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Le sezioni del "Festival del Film di Roma": "Alice nella città"

Anche quest'anno la sezione "Alice nella città" dà voce e spazio alle nuove generazioni, ricercando strumenti inediti e sottraendosi a modelli e schemi di genere

Un'idea di infanzia ispirata alla tradizione letteraria e ritratti che ricordano certi personaggi femminili delle fiabe, dove il protagonista doveva essere davvero straordinario. Questo il filo rosso che accumuna i film della sezione "Alice nella città".


Tra le prime pellicole presentate il 27 ottobre ci aspetta "David" dell'esordiente Joel Fendelman, che racconta  l'improbabile ma sincera amicizia tra il figlio dell'Imam della moschea di Brooklyn e il coetaneo ebreo della comunità ortodossa. Lo stesso giorno saranno proiettate "Hasta la vista" di Goeffrey Enthoven, road movie su sedia a rotelle, e "Dudamel: Let the Children Play" di Alberto Arvelo, che richiama la nostra attenzione sull'importanza dell'arte per affrontare la crisi educativa in tutto il mondo.
Storie di amicizia ("No et Moi"), storie che mettono a nudo l'interiorità e i conflitti ("Amy George", "North Sea Texas"), il dolore, i limiti, le fragilità e i rifiuti dell'adolescenza ("Death of a Superhero", "Le Diable dans le peau"), cogliendo una recitazione essenziale, autentica, depurata da cliché e sentimentalismi. Colpiscono le interpretazioni di Toni Collette in "Foster" e in "Jesus Henry Christ", prodotto da Julia Roberts, e di Christa Theret in "La Brindille", mentre conquista la versione 3D del classico d'animazione "Il re leone".
Quest'anno l'Evento Speciale sarà rappresentato dall'omaggio al libro di Louis Pergaud, "La Guerre des boutons" di Christophe Barratier.

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