Alberto Sordi, prorogata la mostra nella sua villa

La villa di Alberto Sordi ha aperto al pubblico per festeggiare in modo speciale i 100 anni dalla nascita del grande attore romano. L'apertura della mostra - fissata inizialmente il 7 marzo 2020 - è stata rimandata a settembre a causa dell'emergenza Coronavirus al 16 settembre 2020.

Dopo le chiusure imposte dalla pandemia, la mostra riaprirà ufficialmente al pubblico il 4 marzo e resterà aperta fino alla fine di giugno 2021.

La mostra per i 100 anni di Alberto Sordi

È già boom di prenotazioni - come riporta il sito ufficiale del Comune di Roma - oltre 10mila da tutta Italia, per la grande Mostra “Il Centenario – Alberto Sordi 1920-2020”. La villa romana del grande attore sarà dunque aperta al pubblico per la prima volta, per celebrare il grande artista a cento anni dalla nascita.

L’esposizione, che non ha precedenti, si snoda tra i vari ambienti della casa in piazziale Numa Pompilio e nel giardino per illustrare la lunga carriera e la vita dell’attore attraverso documenti inediti, oggetti, abiti, fotografie, video, curiosità. Oltre alla Villa, il Teatro dei Dioscuri ospiterà una seconda sezione con un importante focus  su  “Storia di un italiano", il programma tv anni '70 cui Sordi era particolarmente affezionato. 

La mostra: "Una grande festa che Roma dedica ad Alberto Sordi"

La mostra, promossa da Fondazione Museo Alberto Sordi con Roma Capitale e con Regione Lazio, con il riconoscimento del MIBACT Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Soprintendenza Speciale di Roma Archeologia Belle Arti Paesaggio, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio, con il patrocinio di SIAE, con il sostegno di Luce Cinecittà, Acea, Banca Generali Private e con la collaborazione di Rai Teche, è curata da Alessandro Nicosia con Vincenzo Mollica e Gloria Satta, prodotta e organizzata da C. O. R. Creare Organizzare Realizzare.

Per il Campidoglio si tratta di una grande festa che Roma vuole dedicare ad Alberto Sordi in occasione del centenario della sua nascita. Per la prima volta l’abitazione dell’attore, una meravigliosa villa degli anni 30 dove Alberto ha vissuto e dove viene conservata  la sua storia di uomo e di artista, verrà aperta al pubblico. Una villa che fa parte del patrimonio storico della città e che, grazie all’impegno e alla volontà di Aurelia Sordi, è stata trasformata in mezzo prezioso per la diffusione e la promozione della cultura. L’iniziativa offre la meravigliosa opportunità di rendere omaggio all’arte e alla carriera di un grande artista romano che ha saputo rappresentare desideri, speranze e amarezze dell’Italia del Novecento. Roma non poteva certo mancare a questo appuntamento che non è solo l’occasione per ricordare un amico, ma è soprattutto l’importante opportunità per custodire i racconti e le emozioni che Alberto Sordi ha lasciato in eredità al suo pubblico. Che lo ha amato e lo ama ancora.

Per la Soprintendente Speciale di Roma Daniela Porro, la mostra su Alberto Sordi oltre a ricordare una delle personalità più importanti del cinema italiano è l’occasione per aprire la sua casa, di cui era peraltro gelosissimo. Questa esposizione corona un percorso di tutela e valorizzazione che rende questo bene finalmente visitabile dal pubblico e fa seguito alla firma del vincolo relativo a tutti gli arredi e gli oggetti dell’attore del 21 luglio del 2015. L’augurio è che la Casa di Alberto Sordi, costruita nel 1930 su progetto dell’architetto Clemente Busiri Vici, oltre che per  una mostra temporanea possa essere in futuro aperta  regolarmente, come un piccolo museo dedicato a un grande interprete  del nostro cinema.

Sordi si innamorò subito della Villa di via Druso al Celio quando la vide nella primavera del 1954, tanto che la comprò solo poche ore dopo averla visitata.

L'obiettivo della mostra

L’obiettivo di questa mostra dedicata al grande Alberto, come dice il curatore Alessandro Nicosia, è soprattutto aprire per la prima volta al grande pubblico la Villa rifugio di Sordi, farla conoscere così com’era invariata nel tempo, e ricostruire cronologicamente il suo percorso di uomo e di attore. Proprio per valorizzare la storia di questa casa che diventerà presto un museo, si è cercato di rispettare gli ambienti che sono rimasti intatti dopo la morte dell’attore, così come lui li aveva voluti e vissuti, facendoli dialogare con la proposta espositiva piena di sorprese e di tanti inediti.

Questa mostra permette quindi di scoprire un Sordi che va oltre i successi cinematografici e di conoscere storie che talvolta circolavano a proposito del suo privato. Un Sordi speciale, vero: il maestro fu un benefattore, un amante degli animali e delle belle donne, un collezionista d’arte, un fotografo appassionato, un viaggiatore… E così si racconta nel progetto espositivo studiato per consentirne la visita come se si fosse ospiti dell’attore.

Un viaggio alla scoperta dell'artista

La mostra monumentale dedicata ad Alberto Sordi si prefigura dunque come una esperienza immersiva  e totalizzante, un viaggio spettacolare alla scoperta dell’artista e dell’uomo, un ritratto completo in tutti i suoi risvolti e le possibili sfaccettature; un racconto che lascia emergere il contributo unico e insostituibile che ci ha lasciato in eredità. Sordi è entrato a gamba tesa nella memoria collettiva, attentissimo come era all’evoluzione della società da cui traeva ispirazione per le storie e i personaggi da portare sullo schermo;  è stato fondamentale per averci confezionato il ritratto di un’epoca e restituito la  storia del nostro  paese dagli anni a cavallo della seconda guerra mondiale fino al boom economico e agli anni ’60. I suoi film e i suoi personaggi sono lo specchio della società dell’epoca raccontata con sottile ironia cogliendone, con profonda leggerezza ma anche ferocia, voli e cadute, speranze e delusioni, altezze e miserie umane, con uno sguardo sempre arguto e geniale.

La Mostra si completa e arricchisce di due cataloghi a cura di Alessandro Nicosia, Vincenzo Mollica, Gloria Satta, Maria Cristina Bettini e Gina Ingrassia.

   

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