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Domenica, 14 Aprile 2024
Cultura Centocelle

INTERVISTA | Alessandro Cannavà, il "Cassio" di Shake parla romano e viene da Centocelle

Vissuto in periferia, le "scuole bianche", i primi salti al Parco Calcutta, le uscite a San Lorenzo. Alessandro Cannavà si racconta a RomaToday

Da Centocelle, dove è nato e vissuto, a Shake, la nuova serie in 8 episodi, in onda su RaiPlay dallo scorso 14 aprile.

Alessandro Cannavà, nel teen drama tra i banchi di scuola di un liceo romano, è Michele (il Cassio dell'opera originaria), migliore amico di Thomas (Otello) - interpretato da Jason Prempeh - e di Gaia (Iago), interpretata da Giada Di Palma. Un Cassio che parla romano, che ama la sua Roma e in particolare il quartiere dove è cresciuto e vive tuttora. 

Jason Prempeh, da Tor Bella Monaca a Shake: "Sono Thomas, l'Otello tra i banchi di scuola del Mamiani"

Alessandro come è stato portare il Cassio di Shakespeare in una serie contemporanea?

Sono stato affascinato sin da subito dai temi shakespeariani, così attuali, immortali. L'amore, l'invidia, la gelosia. E' stato incredibile poter rappresentare Michele. Durante il provino lo avevo reso permaloso, poi Giulia Gandini (la regista di Shake, ndr) mi ha detto di avere una "energia Labrador", avendo questa razza di cane ho capito al volo cosa intendesse e sono entrato con tutto me stesso nel personaggio di Michele.

Chi è Michele in Shake? Parlacene meglio...

Michele è il Cassio dei giorni nostri, è il migliore amico di Gaia e di Thomas, insieme praticano parkour. E' un ragazzo ancora un po' immaturo, che non ha subito grandi traumi come i suoi amici e che cerca di piacere a tutti. Ha una grande paura di non essere apprezzato e di conseguenza fa di tutto per trovare il consenso delle altre persone. Solo che spesso più mostri il bisogno di piacere e più non piaci e Michele si scontrerà proprio con questo. Nel corso della serie avrà modo di crescere.

Cosa più ti ha colpito di questo progetto?

Sicuramente la sceneggiatura fresca, fluida, il linguaggio e la divisione nei vari punti di vista dei protagonisti che Shake propone. E' una serie che coinvolge molto lo spettatore secondo me, che va ad affrontare i temi dell'Otello di Shakespeare ma in modo fruibile, per tutti. 

Chi è invece Alessandro? 

Sono un ragazzo romano di 23 anni. Sono nato e cresciuto a Centocelle, ho sempre vissuto qui.

Cosa accomuna Michele e Alessandro?

Sicuramente la passione per le acrobazie. Ho praticato ginnastica artistica quando avevo 14-16 anni, amavo saltare sui tappeti elastici al Parco Calcutta, sempre in zona Centocelle. Sicuramente ho ritrovato in Michele quel rapporto con gli amici con cui mi allenavo, i primi amori...

Quindi i salti che vediamo nella serie li fai davvero tu?

Gran parte sì, diciamo che quelli più rischiosi, come ad esempio qualche salto tra i palazzi, sono invece fatti da uno stunt. Unire la recitazione al parkour per me è stato incredibile. 

484 Alessandro Cannav@Arianna Lanzuisi-3

In Shake sei tra i banchi del Mamiani, nella realtà, invece, che scuole hai frequentato?

Le elementari e le medie le ho fatte alle cosiddette "scuole bianche" di Centocelle che sarebbero il Marco Polo e il Giovanni Verga. Il liceo al Francesco d'Assisi in viale della Primavera. 

Quali sono i luoghi di Roma a cui sei più legato?

Centocelle a parte, dove c'è il mio cuore e la mia vita, sono legato al Pincio perché lì ho fatto le mie prime uscite con gli amici: sin da piccolo l'estate vado al mare a Santa Severa, lì ho conosciuto parecchie persone che vivono in diverse zone di Roma e così a estate finita ci ritrovavamo al Pincio. Poi Trastevere a cui lego le mie prime uscite notturne e San Lorenzo dove esco tuttora e che è anche più vicino casa mia. 

Quali sono, invece, le zone di Roma che si vedono in Shake?

Centrale il liceo Mamiani a Prati che è la scuola di tutti i ragazzi della serie. Poi c'è lo parkour park sotto il Ponte della Musica, l'Ex Snia, dove pratichiamo sempre parkour, il Lungotevere e altre zone anche fuori Roma.

Oltre a Shake quali sono le tue esperienze in tv e al cinema?

Il primo approccio con la recitazione risale a quando avevo 7 anni. Poi nel 2015 ho fatto parte del cast di Banana, commedia sentimentale diretta da Andrea Jublin, un'esperienza alla quale sono molto legato. Ho partecipato a "Cabala", serie in onda su Raiplay, anche questa diretta da Giulia Gandini - sì, avevo già lavorato con lei ed è stato bello tornare a farlo - ho preso parte a Tutto può succedere 3 e ora è arrivata "Shake".

Cosa pensi che questa serie possa trasmettere ai tuoi coetanei?

L'obiettivo di Shake è avvicinare i giovani alle opere di Shakespeare, credo che il pubblico giovane si riconoscerà nelle paure dei nostri personaggi, ancora non maturi. Credo che possano riconoscersi nelle paure di Michele, il quel desiderio bambinesco che a un certo punto devi lasciare andare.

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