Christophe Constantin - " Boh?!!"

"InSitu ha inaugurato i suoi spazi lo scorso ottobre presentando Cosa Sarebbe se?, mostra collettiva che ha visto protagonisti i sei artisti creatori del progetto. Il collettivo InSitu nasce dall'esigenza di unirsi, senza costituirsi come gruppo nel significato storico-critico del termine, per rispondere alla necessità di far fronte, insieme, alla complessità dell'essere artista nella società contemporanea, e di fare della propria individuale ricerca un vero mestiere. Più che un insieme di studi, InSitu è un laboratorio di idee, un luogo in cui la condivisione e il confronto sono occasioni di crescita personale e collettiva. L'ambiente è aperto, nessuna divisione o barriera separa gli studi di ciascun artista. Le opere, libere di vivere lo spazio, comunicano tra loro, si contaminano, e danno vita a connessioni neuronali tipiche di un complesso ipertesto, serbatoio inesauribile di possibilità. InSitu, un organismo in continua trasformazione ed evoluzione, presenta Assurdità Contemporanee, un ciclo di sei mostre monografiche che si susseguiranno nel corso di quest'anno, dove verranno esposti gli inediti lavori di Marco De Rosa, Roberta Folliero, Andrea Frosolini, Christophe Constantin, Francesco Palluzzi ed Elisa Selli, frutto delle loro più recenti ricerche. La terza mostra in programma è quella di Christophe Constantin dal titolo "Boh?!!" Lo spazio di In Situ si trasforma questa volta in un teatro dell'assurdo, portavoce dell'esilarante incoerenza della città di Roma. Nel paradosso di un mondo capovolto, dove ci tratteniamo a vivere in una confortante illusione di normalità, la creazione artistica abbandona il campo della bellezza e sbarra le porte dell'evasione, ponendoci difronte a fastidiose domande. Christophe Constantin propone, con le sue più recenti creazioni, un'analisi critica e irriverente della città eterna, dove il tempo non sembra scorrere come dovrebbe e lo spazio è disseminato degli oggetti più insensati. Le opere sono il prodotto di un'osservazione, attenta e disincantata, di quella realtà concreta che spesso diamo per scontata, ma che è parte integrante del nostro vissuto. L'artista sceglie per la sua personale un titolo, Boh?!!, che ci conduce inesorabilmente nel territorio di un'assurda banalità, di una semplicità disturbante che sembra uno scherzo. Ma in fondo il gioco è questo. Mentre ci chiediamo dove finisca la realtà e dove inizi l'arte viene offerta ai nostri occhi l'essenza di un luogo, raccontata nei suoi aspetti più prosaici: un mucchio di arnesi e manufatti che l'artista ottiene relazionandosi al mondo dell'arte in maniera poliedrica e atipica, ma tenendo anche fisso lo sguardo alla storia più recente, specialmente del ready made. Ecco a voi Roma In Situ e un site specific all'ennesima potenza. L'allestimento della mostra insinua che l'essenza non sta nei dipinti di Caravaggio, essa si perde contemplando le statue di Bernini: la vera essenza della città trionfa invece nei secchioni dell'immondizia disseminati qua e là per le strade, negli attrezzi da lavoro lasciati per caso poggiati su un muro di un cantiere inesistente, nella ruota di bicicletta ancora incatenata, mentre qualcuno ha già rubato il resto. Qualche anno fa si è conclusa l'era delle cabine telefoniche, la città non ha forse saputo accorgersene e i marciapiedi sono rimasti cosparsi di telefoni che non telefonano. L'artista lavora su un significato di cultura popolare che è nulla di più di ciò che il popolo vive nella sciatta quotidianità, e dalla sua ricerca sociale, cinica e realistica, scaturiscono solo e semplicemente gli oggetti che ci circondano e di cui non ci accorgiamo. Christophe Constantin li incontra nel contesto urbano e da lì li sradica per dargli nuova vita nello spazio espositivo, da dove essi, come statue ridicole, ci sbeffeggiano sublimando la loro grandiosa ovvietà. Abbandoniamo ogni poesia, ogni grazia e siamo qui funamboli in bilico fra gioco e non gioco, fra arte e realtà becera, a tratti irritante. Il prodotto di un Fellini impasolinato, un giocoso, un ironico, ma un critico anche. Privi e carichi insieme di ogni drammaticità, sculture e ready made riempiono dunque lo spazio nell'ennesima idea ridicola di Christophe. Christophe Constantin nasce in Svizzera nel 1987. Ottiene il Bachelor of Arts al ECAV (Scuola Cantonale d'arte del Vallese) nel 2013, lo stesso anno si trasferisce a Roma per seguire il corso di specialistica in scultura alla RUFA (Roma University of Fine Art) e si laurea nel 2016. Durante il suo soggiorno italiano, partecipa a varie collettive di cui la Biennale di Viterbo 2014 e "Trenta per ricominciare" (2015) curata da Giovanni Damiani alla Nuova Pesa, preceduta di poco da una mostra personale: " Nostro tempo" allo spazio Menexa. Ottiene una borsa di studio per una residenza di due mesi a Barcellona, alla fondazione Espronceda, in cui viene presentato "Spending Time in Barcellona", durante il festival Art Nou del 2016. La ricerca di quest'artista emergente si centra sull'interazione tra arte e vita e sulle contaminazioni tra illusorio e reale. I suoi lavori passano dalla pittura all'istallazione, dal video alla scultura, senza dimenticare il disegno e la fotografia. Giocando spesso a fare discutere vari medium, Christophe Constantin interagisce con i spazi espositivi affine di offrire agli spettatori la sua esperienza estetica del costante Tempo, che definisce come unica costante artistica.

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