percorsi naturalistici si può scegliere la passeggiata verso la suggestiva dolina di circa cento metri di profondità, Fossa Maiura, o quella tra le vigne del Cabernet Atina Doc. Girando tra le piazzette e i vicoli stretti del centro storico, ci si mette alla scoperta della storia che in questo angolo della Ciociaria ha lasciato tracce preziose. Risalendo, tra le scalinate in pietra, il viottolo lastricato si raggiunge il Castello con le sue torri cilindriche, dove la prima piacevole scoperta è il panorama sulla valle circostante.

Vi facciamo conoscere questo tranquillo borgo ciociaro, al confine con l’Abruzzo e il Molise. Un borgo medioevale circondato da piccoli centri “fantasma” abbandonati, dove il tempo si è fermato. Qui dove le tradizioni, anche culinarie, mantengono viva la storia di questa zona chiamata anche “Terra di San Benedetto”.

Le origini di Alvito

Le origini di questo borgo risalgono alla seconda metà del X secolo, quando sorse un primo nucleo abitativo, la Civitas Sancti Urbani fondata dai monaci benedettini. Il primo insediamento con il nome di Alvito si avrà nel 1096. A partire dal XIII secolo la signoria di Alvito passò prima sotto il dominio dei conti d’Aquino e in seguito alla famiglia Cantelmo, ai quali si deve la ricostruzione del castello dopo il terremoto dell’Appennino. Tra il XVI e il XVIII secolo la Contea di Alvito fu protagonista di diverse dominazioni. Nel 1739 Alvito ottenne dall’imperatore del Sacro Romano Impero, Carlo VI d'Asburgo, il titolo di città. Nel 1919 nella città fu istituita la prima colonia agricola per gli orfani dei contadini, morti durante la prima guerra mondiale, che rimase operativa fino alla seconda guerra mondiale. Il borgo ad oggi è al centro di un processo di spopolamento, dovuto alla continua emigrazione degli abitanti.

Alvito deve il suo nome al Monte Albeto (Mons Albetum) sul quale si erge, che è una cima minore dell’odierno Monte Morrone. Il primo insediamento, la Civitas, era invece un possedimento della Terra di San Benedetto.

Cosa vedere ad Alvito

Passeggiando per i vicoli stretti del borgo, merita una tappa l’Insigne Collegiata di San Simeone Profeta, risalente all’anno 1101 divenuta una chiesa parrocchiale che ospita il corpo di San Valerio, protettore del borgo. Il convento di San Nicola che domina dall’alto il borgo è del Cinquecento, e ospitò i francescano conventuali della città. Oggi è ricco di numerose opere d’arte, volute da  Clemente XIV, e che gli valsero il nome di “piccolo Montecassino”. Non può mancare una tappa al Castello Cantelmo di Alvito, un’antica fortezza che a causa dei terremoti ha visto distrutte alcuni elementi architettonici vistosi ma che mantiene la sua struttura militare e medioevale. Alcuni ambiente sono in fase di ristrutturazione, ma in questo luogo suggestivo si ospitano in estate eventi culturali, come Castello Reggae. Nei cortili interni è stata installata una voliera. Per chi ama le escursioni e le passeggiate nella natura, sono tanti i possibili itinerari che portano alla scoperta dei boschi circostanti dove mettersi in ascolto degli animali che abitano questi luoghi e dei profumi di erbe selvatiche.

Da visitare anche i paesi “fantasma” che si trovano nei dintorni del borgo di Alvito. Passando per Cortignale e La Cappudine, antiche contrade del borgo, si possono ammirare tracce di storia che la natura ha spesso fatte proprie, nascondendole. Un viaggio sospeso nel tempo tra le antiche comunità rurali.

Cosa mangiare ad Alvito

Una delle ricette tipiche di Alvito è il torrone ducato, prodotto già nel Settecento, a base di pasta reale con mandorle zucchero e acqua. E L’Pan’a moll, una zuppa con pane raffermo. Non mancano i ristoranti dove mangiare bene e assaggiare i piatti della tradizione. Come “Fata verde Orto e Locanda”, nel borgo per mangiare in un casale antico e immergersi nella tradizione ciociara. Oppure l’ “Agriturismo Cecere”, dove poter assaggiare prodotti locali a km 0. Altri ristoranti consigliati per la qualità dei piatti sono “Ristorante Pizzeria Agria”, “Il Covo dei Briganti”, “Pasticceria VM Macioce” per una sosta assaggiando i dolci tipici della zona.

Dove dormire ad Alvito

Nel borgo di Alvito ci sono svariate possibilità di pernottamento. Come il “Relais Colle Buono”, circondata dalla natura e che tra i vari servizi offre un’area relax in spa. Sempre ad Alvito è l’ “Agriturismo di Charme erbadoro”, che sorge in una zona ideale per praticare ciclismo e offre un servizio di noleggio bici. Un soggiorno ideale per rigenerarsi lo offre il “Cominium Benessere”, dotato di vari tipi di camere e alloggi. Tante le soluzioni nel cuore del borgo, anche in case vacanze: “A Casa di”, “Casa Corsetta” e “Tenuta del Daino”.

Come arrivare ad Alvito da Roma

Per raggiungere Alvito da Roma: A1 (Milano-Napoli) uscita Frosinone. S.S. "dei Monti Lepini" direzione Sora. Superstrada Frosinone-Sora - uscita Sora. Superstrada Sora-Cassino ingresso Broccostella, uscita Vicalvi. S.S. "della Vandra" direzione Atina, bivio per Alvito.

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