Andrea Calabresi. Sun, and Close Landscapes

Giovedì 21 febbraio 2019 si inaugura a Roma alla MAC Maja Arte Contemporanea la personale del fotografo italiano Andrea Calabresi. In mostra una selezione di quindici fotografie in bianco e nero appartenenti alle serie "Close Landscapes" e "The Upper Half"; due progetti di lunga durata, aventi per tema il paesaggio, la Luna e il Sole, in cui la tecnica fotografica analogica viene utilizzata per ottenere la massima ricchezza espressiva delle immagini.

Di "Close Landscapes" (2001-2009) si espongono sei stampe vintage (formato cm 60x120) alla gelatina ai sali d'argento su carta baritata, stampate dall'autore stesso. La semplice composizione delle fotografie (due bande orizzontali: terra/cielo) e l'accurata attenzione alla resa della luce naturale spingono lo spettatore ad un'intimità contemplativa che restituisce sulla pelle la suggestione del caldo o del freddo, dell'umido o della secchezza della terra e dell'aria che la sovrasta.

La serie debutta nell'autunno del 2006 a New York presso la MV Gallery di Tribeca e l'anno successivo viene presentata a Roma accompagnata da un prezioso volume con la prefazione di Arno Rafael Minkkinen il quale, a proposito di questo lavoro, osserva: "Calabresi dedica un occhio alla perpetua presenza del cielo, l'altro alla palpabile superficie della terra. Tuttavia nessuna gerarchia è mostrata o voluta. Le sue immagini sembrano invece suggerire che ciò che accade nel cielo e ciò che accade sulla terra sia egualmente affascinante. [...] Le immagini parlano di eventi naturali, delle armonie e disarmonie del rapporto tra il nostro corpo terreno e la nostra mente fluttuante. [...] partecipano dell'eterno dramma del desiderio di portare il paradiso sulla terra e di innalzare il nostro essere terreno verso la sacralità dell'infinito."

"Il progetto ha due fonti di ispirazione letteraria," – sottolinea Calabresi – "i primi versi de 'L'infinito' di Giacomo Leopardi e il concetto del verosimile di Alessandro Manzoni. L'intento del mio lavoro è di ridurre, con un'attenta ricerca tecnica, sia l'enfasi estetica che la carica di artificiosità che il mezzo fotografico porta con sé essendo ancora legato al pittorialismo. Cerco di portare l'oggetto alla sua essenza spogliandolo delle sovrastrutture. I miei paesaggi diventano così l'opposto di una 'veduta', ne negano proprio la possibilità (come la famosa 'siepe'). Questo lavoro di sottrazione consente di spostare l'attenzione dal referente alla rappresentazione rendendo le immagini evocative e consentendo agli effetti di luce, alle trame e ai toni di acquisire un valore espressivo dominante."

Dopo il successo nel 2014 della mostra "Moon", la MAC Maja Arte Contemporanea presenta in questa occasione per la prima volta al pubblico, "Sun", la seconda parte del progetto "The Upper Half" (2006-2018), esponendo otto fotografie alla gelatina ai sali d'argento su carta baritata (cm 50x50) e una stampa ai pigmenti di grande formato (cm 150x190), quest'ultima in edizione unica.

In "The Upper Half" Andrea Calabresi rende omaggio alle sorgenti luminose per eccellenza: il Sole e la Luna; un'esplorazione dei limiti della stessa visibilità, da una parte la fonte di luce più potente che conosciamo, dall'altra il suo pallido riflesso proiettato sulla Terra dal suo satellite.

Nei grandi cieli diurni, dove il Sole illumina prepotentemente la spettacolare casualità degli eventi atmosferici, Calabresi ricerca la fusione tra la purezza di una visione infantile e la complessità del guardare propria dell'età adulta.

Con una tecnica complessa, che cerca di farsi invisibile per ricreare la semplicità del guardare con i nostri occhi, il fotografo insegue una forma di realismo percettivo dell'immagine, rifiutando qualsiasi deriva pittorica o spettacolarizzazione della visione, senza alterare la prospettiva ed esasperare i toni, proseguendo così l'intento estetico di "Close Landscapes".

La mostra, a cura di Daina Maja Titonel, è nel programma della manifestazione "MFR19 - Mese della Fotografia", che si tiene a Roma dall'1 al 31 marzo 2019.


ANDREA CALABRESI
Nasce a Roma nel 1967. Comincia a scattare fotografie e a lavorare in camera oscura fin da bambino. Inizialmente autodidatta deve la formazione successiva a James Megargee e ad Arno Rafael Minkkinen.
E' fotografo professionista dal 1990, lavorando in vari campi, ma soprattutto in fotografia d'architettura. Nel 1996 apre a Roma un laboratorio di stampa fine art in bianco e nero e si concentra sullo studio della tecnica, i progetti artistici, la ricerca storico critica e l'insegnamento. Insegnamento che tutt'oggi svolge presso Corsi Foto Analogica, Spazio Labò, il Toscana Photographic Workshops (TPW) dal 2003 e la Syracuse University (New York) dove è visiting professor dal 2004.
Il suo lavoro artistico si incentra su progetti di lunga durata, come le vedute urbane di "Domande sul senso dello spazio" (1995-2002), i paesaggi di "Close Landscapes" (2001- 2008) e "The Upper Half" (2006-2018).

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