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Achille Lauro, foto Ansa

Achille Lauro, foto Ansa

Achille Lauro a Sanremo, lacrime di sangue e il monologo per il settore dello spettacolo

Nella prima serata del Festival, il cantante romano - ospite fisso della kermesse - ha presentato il suo nuovo brano "Solo noi" e sorpreso con il suo look e quella lettera del mondo all'umanità

Si sono accesi nella serata del 2 marzo i riflettori sul 71esimo Festival di Sanremo. Un'edizione diversa, senza pubblico, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza anti-Covid, condotta da Amadeus insieme a Fiorello, con ospiti fissi e donne del Festival che, si alterneranno nel corso delle serate.

Tra le performance più attese della prima serata, oltre ovviamente ai brani dei cantanti in gara, quella di Achille Lauro, quest'anno non in veste di concorrente al Festival, ma nel ruolo ospite fisso, con un quadro diverso presentanto ogni sera.

Achille Lauro a Sanremo, look e lacrime di sangue

Il cantante romano ha aperto la 71esima edizione della kermesse presentando il suo nuovo singolo "Solo noi" e calcando il palcoscenico dell'Ariston con un look che ha immediatamente scatenato il pubblico sui social.

Avvolto da una tuta glitterata, con un armatura color argento e rosa, Achille Lauro - che già ci aveva abituato ai suoi outfit eclettici nelle scorse edizioni del Festival - ha completato il look con una parrucca rock glam blu elettrico incorniciata da un pomposo collo di piume rosa. 

Nella prima serata di Sanremo 2021, Lauro ha presentato al pubblico il suo nuovo brano ma soprattutto ha dedicato la sua performance a tutto il settore dello spettacolo colpito e fermato dalla pandemia. 

Lacrime di sangue sono apparse sul viso del cantante verso la fine di "Solo noi" e Achille Lauro ha concluso con un monologo, una lettera del mondo all'umanità: "Scostante, aliena, trafitta, io so come ti senti - recita il cantante - sono qui trafitto nei tuoi preconcetti, aiutami, perché ne ho bisogno, come si ha bisogno dell’abbraccio di una madre. Non dimenticare chi eri. Tu sopravvivevi perché ti bastava un abbraccio. Io sarò lì per guardarti amare di nuovo".

"Sono il Glam rock. Sono un volto coperto dal trucco. La lacrima che lo rovina. Il velo di mistero sulla vita. Sono la solitudine nascosta in un costume da palcoscenico. Sessualmente tutto. Genericamente niente. Esagerazione, teatralità, disinibizione, lusso e decadenza, peccato e peccatore, grazia e benedizione. Un brano - prosegue ancora Lauro - che diventa nudità. Sono gli artisti che si spogliano e lasciano che chiunque possa spiare nelle loro camere da letto e in tutte le stanze della psiche. Esistere è essere. Essere è diritto di ognuno. Dio benedica chi è".

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