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Aurelio Picca a Lariano con il suo romanzo “Addio”

Aurelio Picca a Lariano con il suo romanzo “Addio”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

Sabato 30 giugno, dalle ore 18.30, la sala consiliare del Comune di Lariano farà da scenario alla presentazione dell'ultima fatica letteraria di Aurelio Picca. Il romanzo dal titolo "Addio", già un successo di vendite e di critica, racconta la storia di Carlo, alterego dell'autore, che in un'appassionante cavalcata negli anni sessanta e in quelli successivi, passerà dall'infanzia all'adolescenza e alla fase matura della vita in un geniale parallelo con la storia italiana.

Gli anni sessanta, per chi li ha vissuti ma anche per chi li ha studiati o gli sono stati raccontati sono stati un periodo di ebbrezza e serenità: il Paese era nel pieno del boom economico, le persone avevano lasciato alle spalle gli scenari terribili dell'ultima guerra e avevano risalito la china con grande slancio. La musica spensierata, le vacanze, le automobili per tutti, i primi elettrodomestici stavano rendendo la vita più serena e sembrava che l'Italia stesse sul trampolino di lancio che l'avrebbe allineata, in termini economici e culturali, a nazioni come Gran Bretagna, Francia o Stati Uniti. Ma i fermenti politici erano più forti: gli operai scendevano, intanto, in piazza per ottenere contratti di lavoro più dignitosi, gli studenti in appoggio a queste istanze, manifestavano anch'essi per nuove forme di governo e di lotta, per ottenere nuovi diritti. I partiti politici che non riusciranno a dominare e rasserenare il clima faranno precipitare l'Italia in un vortice di tensioni sociali che deflagrerà negli anni di piombo.

Addio, una parola così importante per Aurelio Picca, da averle dedicato l'intero romanzo. È quella più definitiva, che si usa quando un sipario cala su qualcosa che non tornerà più. Sarà l'innocenza del protagonista del libro a non tornare più come quella d'Italia, macchiata da troppi delitti che oscureranno anche il percorso di vita di Carlo, alias Aurelio Picca. Nell'ultima pagina del romanzo prima della chiusura finale si legge "Ma gli anni muoiono prima dei secondi. Il tempo è finito". Aurelio Picca forse è riuscito ad intrappolarlo in un affresco di vita che emana calore, emozione, inquietudine. Come un cuore che stretto in un pugno fa sentire ancora il suo flebile pulsare.

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